L’analisi comparata degli statuti delle Regioni ordinarie e delle Comunidades Autónomas evidenzia che questi contengono, in primo luogo, ciò che le Carte costituzionali individuano come loro contenuto necessario (il riferimento normativo è all’art. 123 Cost. per l’Italia e all’art. 147 Cost. per la Spagna) e, inoltre, che questo è stato sempre accompagnato da un contenuto ulteriore, cioè non riconducibile ai disposti costituzionali appena richiamati: tale contenuto, eccedente quello costituzionalmente richiesto, è stato definito, appunto, come ‘ulteriore’ed ‘eventuale’. Ricostruito l’assetto costituzionale, ci si è chiesti se, sia in Italia che in Spagna, lo statuto è un atto normativo adeguato per contenere una dichiarazione di diritti e di princìpi. Il dibattito dottrinario su tale tematica (alimentato in Italia a seguito della riforma del Titolo V, e in Spagna dalle molteplici riforme statutarie che si sono susseguite a partire dalla metà degli anni 2000) ha preceduto diverse ed importanti decisioni pronunciate dalla Corte costituzionale italiana e dal Tribunal constitucional de España, che, a loro volta, hanno alimentato il dibattito che ne è seguito. La tesi avanzata si distanzia dalle conclusioni a cui sono giunti gli organi della garanzia costituzionale sia in Italia che in Spagna ed argomenta circa l’illegittimità costituzionale di un contenuto eccedente quello costituzionalmente positivizzato.
Contenuti necessari e contenuti eventuali degli statuti delle Regioni e delle Comunità Autonome: la questione dei princìpi e dei diritti
2013
Abstract
L’analisi comparata degli statuti delle Regioni ordinarie e delle Comunidades Autónomas evidenzia che questi contengono, in primo luogo, ciò che le Carte costituzionali individuano come loro contenuto necessario (il riferimento normativo è all’art. 123 Cost. per l’Italia e all’art. 147 Cost. per la Spagna) e, inoltre, che questo è stato sempre accompagnato da un contenuto ulteriore, cioè non riconducibile ai disposti costituzionali appena richiamati: tale contenuto, eccedente quello costituzionalmente richiesto, è stato definito, appunto, come ‘ulteriore’ed ‘eventuale’. Ricostruito l’assetto costituzionale, ci si è chiesti se, sia in Italia che in Spagna, lo statuto è un atto normativo adeguato per contenere una dichiarazione di diritti e di princìpi. Il dibattito dottrinario su tale tematica (alimentato in Italia a seguito della riforma del Titolo V, e in Spagna dalle molteplici riforme statutarie che si sono susseguite a partire dalla metà degli anni 2000) ha preceduto diverse ed importanti decisioni pronunciate dalla Corte costituzionale italiana e dal Tribunal constitucional de España, che, a loro volta, hanno alimentato il dibattito che ne è seguito. La tesi avanzata si distanzia dalle conclusioni a cui sono giunti gli organi della garanzia costituzionale sia in Italia che in Spagna ed argomenta circa l’illegittimità costituzionale di un contenuto eccedente quello costituzionalmente positivizzato.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/150863
URN:NBN:IT:UNIPI-150863