Nell’ambito della tradizione occidentale è possibile rintracciare, fin dagli esordi greco-antichi, due distinti filoni culturali: l’uno condanna la collera in quanto passione che obnubila le facoltà razionali e scatena una feroce violenza; esso fa capo al pitagorismo, al sapere medico d’età classica ed appartiene a pieno titolo alla filosofia stoica ed epicurea. L’altro, al contrario, apprezza nell’ira una dimensione morale e prescrive il dovere di adirarsi di fronte all’ingiustizia: l’elaborazione più completa e complessa di questo versante critico è rappresentata dalla filosofia di Aristotele, che dell’orgê fornisce un’analisi pluriprospettica, indagandone tanto il profilo psicologico e sociologico, quanto quello etico e politico-giuridico. L’universo aristotelico dell’orgê include la valutazione di ulteriori pathê e disposizioni che contribuiscono a saldare il legame tra collera e giustizia, conferendo al problema una dimensione intersoggettiva e, dunque, costitutivamente politica: l’ira si rivela in quanto apprensione, emotiva e cognitiva al contempo, di un’offesa ingiustamente subita, configurandosi, nello specifico, quale legittima e doverosa reazione di fronte al ferimento del proprio senso dell’onore, quando esso venga minacciato e colpito da un comportamento arrogante e soverchiante. La modulazione aristotelica del pathos dell’orgê lega dunque il significato del sentimento collerico a quello di nozioni quali hybris e aidôs, anch’esse pertinenti, in senso rispettivamente negativo e positivo, alla sfera delle relazioni intersoggettive e dei rapporti di giustizia.
Genesi dell'io e risentimento collerico nell'antica Grecia. Tra filosofia, politica e diritto.
2013
Abstract
Nell’ambito della tradizione occidentale è possibile rintracciare, fin dagli esordi greco-antichi, due distinti filoni culturali: l’uno condanna la collera in quanto passione che obnubila le facoltà razionali e scatena una feroce violenza; esso fa capo al pitagorismo, al sapere medico d’età classica ed appartiene a pieno titolo alla filosofia stoica ed epicurea. L’altro, al contrario, apprezza nell’ira una dimensione morale e prescrive il dovere di adirarsi di fronte all’ingiustizia: l’elaborazione più completa e complessa di questo versante critico è rappresentata dalla filosofia di Aristotele, che dell’orgê fornisce un’analisi pluriprospettica, indagandone tanto il profilo psicologico e sociologico, quanto quello etico e politico-giuridico. L’universo aristotelico dell’orgê include la valutazione di ulteriori pathê e disposizioni che contribuiscono a saldare il legame tra collera e giustizia, conferendo al problema una dimensione intersoggettiva e, dunque, costitutivamente politica: l’ira si rivela in quanto apprensione, emotiva e cognitiva al contempo, di un’offesa ingiustamente subita, configurandosi, nello specifico, quale legittima e doverosa reazione di fronte al ferimento del proprio senso dell’onore, quando esso venga minacciato e colpito da un comportamento arrogante e soverchiante. La modulazione aristotelica del pathos dell’orgê lega dunque il significato del sentimento collerico a quello di nozioni quali hybris e aidôs, anch’esse pertinenti, in senso rispettivamente negativo e positivo, alla sfera delle relazioni intersoggettive e dei rapporti di giustizia.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/150891
URN:NBN:IT:UNIPI-150891