La tesi prende in esame il dibattito de cometis in un periodo nel quale esso assunse una importanza prioritaria nella contesa fra ‘nuova’ scienza e difesa della tradizione cosmologica e scientifica, ovvero fra gli anni “galileiani” (segnati dalla comparsa delle celebri comete del 1618-19) e gli anni ’80 del XVII secolo (quando le comete costituirono uno dei fattori di affermazioni della meccanica celeste newtoniana). Ci si interessa in particolare alle apparizioni cometarie dei bienni 1652-1653 e 1664-1665, che pure furono occasione per la pubblicazione di numerosissimi lavori e alimentarono una discussione accesa in tutto il Continente, veicolata anche grazie al sorgere delle nuove Accademie scientifiche. Si è scelto di ambientare la ricerca a Bologna, dove l’astronomia rivestiva un ruolo cruciale e si realizzava una convivenza quasi paradigmatica di diverse espressioni di pensiero (talvolta in contrasto), custodite e propugnate da Collegio Gesuita, Studio e dalle accademie cittadine, e incarnate da figure quali Riccioli, Cassini e Montanari. Accanto ai loro contributi, si presentano quelli di personaggi ‘secondari’, come pure i loro rapporti con la Corte medicea (dove opera Borelli) e altri scienziati d’Europa, come Ward, Bouilliau e Auzout.
Teorie cometarie pre-newtoniane (Bologna, 1650-1680)
Gualandi, Andrea
2007
Abstract
La tesi prende in esame il dibattito de cometis in un periodo nel quale esso assunse una importanza prioritaria nella contesa fra ‘nuova’ scienza e difesa della tradizione cosmologica e scientifica, ovvero fra gli anni “galileiani” (segnati dalla comparsa delle celebri comete del 1618-19) e gli anni ’80 del XVII secolo (quando le comete costituirono uno dei fattori di affermazioni della meccanica celeste newtoniana). Ci si interessa in particolare alle apparizioni cometarie dei bienni 1652-1653 e 1664-1665, che pure furono occasione per la pubblicazione di numerosissimi lavori e alimentarono una discussione accesa in tutto il Continente, veicolata anche grazie al sorgere delle nuove Accademie scientifiche. Si è scelto di ambientare la ricerca a Bologna, dove l’astronomia rivestiva un ruolo cruciale e si realizzava una convivenza quasi paradigmatica di diverse espressioni di pensiero (talvolta in contrasto), custodite e propugnate da Collegio Gesuita, Studio e dalle accademie cittadine, e incarnate da figure quali Riccioli, Cassini e Montanari. Accanto ai loro contributi, si presentano quelli di personaggi ‘secondari’, come pure i loro rapporti con la Corte medicea (dove opera Borelli) e altri scienziati d’Europa, come Ward, Bouilliau e Auzout.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/150757
URN:NBN:IT:UNIPI-150757