Il presente lavoro si propone di indagare la disciplina del diritto di proprietà ed i relativi strumenti di tutela nei confronti, in particolare, delle misure di ingerenza statale. In ragione del carattere autoritativo degli atti pubblicistici e del corrispondente status di soggezione in cui versa il destinatario si impone l'opportunità di individuare quali sono le condizioni - de iure condito e de iure condendo - che la pubblica autorità deve rispettare ai fini dell'esercizio legittimo del proprio potere ablativo. A tal fine risulta necessario analizzare il contributo fornito dal diritto internazionale, nell'ambito del quale sono maturate dottrine e prassi tese al riconoscimento di un più elevato standard di tutela in favore del diritto dominicale. Per tale motivo il lavoro prende le mosse dalla ricostruzione del diritto in parola nell'ordinamento internazionale e nei sistemi giuridici sovranazionali di carattere regionale maggiormente significativi. L'indagine si concentra, in particolare, sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale ha contribuito ad elaborare una nozione ampia di proprietà nonché ad enucleare una serie di strumenti a presidio del destinatario di misure ablative. Nel prosieguo del lavoro si procede, pertanto, ad analizzare con spirito critico le fattispecie espropriative disciplinate nell'ordinamento interno, evidenziandone i profili di incompatibilità con il sistema sovranazionale di matrice convenzionale, concentrando l'attenzione sulla cosiddetta "usucapione pubblica". Al fine di comprendere la concreta influenza del diritto europeo nell'ordinamento domestico si procede ad esaminarne il relativo meccanismo di adattamento. A conferma del rilievo del tema trattato le più significative sentenze della Corte Costituzionale sul punto (sentt. nn. 348 e 349 del 2007, n. 49 del 2015) sono intervenute nell'ambito di controversie aventi ad oggetto la tutela del diritto di proprietà, delineando i rapporti intercorrenti tra il sistema normativo interno e sovranazionale. Uno dei punti maggiormente critici in materia concerne l'influenza della giurisprudenza di Strasburgo nei giudizi interni, ponendosi l'esigenza di comprendere se le relative statuizioni abbiano un diverso grado di persuasività in ragione dell'autorevolezza del collegio che in sede europea ha sancito il principio di diritto rilevante nei successivi giudizi domestici.

Lo standard di tutela del diritto di proprietà nel diritto internazionale e nella CEDU

2018

Abstract

Il presente lavoro si propone di indagare la disciplina del diritto di proprietà ed i relativi strumenti di tutela nei confronti, in particolare, delle misure di ingerenza statale. In ragione del carattere autoritativo degli atti pubblicistici e del corrispondente status di soggezione in cui versa il destinatario si impone l'opportunità di individuare quali sono le condizioni - de iure condito e de iure condendo - che la pubblica autorità deve rispettare ai fini dell'esercizio legittimo del proprio potere ablativo. A tal fine risulta necessario analizzare il contributo fornito dal diritto internazionale, nell'ambito del quale sono maturate dottrine e prassi tese al riconoscimento di un più elevato standard di tutela in favore del diritto dominicale. Per tale motivo il lavoro prende le mosse dalla ricostruzione del diritto in parola nell'ordinamento internazionale e nei sistemi giuridici sovranazionali di carattere regionale maggiormente significativi. L'indagine si concentra, in particolare, sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale ha contribuito ad elaborare una nozione ampia di proprietà nonché ad enucleare una serie di strumenti a presidio del destinatario di misure ablative. Nel prosieguo del lavoro si procede, pertanto, ad analizzare con spirito critico le fattispecie espropriative disciplinate nell'ordinamento interno, evidenziandone i profili di incompatibilità con il sistema sovranazionale di matrice convenzionale, concentrando l'attenzione sulla cosiddetta "usucapione pubblica". Al fine di comprendere la concreta influenza del diritto europeo nell'ordinamento domestico si procede ad esaminarne il relativo meccanismo di adattamento. A conferma del rilievo del tema trattato le più significative sentenze della Corte Costituzionale sul punto (sentt. nn. 348 e 349 del 2007, n. 49 del 2015) sono intervenute nell'ambito di controversie aventi ad oggetto la tutela del diritto di proprietà, delineando i rapporti intercorrenti tra il sistema normativo interno e sovranazionale. Uno dei punti maggiormente critici in materia concerne l'influenza della giurisprudenza di Strasburgo nei giudizi interni, ponendosi l'esigenza di comprendere se le relative statuizioni abbiano un diverso grado di persuasività in ragione dell'autorevolezza del collegio che in sede europea ha sancito il principio di diritto rilevante nei successivi giudizi domestici.
2018
Italiano
Università degli Studi di Napoli Federico II
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNINA-148174