La tesi si propone di affrontare il rapporto tra scienza medica ed eterodossia nel Cinquecento italiano, incrociando due filoni di ricerca fino ad oggi rimasti separati: la storia religiosa e quella della medicina umanistica. Proprio mentre la società italiana era attraversata da una profonda crisi religiosa, la medicina conosceva un processo di rinnovamento metodologico ed epistemologico: i medici, sia come protagonisti della riforma del loro sapere, sia come attori nel dissenso religioso italiano, costituiscono quindi un significativo case-study. Partendo dalla constatazione empirica che quella medica fosse una categoria professionale particolarmente coinvolta nel dissenso religioso, infatti, e ricostruendo il profilo professionale dei terapeuti del Cinquecento, la tesi affronta le ragioni di tale permeabilità tra medicina ed eresia. Inoltre, essa riflette sulle specificità dell'azione riformata dei medici, tanto da un punto di vista intellettuale che sociale, e cerca di offrire delle stime quantitative del fenomeno. Le fonti utilizzate sono soprattutto quelle del fondo Savi all'Eresia dell'Archivio di Stato di Venezia, ma è stato effettuato uno spoglio di carte inquisitoriali anche presso altri archivi italiani, in particolare quello modenese.
Medici ed eresie nel Cinquecento italiano
CELATI, ALESSANDRA
2016
Abstract
La tesi si propone di affrontare il rapporto tra scienza medica ed eterodossia nel Cinquecento italiano, incrociando due filoni di ricerca fino ad oggi rimasti separati: la storia religiosa e quella della medicina umanistica. Proprio mentre la società italiana era attraversata da una profonda crisi religiosa, la medicina conosceva un processo di rinnovamento metodologico ed epistemologico: i medici, sia come protagonisti della riforma del loro sapere, sia come attori nel dissenso religioso italiano, costituiscono quindi un significativo case-study. Partendo dalla constatazione empirica che quella medica fosse una categoria professionale particolarmente coinvolta nel dissenso religioso, infatti, e ricostruendo il profilo professionale dei terapeuti del Cinquecento, la tesi affronta le ragioni di tale permeabilità tra medicina ed eresia. Inoltre, essa riflette sulle specificità dell'azione riformata dei medici, tanto da un punto di vista intellettuale che sociale, e cerca di offrire delle stime quantitative del fenomeno. Le fonti utilizzate sono soprattutto quelle del fondo Savi all'Eresia dell'Archivio di Stato di Venezia, ma è stato effettuato uno spoglio di carte inquisitoriali anche presso altri archivi italiani, in particolare quello modenese.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/150107
URN:NBN:IT:UNIPI-150107