Secondo la Teoria Scalare del Tempo gli uomini sono dotati di un orologio interno costituito da un generatore di impulsi, un interruttore ed un accumulatore. Il generatore produce degli impulsi che sono trasferiti all’accumulatore attraverso un interruttore. Gli impulsi vengono contati per definire la durata dell’intervallo e trasferiti dalla memoria di lavoro alla memoria a lungo termine dove avviene il confronto con le rappresentazioni temporali astratte in essa contenute. I livelli di arousal e la disponibilità di risorse attentive influenzano il funzionamento dell’orologio interno e, di conseguenza, la percezione soggettiva del tempo. Le emozioni e il dolore influenzano l’arousal e catturano l’attenzione. I due studi riportati nel presente elaborato avevano l’obiettivo di indagare l’influenza delle emozioni (1) e del dolore (2) sulla percezione temporale soggettiva. 1) Tempo ed emozioni: il primo studio aveva l’obiettivo di verificare l’effetto di espressioni facciali emotive sulla percezione temporale soggettiva utilizzando stime temporali prospettiche. Sono stati svolti due esperimenti comportamentali utilizzando rispettivamente un protocollo di produzione temporale ed un compito di bisezione temporale. 2) Tempo e dolore: E’ stato implementato uno studio fMRI su un campione di soggetti volontari ai quali era richiesto di elaborare volti che esprimevano dolore o che non mostravano specifiche emozioni (espressione neutra) durante un compito di produzione temporale (dual-task). Prima dello studio funzionale, sono stati condotti due studi pilota: a) il primo utilizzava un protocollo di elaborazione esplicita dell’espressione di dolore, b) mentre il secondo di elaborazione implicita (discriminazione di genere). I risultati possono essere sintetizzati come segue: 1) Nel compito di produzione temporale, l’espressione facciale della felicità (facilitazione del sorriso) determinava una sottostima del tempo, mentre l’espressione facciale della tristezza (inibizione) provocava sovrastima. Lo studio che ha utilizzato il protocollo di bisezione temporale ha evidenziato invece un effetto (non significativo) di sovrastima sia nella condizione di facilitazione, che in quella di inibizione. Sono dunque necessarie ulteriori indagini per verificare la generalizzabilità dei risultati. 2) Lo studio funzionale sulla relazione fra tempo e dolore fornisce la prima dimostrazione che osservare espressioni facciali di dolore interferisce con i processi temporali sia a livello comportamentale, che neurale. Il giro temporale medio di destra sembra rivestire un ruolo chiave in questa modulazione dell’espressione di dolore sul tempo, in quanto media l’interazione funzionale fra il circuito neurale che elabora il dolore e quello che sottende il processamento delle informazioni temporali.
Le emozioni e il dolore influenzano la percezione temporale: evidenze comportamentali e funzionali
2018
Abstract
Secondo la Teoria Scalare del Tempo gli uomini sono dotati di un orologio interno costituito da un generatore di impulsi, un interruttore ed un accumulatore. Il generatore produce degli impulsi che sono trasferiti all’accumulatore attraverso un interruttore. Gli impulsi vengono contati per definire la durata dell’intervallo e trasferiti dalla memoria di lavoro alla memoria a lungo termine dove avviene il confronto con le rappresentazioni temporali astratte in essa contenute. I livelli di arousal e la disponibilità di risorse attentive influenzano il funzionamento dell’orologio interno e, di conseguenza, la percezione soggettiva del tempo. Le emozioni e il dolore influenzano l’arousal e catturano l’attenzione. I due studi riportati nel presente elaborato avevano l’obiettivo di indagare l’influenza delle emozioni (1) e del dolore (2) sulla percezione temporale soggettiva. 1) Tempo ed emozioni: il primo studio aveva l’obiettivo di verificare l’effetto di espressioni facciali emotive sulla percezione temporale soggettiva utilizzando stime temporali prospettiche. Sono stati svolti due esperimenti comportamentali utilizzando rispettivamente un protocollo di produzione temporale ed un compito di bisezione temporale. 2) Tempo e dolore: E’ stato implementato uno studio fMRI su un campione di soggetti volontari ai quali era richiesto di elaborare volti che esprimevano dolore o che non mostravano specifiche emozioni (espressione neutra) durante un compito di produzione temporale (dual-task). Prima dello studio funzionale, sono stati condotti due studi pilota: a) il primo utilizzava un protocollo di elaborazione esplicita dell’espressione di dolore, b) mentre il secondo di elaborazione implicita (discriminazione di genere). I risultati possono essere sintetizzati come segue: 1) Nel compito di produzione temporale, l’espressione facciale della felicità (facilitazione del sorriso) determinava una sottostima del tempo, mentre l’espressione facciale della tristezza (inibizione) provocava sovrastima. Lo studio che ha utilizzato il protocollo di bisezione temporale ha evidenziato invece un effetto (non significativo) di sovrastima sia nella condizione di facilitazione, che in quella di inibizione. Sono dunque necessarie ulteriori indagini per verificare la generalizzabilità dei risultati. 2) Lo studio funzionale sulla relazione fra tempo e dolore fornisce la prima dimostrazione che osservare espressioni facciali di dolore interferisce con i processi temporali sia a livello comportamentale, che neurale. Il giro temporale medio di destra sembra rivestire un ruolo chiave in questa modulazione dell’espressione di dolore sul tempo, in quanto media l’interazione funzionale fra il circuito neurale che elabora il dolore e quello che sottende il processamento delle informazioni temporali.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/146430
URN:NBN:IT:UNIPR-146430