La richiesta di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali rappresenta un fenomeno peculiare e indubbiamente tra i più controversi delle società contemporanee. Tale fenomeno s’inserisce nell’ambito del recente processo di pluralizzazione delle forme familiari, sviluppatosi a fronte della riconosciuta fragilità del modello tradizionale di famiglia. È noto, infatti, come nell’arco di qualche decennio si sia assistito ad una profonda evoluzione culturale e sociale che ha avuto riflessi significativi in ambito normativo. Da un lato, la de-giuridificazione della famiglia tradizionale attraverso il riconoscimento di relazioni paraconiugali non istituzionalizzate; dall’altro, la tutela della vita privata e familiare della coppia omosessuale legata al passaggio dallo stereotipo dell’alterità all’effettivo riconoscimento dell’orientamento omosessuale. In questo contesto poi si collocano i numerosi interventi politico-legislativi, volti in vario modo a riconoscere e regolamentare le unioni omosessuali sul modello del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Si tratta tuttavia di forme legislative che hanno assunto un’espressione meramente simbolica, specie laddove incentrate sul duplice riconoscimento dell’unione di fatto etero e omosessuale: esse infatti avvalorano sul piano sostanziale una vera e propria gerarchia della sessualità, superabile solo mediante la legalizzazione del matrimonio omosessuale. Da questo punto di vista, caratteristico è l’esempio francese, che più si discosta dalle soluzioni progressiste preferite da taluni ordinamenti a partire da quelli dell’Europa del nord. Se la questione del matrimonio omosessuale è sovente considerata secondo la prospettiva della tutela dell’identità e della dignità umana, è altresì indiscusso che essa rientri in un discorso più ampio relativo al ruolo assunto dai corpi, nella loro componente sessuata all’interno della società. Ad ogni modo, l’identificazione del matrimonio con la famiglia quale luogo di procreazione finisce per avvalorare una visione necessariamente eterosessuale, cui corrispondono ruoli familiari e sociali definiti in base all’orientamento sessuale. Autoalimentarsi di questa retorica significa però rafforzare un’immagine distorta del matrimonio e precludere alla società e al diritto di muovere verso la modernizzazione.

Famiglia, società e disciplina del matrimonio omosessuale: profili comparistici

2016

Abstract

La richiesta di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali rappresenta un fenomeno peculiare e indubbiamente tra i più controversi delle società contemporanee. Tale fenomeno s’inserisce nell’ambito del recente processo di pluralizzazione delle forme familiari, sviluppatosi a fronte della riconosciuta fragilità del modello tradizionale di famiglia. È noto, infatti, come nell’arco di qualche decennio si sia assistito ad una profonda evoluzione culturale e sociale che ha avuto riflessi significativi in ambito normativo. Da un lato, la de-giuridificazione della famiglia tradizionale attraverso il riconoscimento di relazioni paraconiugali non istituzionalizzate; dall’altro, la tutela della vita privata e familiare della coppia omosessuale legata al passaggio dallo stereotipo dell’alterità all’effettivo riconoscimento dell’orientamento omosessuale. In questo contesto poi si collocano i numerosi interventi politico-legislativi, volti in vario modo a riconoscere e regolamentare le unioni omosessuali sul modello del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Si tratta tuttavia di forme legislative che hanno assunto un’espressione meramente simbolica, specie laddove incentrate sul duplice riconoscimento dell’unione di fatto etero e omosessuale: esse infatti avvalorano sul piano sostanziale una vera e propria gerarchia della sessualità, superabile solo mediante la legalizzazione del matrimonio omosessuale. Da questo punto di vista, caratteristico è l’esempio francese, che più si discosta dalle soluzioni progressiste preferite da taluni ordinamenti a partire da quelli dell’Europa del nord. Se la questione del matrimonio omosessuale è sovente considerata secondo la prospettiva della tutela dell’identità e della dignità umana, è altresì indiscusso che essa rientri in un discorso più ampio relativo al ruolo assunto dai corpi, nella loro componente sessuata all’interno della società. Ad ogni modo, l’identificazione del matrimonio con la famiglia quale luogo di procreazione finisce per avvalorare una visione necessariamente eterosessuale, cui corrispondono ruoli familiari e sociali definiti in base all’orientamento sessuale. Autoalimentarsi di questa retorica significa però rafforzare un’immagine distorta del matrimonio e precludere alla società e al diritto di muovere verso la modernizzazione.
2016
Italiano
SOMMA, Alessandro
NEGRI, Daniele
Università degli Studi di Ferrara
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/150150
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