Il vino è un prodotto alimentare pregiato, che ha grande influenza nell’economia dei paesi che lo producono. Negli ultimi anni, la produzione vitivinicola Italiana ha subito un significativo aumento nella domanda, a causa dell’apertura di nuovi mercati, stimolando così maggiori canoni di qualità e procedure per la tutela dei vini italiani dalla concorrenza estera. Ne è derivata la necessità di definire marker scientificamente validi e quantificabili. La tesi si occupa: di trasferire i risultati della ricerca di petrografia e geochimica applicata, allo studio dei processi di assimilazione suolo pianta e della territorialità dei prodotti agroalimentari. Questo lavoro, che verte sull’uva, è stato condotto su due aree rappresentative dei principali contesti geologici e geomorfologici della Sicilia Orientale. Si è cercato di identificare, in maniera univoca, le varietà d’uva tramite la concentrazione di Terre Rare, assorbite in varie parti delle piante, prendendo in considerazione sia le caratteristiche del suolo che le condizioni climatiche. La Sicilia vanta una tradizione vitivinicola documentata sin dalla preistoria; sono presenti nel territorio cultivar di grande importanza per il patrimonio agronomico, inoltre, la regione è caratterizzata dalla presenza di differenti litotipi. Nei tre vigneti selezionati delle due macroaree (Etna e Iblei) sono stati scelte sia cultivar a bacca bianca che rossa; per l’area Etnea: Nerl. Cappuccio, Nerl. Mascalese, Merlot, Carricante, Grecanico e Inzolia; per l’area degli Iblei: Cabernet Sauvignon, Frappato, Merlot, Nero d’Avola, Grecanico, Inzolia e Moscato. La scelta è ricaduta su varietà autoctone come il Frappato e il Nero d’Avola, che alloctone come il Merlot e il Cabernet Sauvignon. La prima area è localizzata nel paese di Linguaglossa (Mt. Etna), caratterizzata da suolo vulcanico. La seconda area è localizzata nel paese di Comiso (altopiano Ibleo), caratterizzata da suolo carbonatico; le due tipologie di suolo possiedono concentrazioni di Terre Rare differenti. I risultati, ottenuti dalle varie tipologie di cultivar, mostrano che l’assorbimento di Terre Rare è maggiore nelle piante coltivate negli Iblei, per le maggiori temperature e la scarsa piovosità, così le piante assorbono un grande ammontare di elementi dal suolo. I risultati dimostrano che le Terre Rare sono assorbite e si concentrano soprattutto nelle foglie, e in misura minore nel frutto e dei semi; inoltre, temperatura e piovosità, influiscono sull’assorbimento di Terre Rare dal suolo da parte delle piante. Grazie al contenuto medio di Terre Rare nei campioni, è possibile risalire all’ambiente d’origine delle piante. Le cultivar della stessa area hanno piccole differenze nei pattern delle Terre Rare, nonostante le medesime condizioni climatiche, permettendoci di identificare le cultivar. Se confrontiamo le stesse cultivar cresciute nei diversi ambienti si riscontrano differenze nei pattern che ci permettono di risalire all’ambiente di crescita della pianta.

Absorption of Rare Earth Elements in grapevine of volcanic and carbonate soil

2016

Abstract

Il vino è un prodotto alimentare pregiato, che ha grande influenza nell’economia dei paesi che lo producono. Negli ultimi anni, la produzione vitivinicola Italiana ha subito un significativo aumento nella domanda, a causa dell’apertura di nuovi mercati, stimolando così maggiori canoni di qualità e procedure per la tutela dei vini italiani dalla concorrenza estera. Ne è derivata la necessità di definire marker scientificamente validi e quantificabili. La tesi si occupa: di trasferire i risultati della ricerca di petrografia e geochimica applicata, allo studio dei processi di assimilazione suolo pianta e della territorialità dei prodotti agroalimentari. Questo lavoro, che verte sull’uva, è stato condotto su due aree rappresentative dei principali contesti geologici e geomorfologici della Sicilia Orientale. Si è cercato di identificare, in maniera univoca, le varietà d’uva tramite la concentrazione di Terre Rare, assorbite in varie parti delle piante, prendendo in considerazione sia le caratteristiche del suolo che le condizioni climatiche. La Sicilia vanta una tradizione vitivinicola documentata sin dalla preistoria; sono presenti nel territorio cultivar di grande importanza per il patrimonio agronomico, inoltre, la regione è caratterizzata dalla presenza di differenti litotipi. Nei tre vigneti selezionati delle due macroaree (Etna e Iblei) sono stati scelte sia cultivar a bacca bianca che rossa; per l’area Etnea: Nerl. Cappuccio, Nerl. Mascalese, Merlot, Carricante, Grecanico e Inzolia; per l’area degli Iblei: Cabernet Sauvignon, Frappato, Merlot, Nero d’Avola, Grecanico, Inzolia e Moscato. La scelta è ricaduta su varietà autoctone come il Frappato e il Nero d’Avola, che alloctone come il Merlot e il Cabernet Sauvignon. La prima area è localizzata nel paese di Linguaglossa (Mt. Etna), caratterizzata da suolo vulcanico. La seconda area è localizzata nel paese di Comiso (altopiano Ibleo), caratterizzata da suolo carbonatico; le due tipologie di suolo possiedono concentrazioni di Terre Rare differenti. I risultati, ottenuti dalle varie tipologie di cultivar, mostrano che l’assorbimento di Terre Rare è maggiore nelle piante coltivate negli Iblei, per le maggiori temperature e la scarsa piovosità, così le piante assorbono un grande ammontare di elementi dal suolo. I risultati dimostrano che le Terre Rare sono assorbite e si concentrano soprattutto nelle foglie, e in misura minore nel frutto e dei semi; inoltre, temperatura e piovosità, influiscono sull’assorbimento di Terre Rare dal suolo da parte delle piante. Grazie al contenuto medio di Terre Rare nei campioni, è possibile risalire all’ambiente d’origine delle piante. Le cultivar della stessa area hanno piccole differenze nei pattern delle Terre Rare, nonostante le medesime condizioni climatiche, permettendoci di identificare le cultivar. Se confrontiamo le stesse cultivar cresciute nei diversi ambienti si riscontrano differenze nei pattern che ci permettono di risalire all’ambiente di crescita della pianta.
2016
Inglese
VACCARO, Carmela
COLTORTI, Massimo
Università degli Studi di Ferrara
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/149386
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIFE-149386