L’epilessia del lobo temporale (TLE) origina nel sistema limbico del cervello, spesso dopo un periodo di latenza che segue un evento lesionale. Durante la fase di latenza (epilettogenesi) i pazienti stanno apparentemente bene e la diagnosi di epilessia è possibile solamente quando compaiono le crisi. I farmaci antiepilettici ad oggi disponibili sono efficaci per il trattamento dei sintomi (le crisi epilettiche), ma per la cura dell’epilessia. Inoltre, più del 30% dei pazienti affetti da epilessia del lobo temporale diventano resistenti al trattamento farmacologico e, solo per una piccola percentuale di essi, l’unica alternativa è la resezione chirurgica del focus epilettico. L’epilettogenesi è caratterizzata da modificazioni cellulari e molecolari che trasformano un cervello da sano a epilettico. Questi cambiamenti, che avvengono durante la fase di epilettogenesi, includono modifiche “a lungo termine” di espressione genica e alterazioni nel rilascio di neurotrasmettitori, come glutammato e GABA, che portano ad uno sbilanciamento tra eccitazione e inibizione nervosa. In questa tesi, ho studiato il ruolo dei microRNA (miRNA) nella regolazione di meccanismi patogenetici nel giro dentato (DG) isolato con la tecnica della microdissezione laser, in ratti epilettici a diversi time point della malattia e in pazienti farmacoresistenti che si sono sottoposti alla chirurgia. L’analisi microarray ha identificato 64 miRNA differenzialmente espressi in diverse fasi della patologia (latenza precoce e tardiva, al momento della prima crisi spontanea e in fase cronica) nel modello animale della pilocarpina nel ratto. Lo studio comparativo tra i ratti epilettici (in fase cronica) e il giro dentato di pazienti farmacoresistenti ha rivelato una sovrapposizione di 4 miRNA (miR-21-5p, miR-23a5p, miR-146a-5p e miR-181c-5p). Tuttavia, cambiamenti nell’espressione di miRNA nel ratto potrebbero essere modello-specifici e non direttamente riconducibili alla malattia. Quindi, è stata effettuata una meta-analisi di vari set di dati disponibili, ottenuti da DG di animali resi epilettici attraverso l’impiego di diversi modelli di epilessia del lobo temporale. Questa meta-analisi ha identificato la deregolazione di 44 e 8 miRNA, rispettivamente nelle fasi di latenza e cronica. Le alterazioni, così identificate, possono essere considerate malattia-specifiche, piuttosto che direttamente riconducibili al modello animale utilizzato. Inoltre, uno studio istopatologico combinato ad un’indagine microarray ha rivelato il miR-487a come maggiormente espresso in campioni di pazienti senza patologia dei granuli di tipo 2, un pattern istologico associato una migliore prognosi dopo l’intervento chirurgico. Questi risultati suggeriscono, quindi, un ruolo di miR-487a come biomarcatore nell’identificazione di una corretta prognosi dopo l’intervento del chirurgo. Per approfondire il ruolo dei miRNA come biomrcatori di patologia, uno studio di microarray è stato quindi condotto su campioni di plasma ottenuti da ratti epilettici in tutte le fasi della patologia, evidenziando una significativa up-regolazione di miR9a-3p (miRNA cervello specifico) nella fase di latenza precoce, rivelando grandi potenzialità come biomarcatore di epilettogenesi. Analisi di reti trascrizionali integrate con dati di suscettibilità genetica e informazioni fenotipiche permettono di indagare specifici programmi trascrizionali connessi a diversi stadi della patologia. Un’analisi computazionale effettuata su campioni ottenuti da pazienti affetti da epilessia del lobo temporale, topi resi epilettici con il modello della pilocarpina e zebrafish in cui le “crisi” sono state indotte con pentilentetrazolo ha portato all’identificazione del gene Sestrina 3 (Sesn3) come un trans-regolatore di un network di geni cosiddetti “proconvulsivanti”. Ratti knock out per il gene Sesn3 hanno mostrato un significativo ritardo nel raggiungimento dello stato epilettico dopo la somministrazione di pilocarpina. Inoltre, all’analisi comportamentale è stato osservato un fenotipo meno ansioso con una minore predisposizione allo sviluppo di depressione. Questi risultati suggeriscono un ruolo di Sesn3 come un