Gli esordi letterati di Carlo Emilio Gadda sono ospitati, a partire dalla seconda metà degli anni Venti, dalle due riviste fiorentine "Solaria" (1926-34) e "Leteratura" (1937-68). In questo periodo gli editori di Gadda, Alessandro Bonsanti, Alberto Carocci e Carlo Parenti, sono testimoni e fautori sa delle sue pubblicazioni sui periodici dati alle stampe nel capoluogo toscano che dei suoi primi libri. Carocci e Bonsanti, come mediatori culturali, condividono fino al 1936 l'impegno a "Solaria". A partire dal 1936, quando la congiuntura storica impone scelte significative, le loro strade si separeranno e Gadda condividerà la prospettiva letteraria e politica di Bonsanti e dunque il progetto di "Letteratura". La realizzazione dei progetti editoriali è coadiuvata dalla tipografia dei fratelli Parenti, per la quale Carlo Parenti cura la comunicazione con l'autore. Questa tesi documenta per la prima volta, attraverso il corposo epistolario inedito, il dialogo condotto da Gadda con queste tre figure di spicco dell'editoria fiornentina, dal 1926, cioè la data della prima presa di contatto con Carocci, fondatore e direttore di "Solaria", fino al 1944, anno della fuga dello scrittore da Firenze. Un ampio saggio introduttivo ricostruisce nella vicenda gaddiana il ruolo delle riviste e in particolare dei suoi testi pubblicistici in cui scrittura e critica emergono come 'reazione' alla tradizione. Inoltre, viene studiato il suo rapporto con gli editori fiorentini (in relazione anche a quello più noto con gli editori che nel secondo dopoguerra lo renderanno famoso) e vengono analizzati nel dettaglio gli elementi del carteggio che modificano, precisano o confermano le attuali conoscenze sul "complesso sistema a vasi comunicanti" (Dante Isella, Presentazione dell'edizione, in Carlo Emilio Gadda, Romanzi e racconti, I, Garzanti, Milano 1988, XX) dei suoi testi. Infine, viene puntualmente commentato l'epistolario, che consiste in 473 documenti tra lettere e cartoline: si descrive via via il contesto storico-culturale, si interpretano i segni del rapporto dell'Ingegnere con altri autori e si delineano le vicende che hanno caratierizzato le sue prime pubbilcazioni.
<>:carteggio Gadda-Bonsanti, Carocci e Parenti (1926-1944)
2016
Abstract
Gli esordi letterati di Carlo Emilio Gadda sono ospitati, a partire dalla seconda metà degli anni Venti, dalle due riviste fiorentine "Solaria" (1926-34) e "Leteratura" (1937-68). In questo periodo gli editori di Gadda, Alessandro Bonsanti, Alberto Carocci e Carlo Parenti, sono testimoni e fautori sa delle sue pubblicazioni sui periodici dati alle stampe nel capoluogo toscano che dei suoi primi libri. Carocci e Bonsanti, come mediatori culturali, condividono fino al 1936 l'impegno a "Solaria". A partire dal 1936, quando la congiuntura storica impone scelte significative, le loro strade si separeranno e Gadda condividerà la prospettiva letteraria e politica di Bonsanti e dunque il progetto di "Letteratura". La realizzazione dei progetti editoriali è coadiuvata dalla tipografia dei fratelli Parenti, per la quale Carlo Parenti cura la comunicazione con l'autore. Questa tesi documenta per la prima volta, attraverso il corposo epistolario inedito, il dialogo condotto da Gadda con queste tre figure di spicco dell'editoria fiornentina, dal 1926, cioè la data della prima presa di contatto con Carocci, fondatore e direttore di "Solaria", fino al 1944, anno della fuga dello scrittore da Firenze. Un ampio saggio introduttivo ricostruisce nella vicenda gaddiana il ruolo delle riviste e in particolare dei suoi testi pubblicistici in cui scrittura e critica emergono come 'reazione' alla tradizione. Inoltre, viene studiato il suo rapporto con gli editori fiorentini (in relazione anche a quello più noto con gli editori che nel secondo dopoguerra lo renderanno famoso) e vengono analizzati nel dettaglio gli elementi del carteggio che modificano, precisano o confermano le attuali conoscenze sul "complesso sistema a vasi comunicanti" (Dante Isella, Presentazione dell'edizione, in Carlo Emilio Gadda, Romanzi e racconti, I, Garzanti, Milano 1988, XX) dei suoi testi. Infine, viene puntualmente commentato l'epistolario, che consiste in 473 documenti tra lettere e cartoline: si descrive via via il contesto storico-culturale, si interpretano i segni del rapporto dell'Ingegnere con altri autori e si delineano le vicende che hanno caratierizzato le sue prime pubbilcazioni.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/149367
URN:NBN:IT:UNIFE-149367