Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è il prototipo dei disordini autoimmuni sistemici caratterizzato da un ampio di presentazioni cliniche a carico di organi e tessuti. La rottura irreversibile dei meccanismi implicati nella risposta immunologica si manifesta con risposte autoimmuni nei confronti di antigeni nucleari endogeni e con la formazione di autoanticorpi e immunocomplessi (IC). Il LES è stato classicamente considerato una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario adattativo gioca un ruolo predominante attraverso le cellule T e B fortemente implicate nel processo patogenetico. Durante la fase infiammatoria precoce le cellule dendritiche (CD) sono in grado di interiorizzare acidi nucleici contenenti complessi immunitari che raggiungono gli endosomi e stimolano il recettore Toll-like (TLR) 7 o 9 alla trascrizione genica di interferon (IFN)-α. IFN-α contribuisce alla maturazione delle CD mieloidi che possono attivare le cellule T autoreattive attraverso la presentazione dell'antigene e la costimolazione. Questo favorisce lo sviluppo di cellule T helper responsabili della produzione di citochine proinfiammatorie e stimola la maturazione e la differenziazione delle cellule B, la produzione di anticorpi, e la formazione di IC. Nel LES, inoltre, i monociti secernenti IC e IFN-α modulano attivamente la funzione di interleuchina (IL)-10. Nella malattia, peraltro, la capacità di IL-10 di sopprimere la produzione di citochine infiammatorie come fattore di necrosi tumorale (TNF)-α e interleuchina IL-6 è ridotta. Sempre maggiori evidenze sottolineano come l'adenosina svolga un ruolo attivo di regolazione locale di infiammazione in diverse patologie. L'adenosina è un nucleoside onnipresente coinvolto in varie funzioni fisiologiche e patologiche, attraverso lo stimolo dei recettori dell’adenosina (RA) A1, A2A, A2B, e A3 accoppiati a proteine G. Il ruolo dei RA è ben noto in condizioni fisiologiche e in una varietà di patologie, compresa l’infiammazione, le malattie neurodegenerative e il cancro. In particolare, la stimolazione A2AAR media l’inibizione di TNF-α, IL-1β, IL-2, IL-6, IFN-α e aumenta la produzione della citochina antinfiammatoria IL-10. Da questo background è maturato l’obiettivo dello studio di verificare l'ipotesi che un’alterazione dei recettori A1, A2A, A2B, e A3 dell'adenosina nei linfociti di pazienti con LES possa essere implicata nella patogenesi della malattia e di esaminare le correlazioni tra lo stato recettoriale ed i parametri clinici dei pazienti lupici. Metodi: I RA sono stati analizzati mediante saggi di saturazione di legame, analisi dell’mRNA e Western blotting nei linfociti di pazienti con LES, seguiti regolarmente presso la nostra clinica dedicata al Lupus e accuratamente caratterizzati, e confrontati con soggetti sani. E’ stato inoltre testato l'effetto dell’agonista A2AARs sulla via regolata dal fattore nucleare kB (NF-kB) e sul rilascio di IFN-α, sul TNF-α, interleuchina IL-2, IL-6, IL-1β e IL-10. Risultati: nei linfociti ottenuti da 80 pazienti affetti da LES i recettori RAA2A sono risultati up-regolate se confrontati con 80 controlli sani appaiati per sesso ed età, mentre A1, A2B e A3 sono rimasti invariati. La densità de RAA2A è risultata inversamente correlata con l'attività della malattia misurata attraverso lo SLEDAI index-2000 (SLE disease activity index-2000), l'attività della malattia valutata nel tempo secondo precisi modelli di decorso clinico, sierosite, ipocomplementemia e presenza di anti-dsDNA. L’attivazione dei RAA2A ha inibito la via regolata dall’NF-kB e il rilascio di citochine infiammatorie (IFN-alfa, TNFalfa, IL-2, IL-6, IL-1β), mentre ha potenziato il rilascio della citochina anti-infiammatoria IL10. Conclusione: Questi dati suggeriscono il coinvolgimento dei RAA2A nella complessa rete patogenetica del LES, agendo come un sistema di modulazione del processo infiammatorio. Questo potrebbe rappresentare un percorso di compensazione per contrastare meglio l'attività della malattia. Infatti, l'attivazione dei RAA2A riduce significativamente il rilascio di citochine pro-infiammatorie e amplifica quelle con attività anti-infiammatoria suggerendo un potenziale uso traslazionale di agonisti RAA2A nel trattamento farmacologico del LES.