regolatore genico comune nella comparsa di crisi e di comorbidità associate all’epilessia. L’insorgenza di crisi nella fase cronica della patologia potrebbe essere dovuta ad uno sbilanciamento tra le neurotrasmissioni eccitatoria ed inibitoria nel sistema nervoso centrale. In questa tesi, i livelli di GABA e glutammato sono stati studiati attraverso una microdialisi intra-cranica in animali resi epilettici con il modello della pilocarpina, attraverso diverse fasi della malattia. Si è osservato un significativo peggioramento nel rilascio di GABA a partire dalla prima crisi spontanea, in concomitanza ad una desensibilizzazione dei recettori GABAA. In contrasto, sono stati trovati significativamente alti livelli di glutammato, in ippocampo di ratti epilettici suggerendone un ruolo nel mantenimento della condizione epilettica, nella fase tardiva della malattia. Tutti insieme, i risultati presentati in questa tesi evidenziano un ruolo di specifici miRNA neuronali e Sesn3 come putativi regolatori di meccanismi che possono portare all’insorgenza dell’epilessia. I miRNA che sono particolarmente rilevanti nella fase di epilettogenesi, potrebbero quindi essere ulteriormente studiati come nuovi bersagli terapeutici per la cura dell’epilessia. Inoltre, alterati livelli plasmatici di miRNA circolanti, nella fase di epilettogenesi, rivelano un grande potenziale di queste molecole a divenire biomarcatori per l’identificazione di quei pazienti che svilupperanno la TLE in seguito ad un insulto cerebrale. Infine, lo studio quei miRNA per i quali i livelli di espressione risultano alterati, e Sesn3, risulta utile per una migliore comprensione di quei meccanismi che sono alla base della formazione delle crisi e della farmacoresistenza nei pazienti affetti. Infatti, l’analisi dei target predetti di questi miRNA ha evidenziato RNA messaggeri coinvolti nella regolazione dei recettori per il GABA e glutammato, i quali sono attori già validati nella patogenesi dell’epilessia.
New putative therapeutic targets and biomarkers of epileptogenesis: epigenetic, computational and neurochemical analyses
2016
Abstract
L’epilessia del lobo temporale (TLE) origina nel sistema limbico del cervello, spesso dopo un periodo di latenza che segue un evento lesionale. Durante la fase di latenza (epilettogenesi) i pazienti stanno apparentemente bene e la diagnosi di epilessia è possibile solamente quando compaiono le crisi. I farmaci antiepilettici ad oggi disponibili sono efficaci per il trattamento dei sintomi (le crisi epilettiche), ma per la cura dell’epilessia. Inoltre, più del 30% dei pazienti affetti da epilessia del lobo temporale diventano resistenti al trattamento farmacologico e, solo per una piccola percentuale di essi, l’unica alternativa è la resezione chirurgica del focus epilettico. L’epilettogenesi è caratterizzata da modificazioni cellulari e molecolari che trasformano un cervello da sano a epilettico. Questi cambiamenti, che avvengono durante la fase di epilettogenesi, includono modifiche “a lungo termine” di espressione genica e alterazioni nel rilascio di neurotrasmettitori, come glutammato e GABA, che portano ad uno sbilanciamento tra eccitazione e inibizione nervosa. In questa tesi, ho studiato il ruolo dei microRNA (miRNA) nella regolazione di meccanismi patogenetici nel giro dentato (DG) isolato con la tecnica della microdissezione laser, in ratti epilettici a diversi time point della malattia e in pazienti farmacoresistenti che si sono sottoposti alla chirurgia. L’analisi microarray ha identificato 64 miRNA differenzialmente espressi in diverse fasi della patologia (latenza precoce e tardiva, al momento della prima crisi spontanea e in fase cronica) nel modello animale della pilocarpina nel ratto. Lo studio comparativo tra i ratti epilettici (in fase cronica) e il giro dentato di pazienti farmacoresistenti ha rivelato una sovrapposizione di 4 miRNA (miR-21-5p, miR-23a5p, miR-146a-5p e miR-181c-5p). Tuttavia, cambiamenti nell’espressione di miRNA nel ratto potrebbero essere modello-specifici e non direttamente riconducibili alla malattia. Quindi, è stata effettuata una meta-analisi di vari set di dati disponibili, ottenuti da DG