Quando il cancro colpisce un soggetto, i familiari più giovani tendono ad essere emarginati all'interno del sistema relazionale del nucleo d’appartenenza con conseguenze sulla vita individuale dei singoli e sul benessere emotivo della famiglia. Verificando questa ipotesi, la ricerca mira a capire se e come il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle cure oncologiche dei familiari possa rappresentare una risorsa. Fin dalla fase di progettazione, l'indagine è stata condotta adottando un approccio di Grounded Theory mediante il quale, attingendo esperienze da professionisti consultati attraverso interviste semi-strutturate, ho focalizzato l’analisi della letteratura svolta in parallelo. Comprendendo apporti disciplinari dai Childhood Studies, , dalla sociologia della salute e dalla sociologia della famiglia, il concetto di agency dell’infanzia (Favretto, Zaltron, Fucci: 2017) è stato assunto integrandolo a quelli di semantica dell’illness e illness esperita (Maturo: 2007), così da comprendere le interruzioni biografiche correlate al cancro (Bury: 2001) attraverso una medicine-based narrative (Kleinman : 1988) adottata con una centratura sull’infanzia/adolescenza (Alanen e Mayall: 2001, 2015). Sulla base di questi principi, 16 soggetti sono stati consultati attraverso colloqui in profondità in qualità di portatori di interesse: di un’età compresa tra i 13 ai 26 anni, tutti avevano avuto un membro della famiglia che ha sofferto di cancro durante la loro infanzia e l'adolescenza. Le narrazioni raccolte sono state organizzate in cinque cornici tematiche: 1) attribuzioni di significato alla malattia del familiare, 2) modalità ed effetti delle interruzioni biografiche condivise, 3) processi di normalizzazione rispetto alle malattie oncologiche del parente primario, 4) opportunità di partecipazione alle pratiche di cura 5) effetti positivi e negativi dell’essere coinvolti nella cura del familiare. Armonizzando modelli acquisiti da discipline di solito separate la tesi sostiene l’opportunità di ridefinire l'interazione tra l'agenzia dei bambini e le interruzioni della biografia familiare, offrendo un contributo epistemologico nella ricerca sulle relazioni intergenerazionali di malattia.

Bambini di famiglie con il cancro: interazioni tra agency dell'infanzia e rotture biografiche eterovissute

2020

Abstract

Quando il cancro colpisce un soggetto, i familiari più giovani tendono ad essere emarginati all'interno del sistema relazionale del nucleo d’appartenenza con conseguenze sulla vita individuale dei singoli e sul benessere emotivo della famiglia. Verificando questa ipotesi, la ricerca mira a capire se e come il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle cure oncologiche dei familiari possa rappresentare una risorsa. Fin dalla fase di progettazione, l'indagine è stata condotta adottando un approccio di Grounded Theory mediante il quale, attingendo esperienze da professionisti consultati attraverso interviste semi-strutturate, ho focalizzato l’analisi della letteratura svolta in parallelo. Comprendendo apporti disciplinari dai Childhood Studies, , dalla sociologia della salute e dalla sociologia della famiglia, il concetto di agency dell’infanzia (Favretto, Zaltron, Fucci: 2017) è stato assunto integrandolo a quelli di semantica dell’illness e illness esperita (Maturo: 2007), così da comprendere le interruzioni biografiche correlate al cancro (Bury: 2001) attraverso una medicine-based narrative (Kleinman : 1988) adottata con una centratura sull’infanzia/adolescenza (Alanen e Mayall: 2001, 2015). Sulla base di questi principi, 16 soggetti sono stati consultati attraverso colloqui in profondità in qualità di portatori di interesse: di un’età compresa tra i 13 ai 26 anni, tutti avevano avuto un membro della famiglia che ha sofferto di cancro durante la loro infanzia e l'adolescenza. Le narrazioni raccolte sono state organizzate in cinque cornici tematiche: 1) attribuzioni di significato alla malattia del familiare, 2) modalità ed effetti delle interruzioni biografiche condivise, 3) processi di normalizzazione rispetto alle malattie oncologiche del parente primario, 4) opportunità di partecipazione alle pratiche di cura 5) effetti positivi e negativi dell’essere coinvolti nella cura del familiare. Armonizzando modelli acquisiti da discipline di solito separate la tesi sostiene l’opportunità di ridefinire l'interazione tra l'agenzia dei bambini e le interruzioni della biografia familiare, offrendo un contributo epistemologico nella ricerca sulle relazioni intergenerazionali di malattia.
16-mar-2020
Università degli Studi di Bologna
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
MFinelli%20Phd%20Tesi.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Dimensione 2.41 MB
Formato Adobe PDF
2.41 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/150751
Il codice NBN di questa tesi è urn:nbn:it:unibo-26078