Tra le opzioni di trattamento per i gliomi di alto grado recidivi, la re-irradiazione è sempre stata la più controversa, per i timori legati alla possibile tossicità. Gli avanzamenti nel campo della radioterapia, in particolare l’introduzione della radioterapia ad intensità modulata (IMRT) con la possibilità di erogare le dosi in modo disomogeneo (dose painting), consentono tuttavia di aumentarne l’efficacia, riducendone gli effetti tossici. Inoltre le tecniche avanzate di risonanza magnetica (RM) permettono di caratterizzare la struttura, il comportamento biologico e l’eterogeneità spaziale e temporale del tessuto tumorale fornendo informazioni molto utili per la programmazione terapeutica. In questo studio di fase I è stata valutata la tollerabilità di un trattamento IMRT con approccio dose painting basato sulle immagini RM di Diffusione in pazienti con glioma di alto grado recidivo. Dal momento che esistono pochi dati sulla tolleranza del tessuto cerebrale alla re-irradiazione, è stato scelto un endpoint primario di sicurezza. Lo studio, di natura prospettica, prevede un trattamento di IMRT ipofrazionata (30-50 Gy/5 Frazioni) con distribuzione disomogenea di dose, sulla base dei valori di ADC, in paziente adulti con recidiva di glioma di alto grado. L’obiettivo primario è la sicurezza del trattamento proposto. Sono previsti due step di valutazione intermedia della sicurezza dopo il trattamento del terzo e del sesto paziente (campione totale di 12 pazienti). Da febbraio 2016 ad oggi sono stati arruolati cinque pazienti (un maschio e quattro femmine), con un intervallo di tempo mediano tra il primo ed il secondo ciclo di radioterapia di 12 mesi. Il trattamento è risultato ben tollerato e non si sono registrati eventi avversi significativi dopo il trattamento dei primi 3 pazienti. I risultati preliminari dello studio mostrano che il trattamento proposto risulta essere associato a modesta tossicità acuta e subacuta e potrebbe quindi rappresentare in futuro una valida alternativa terapeutica in un ambito, quello dei gliomi maligni recidivi, in cui non esiste ancora uno standard di cura.
Sicurezza di un trattamento radioterapico ad intensità modulata e con distribuzione disomogenea della dose in pazienti affetti da gliomi di alto grado recidivi: uno studio di fase I
2018
Abstract
Tra le opzioni di trattamento per i gliomi di alto grado recidivi, la re-irradiazione è sempre stata la più controversa, per i timori legati alla possibile tossicità. Gli avanzamenti nel campo della radioterapia, in particolare l’introduzione della radioterapia ad intensità modulata (IMRT) con la possibilità di erogare le dosi in modo disomogeneo (dose painting), consentono tuttavia di aumentarne l’efficacia, riducendone gli effetti tossici. Inoltre le tecniche avanzate di risonanza magnetica (RM) permettono di caratterizzare la struttura, il comportamento biologico e l’eterogeneità spaziale e temporale del tessuto tumorale fornendo informazioni molto utili per la programmazione terapeutica. In questo studio di fase I è stata valutata la tollerabilità di un trattamento IMRT con approccio dose painting basato sulle immagini RM di Diffusione in pazienti con glioma di alto grado recidivo. Dal momento che esistono pochi dati sulla tolleranza del tessuto cerebrale alla re-irradiazione, è stato scelto un endpoint primario di sicurezza. Lo studio, di natura prospettica, prevede un trattamento di IMRT ipofrazionata (30-50 Gy/5 Frazioni) con distribuzione disomogenea di dose, sulla base dei valori di ADC, in paziente adulti con recidiva di glioma di alto grado. L’obiettivo primario è la sicurezza del trattamento proposto. Sono previsti due step di valutazione intermedia della sicurezza dopo il trattamento del terzo e del sesto paziente (campione totale di 12 pazienti). Da febbraio 2016 ad oggi sono stati arruolati cinque pazienti (un maschio e quattro femmine), con un intervallo di tempo mediano tra il primo ed il secondo ciclo di radioterapia di 12 mesi. Il trattamento è risultato ben tollerato e non si sono registrati eventi avversi significativi dopo il trattamento dei primi 3 pazienti. I risultati preliminari dello studio mostrano che il trattamento proposto risulta essere associato a modesta tossicità acuta e subacuta e potrebbe quindi rappresentare in futuro una valida alternativa terapeutica in un ambito, quello dei gliomi maligni recidivi, in cui non esiste ancora uno standard di cura.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/146261
URN:NBN:IT:UNIPR-146261