La presente tesi ha come oggetto di studio i movimenti della Contestazione studentesca italiana dal 1967 al 1969 attraverso l’analisi della documentazione da essi prodotta e oggi conservata presso l’Archivio della Fondazione Feltrinelli di Milano, l’Archivio della Fondazione Vera Nocentini di Torino, l’Archivio della Fondazione Antonio Gramsci di Torino, l’Archivio dell’ Istituto Gramsci Emilia Romagna di Bologna l’Archivio dei movimenti a Genova e in Liguria. Il materiale archivistico (volantini, opuscoli, bollettini, relazioni, relazioni elaborate da studenti riuniti in gruppi di studio, assemblee, seminari) è analizzato attraverso le categorie antropologiche elaborate da Ernesto de Martino in particolare nella sua opera postuma e incompiuta, La fine del mondo. Contributo all'analisi delle apocalissi culturali, nella quale De Martino studia la tematica apocalittica nella moderna società occidentale. Ma la caduta di continuità della storia, lo smarrimento del senso del divenire, la sfiducia nella possibilità di agire dentro un contesto performabile non sono elementi esclusivi della rivolta studentesca: la mia tesi, al contrario, è che tale rivolta sia la forma più evidente, strutturata e condensata di un sentire più vasto. La parola viene dunque data, nella sezione centrale del lavoro, a due intellettuali della generazione dei padri degli studenti – Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino.
Provocare il disordine senza amarlo. Il Movimento studentesco italiano tra crisi della presenza e meccanismi di reintegrazione (1967-1969)
2013
Abstract
La presente tesi ha come oggetto di studio i movimenti della Contestazione studentesca italiana dal 1967 al 1969 attraverso l’analisi della documentazione da essi prodotta e oggi conservata presso l’Archivio della Fondazione Feltrinelli di Milano, l’Archivio della Fondazione Vera Nocentini di Torino, l’Archivio della Fondazione Antonio Gramsci di Torino, l’Archivio dell’ Istituto Gramsci Emilia Romagna di Bologna l’Archivio dei movimenti a Genova e in Liguria. Il materiale archivistico (volantini, opuscoli, bollettini, relazioni, relazioni elaborate da studenti riuniti in gruppi di studio, assemblee, seminari) è analizzato attraverso le categorie antropologiche elaborate da Ernesto de Martino in particolare nella sua opera postuma e incompiuta, La fine del mondo. Contributo all'analisi delle apocalissi culturali, nella quale De Martino studia la tematica apocalittica nella moderna società occidentale. Ma la caduta di continuità della storia, lo smarrimento del senso del divenire, la sfiducia nella possibilità di agire dentro un contesto performabile non sono elementi esclusivi della rivolta studentesca: la mia tesi, al contrario, è che tale rivolta sia la forma più evidente, strutturata e condensata di un sentire più vasto. La parola viene dunque data, nella sezione centrale del lavoro, a due intellettuali della generazione dei padri degli studenti – Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/149874
URN:NBN:IT:UNIPI-149874