PHARMACOLOGICAL ROLE OF A2A ADENOSINE RECEPTORS IN SYSTEMIC LUPUS ERYTHEMATOSUS, CLINICAL AND LABORATORY CORRELATIONS
2016
Abstract
Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è il prototipo dei disordini autoimmuni sistemici caratterizzato da un ampio di presentazioni cliniche a carico di organi e tessuti. La rottura irreversibile dei meccanismi implicati nella risposta immunologica si manifesta con risposte autoimmuni nei confronti di antigeni nucleari endogeni e con la formazione di autoanticorpi e immunocomplessi (IC). Il LES è stato classicamente considerato una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario adattativo gioca un ruolo predominante attraverso le cellule T e B fortemente implicate nel processo patogenetico. Durante la fase infiammatoria precoce le cellule dendritiche (CD) sono in grado di interiorizzare acidi nucleici contenenti complessi immunitari che raggiungono gli endosomi e stimolano il recettore Toll-like (TLR) 7 o 9 alla trascrizione genica di interferon (IFN)-α. IFN-α contribuisce alla maturazione delle CD mieloidi che possono attivare le cellule T autoreattive attraverso la presentazione dell'antigene e la costimolazione. Questo favorisce lo sviluppo di cellule T helper responsabili della produzione di citochine proinfiammatorie e stimola la maturazione e la differenziazione delle cellule B, la produzione di anticorpi, e la formazione di IC. Nel LES, inoltre, i monociti secernenti IC e IFN-α modulano attivamente la funzione di interleuchina (IL)-10. Nella malattia, peraltro, la capacità di IL-10 di sopprimere la produzione di citochine infiammatorie come fattore di necrosi tumorale (TNF)-α e interleuchina IL-6 è ridotta. Sempre maggiori evidenze sottolineano come l'adenosina svolga un ruolo attivo di regolazione locale di infiammazione in diverse patologie. L'adenosina è un nucleoside onnipresente coinvolto in varie funzioni fisiologiche e patologiche, attraverso lo stimolo dei recettori dell’adenosina (RA) A1, A2A, A2B, e A3 accoppiati a proteine G. Il ruolo dei RA è ben noto in condizioni fisiologiche e in una varietà di patologie, compresa l’infiammazione, le malattie neurodegenerative e il cancro. In particolare, la stimolazione A2AAR media l’inibizione di TNF-α, IL-1β, IL-2, IL-6, IFN-α e aumenta la produzione della citochina antinfiammatoria IL-10. Da questo background è maturato l’obiettivo dello studio di verificare l'ipotesi che un’alterazione dei recettori A1, A2A, A2B, e A3 dell'adenosina nei linfociti di pazienti con LES possa essere implicata nella patogenesi della malattia e di esaminare le correlazioni tra lo stato recettoriale ed i parametri clinici dei pazienti lupici. Metodi: I RA sono stati analizzati mediante saggi di saturazione di legame, analisi dell’mRNA e Western blotting nei linfociti di pazienti con LES, seguiti regolarmente presso la nostra clinica dedicata al Lupus e accuratamente caratterizzati, e confrontati con soggetti sani. E’ stato inoltre testato l'effetto dell’agonista A2AARs sulla via regolata dal fattore nucleare kB (NF-kB) e sul rilascio di IFN-α, sul TNF-α, interleuchina IL-2, IL-6, IL-1β e IL-10. Risultati: nei linfociti ottenuti da 80 pazienti affetti da LES i recettori RAA2A sono risultati up-regolate se confrontati con 80 controlli sani appaiati per sesso ed età, mentre A1, A2B e A3 sono rimasti invariati. La densità de RAA2A è risultata inversamente correlata con l'attività della malattia misurata attraverso lo SLEDAI index-2000 (SLE disease activity index-2000), l'attività della malattia valutata nel tempo secondo precisi modelli di decorso clinico, sierosite, ipocomplementemia e presenza di anti-dsDNA. L’attivazione dei RAA2A ha inibito la via regolata dall’NF-kB e il rilascio di citochine infiammatorie (IFN-alfa, TNFalfa, IL-2, IL-6, IL-1β), mentre ha potenziato il rilascio della citochina anti-infiammatoria IL10. Conclusione: Questi dati suggeriscono il coinvolgimento dei RAA2A nella complessa rete patogenetica del LES, agendo come un sistema di modulazione del processo infiammatorio. Questo potrebbe rappresentare un percorso di compensazione per contrastare meglio l'attività della malattia. Infatti, l'attivazione dei RAA2A riduce significativamente il rilascio di citochine pro-infiammatorie e amplifica quelle con attività anti-infiammatoria suggerendo un potenziale uso traslazionale di agonisti RAA2A nel trattamento farmacologico del LES.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/149577
URN:NBN:IT:UNIFE-149577