“Egypt has no place in a work on the history of mathematical astronomy”. Con queste parole Otto Neugebauer, il più grande studioso delle scienze esatte nel mondo antico, introduceva la sezione dedicata all’astronomia egiziana, nel suo saggio “A History of Ancient Mathematical Astronomy“. Neugebauer aveva ragione: fatta eccezione per l’elaborazione del calendario di 365 giorni, la documentazione egiziana finora giunta a noi sembra rivelare un sostanziale disinteresse verso l’astronomia applicata, ovvero quel complesso di conoscenze matematiche sviluppate allo scopo di studiare e prevedere i fenomeni e le caratteristiche del moto dei corpi celesti. Malgrado l’apparente assenza di importanti fattori trainanti come l’astronomia o l’astrologia, in Egitto continuò ad esistere una millenaria tradizione, testuale e figurativa, che aveva nel cielo il suo unico, grande e suggestivo palcoscenico. Un potente catalizzatore permise a questa tradizione non solo di sopravvivere per tanto tempo ma addirittura di mutare e integrare concezioni allogene, fenomeni non frequenti all’interno del ben noto atteggiamento conservatore della cultura religiosa egiziana. Lo studio affronta le fonti iconografiche e testuali di Antico e Medio Regno nel tentativo di ricomporre in un quadro coerente l'architettura di quel pensiero religioso.
Oggetti celesti e culti stellari nella documentazione figurativa e testuale egiziana
FERRARIS, ENRICO
2011
Abstract
“Egypt has no place in a work on the history of mathematical astronomy”. Con queste parole Otto Neugebauer, il più grande studioso delle scienze esatte nel mondo antico, introduceva la sezione dedicata all’astronomia egiziana, nel suo saggio “A History of Ancient Mathematical Astronomy“. Neugebauer aveva ragione: fatta eccezione per l’elaborazione del calendario di 365 giorni, la documentazione egiziana finora giunta a noi sembra rivelare un sostanziale disinteresse verso l’astronomia applicata, ovvero quel complesso di conoscenze matematiche sviluppate allo scopo di studiare e prevedere i fenomeni e le caratteristiche del moto dei corpi celesti. Malgrado l’apparente assenza di importanti fattori trainanti come l’astronomia o l’astrologia, in Egitto continuò ad esistere una millenaria tradizione, testuale e figurativa, che aveva nel cielo il suo unico, grande e suggestivo palcoscenico. Un potente catalizzatore permise a questa tradizione non solo di sopravvivere per tanto tempo ma addirittura di mutare e integrare concezioni allogene, fenomeni non frequenti all’interno del ben noto atteggiamento conservatore della cultura religiosa egiziana. Lo studio affronta le fonti iconografiche e testuali di Antico e Medio Regno nel tentativo di ricomporre in un quadro coerente l'architettura di quel pensiero religioso.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/147718
URN:NBN:IT:UNIPI-147718