di animali resi epilettici attraverso l’impiego di diversi modelli di epilessia del lobo temporale. Questa meta-analisi ha identificato la deregolazione di 44 e 8 miRNA, rispettivamente nelle fasi di latenza e cronica. Le alterazioni, così identificate, possono essere considerate malattia-specifiche, piuttosto che direttamente riconducibili al modello animale utilizzato. Inoltre, uno studio istopatologico combinato ad un’indagine microarray ha rivelato il miR-487a come maggiormente espresso in campioni di pazienti senza patologia dei granuli di tipo 2, un pattern istologico associato una migliore prognosi dopo l’intervento chirurgico. Questi risultati suggeriscono, quindi, un ruolo di miR-487a come biomarcatore nell’identificazione di una corretta prognosi dopo l’intervento del chirurgo. Per approfondire il ruolo dei miRNA come biomrcatori di patologia, uno studio di microarray è stato quindi condotto su campioni di plasma ottenuti da ratti epilettici in tutte le fasi della patologia, evidenziando una significativa up-regolazione di miR9a-3p (miRNA cervello specifico) nella fase di latenza precoce, rivelando grandi potenzialità come biomarcatore di epilettogenesi. Analisi di reti trascrizionali integrate con dati di suscettibilità genetica e informazioni fenotipiche permettono di indagare specifici programmi trascrizionali connessi a diversi stadi della patologia. Un’analisi computazionale effettuata su campioni ottenuti da pazienti affetti da epilessia del lobo temporale, topi resi epilettici con il modello della pilocarpina e zebrafish in cui le “crisi” sono state indotte con pentilentetrazolo ha portato all’identificazione del gene Sestrina 3 (Sesn3) come un trans-regolatore di un network di geni cosiddetti “proconvulsivanti”. Ratti knock out per il gene Sesn3 hanno mostrato un significativo ritardo nel raggiungimento dello stato epilettico dopo la somministrazione di pilocarpina. Inoltre, all’analisi comportamentale è stato osservato un fenotipo meno ansioso con una minore predisposizione allo sviluppo di depressione. Questi risultati suggeriscono un ruolo di Sesn3 come un regolatore genico comune nella comparsa di crisi e di comorbidità associate all’epilessia. L’insorgenza di crisi nella fase cronica della patologia potrebbe essere dovuta ad uno sbilanciamento tra le neurotrasmissioni eccitatoria ed inibitoria nel sistema nervoso centrale. In questa tesi, i livelli di GABA e glutammato sono stati studiati attraverso una microdialisi intra-cranica in animali resi epilettici con il modello della pilocarpina, attraverso diverse fasi della malattia. Si è osservato un significativo peggioramento nel rilascio di GABA a partire dalla prima crisi spontanea, in concomitanza ad una desensibilizzazione dei recettori GABAA. In contrasto, sono stati trovati significativamente alti livelli di glutammato, in ippocampo di ratti epilettici suggerendone un ruolo nel mantenimento della condizione epilettica, nella fase tardiva della malattia. Tutti insieme, i risultati presentati in questa tesi evidenziano un ruolo di specifici miRNA neuronali e Sesn3 come putativi regolatori di meccanismi che possono portare all’insorgenza dell’epilessia. I miRNA che sono particolarmente rilevanti nella fase di epilettogenesi, potrebbero quindi essere ulteriormente studiati come nuovi bersagli terapeutici per la cura dell’epilessia. Inoltre, alterati livelli plasmatici di miRNA circolanti, nella fase di epilettogenesi, rivelano un grande potenziale di queste molecole a divenire biomarcatori per l’identificazione di quei pazienti che svilupperanno la TLE in seguito ad un insulto cerebrale. Infine, lo studio quei miRNA per i quali i livelli di espressione risultano alterati, e Sesn3, risulta utile per una migliore comprensione di quei meccanismi che sono alla base della formazione delle crisi e della farmacoresistenza nei pazienti affetti. Infatti, l’analisi dei target predetti di questi miRNA ha evidenziato RNA messaggeri coinvolti nella regolazione dei recettori per il GABA e glutammato, i quali sono attori già validati nella patogenesi dell’epilessia.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/150153
URN:NBN:IT:UNIFE-150153