In Emilia-Romagna circa 5632 pazienti presentavano diagnosi di cancro del colon retto (CCR) nel 2014, rappresentando la seconda causa di decesso per neoplasia, con una incidenza superiore alla media italiana dopo la Lombardia e la regione Lazio per una prevalenza nazionale di circa 32.500 di pazienti affetti da CCR nell’ultimo anno. I costi umani e sociali del CCR, che ancora oggi presenta una mortalità del 36-46%, sono elevati. Fattori genetici ed ambientali, come l’alimentazione ricca di proteine e di grassi saturi, tipica dei paesi occidentali ed in particolare della nostra regione, sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo del CCR. Nella letteratura scientifica recente, l’assunzione di diverse sostanze è stata correlata con un’aumento dell’incidenza di CCR: in particolare, un elevato consumo di carne rosse e insaccati, farine raffinate, dolci, alcol ed un basso apporto di frutta e vegetali rappresentano fattori di rischio elevato per lo sviluppo di CCR (HR = 1.18 a 11.7). Al contrario, un’elevato consumo di frutta e vegetali così come di pane integrale, pesce e carni bianche è risultato essere un fattore protettivo. I modelli eziologici proposti per spiegare queste associazioni si sono principalmente concentrati sugli effetti dell’esposizione della mucosa intestinale a fattori cancerogeni o anticancerogeni endogeni (acidi biliari, metabolici della microflora intestinale) ed esogeni (pireni, polisaccaridi non digeribili, antiossidanti, vitamine etc). Altri fattori comportamentali, in particolare l’attività fisica, sono stati chiamati in causa nella cancerogenesi colica. Recenti studi di genetica molecolare sulle cellule delle neoplasie colorettali hanno evidenziato alterazioni genetiche che conducono alla cancerogenesi: l'instabilità dei microsatelliti (MSI). Negli ultimi anni, inoltre, la ricerca in ambito di eziopatogenesi del cancro del colon-retto ha portato all'attenzione dei ricercatori il ruolo della microflora intestinale (microbiota), le alterazioni della quale sono state dimostrate in numerose patologie ambiente-dipendente. Dati crescenti dalla letteratura internazionali dimostrano specifici cambiamenti nella microflora, denominati disbiosi, nelle feci dei pazienti affetti da cancro colo-rettale, ipotizzando che il microbiota alterato funzioni da piattaforma per il processo cancerogenetico. Dai risultati della nostra recente attività scientifica e clinica in ambito di patogenesi del cancro colo-rettale è emersa nel territorio di Parma una prevalenza dell’istotipo adenocarcinoma mucinoso (ADKm) sensibilmente maggiore (38.5%), rispetto a quella riportata in letteratura (1.6% e 25.4%). Questo peculiare istotipo è stato da noi riscontrato prevalentemente nel colon prossimale (60% dei tumori del colon destro), con prognosi favorevole rispetto ai tumori non mucinosi del colon destro. Inoltre queste neoplasie mucinose presentano un'elevata frequenza di instabilità microsatellitare. Le ragioni di questa elevata incidenza sul nostro territorio non sono attualmente note e si presume siano coinvolti fattori genetici ed ambientali. Questo studio è di tipo prospettico, ha lo scopo di ricercare le differenze in termini di stili di vita, dieta, alterazioni della microflora intestinale ed alterazioni genetiche del tumore tra pazienti affetti da adenocarcinoma mucinoso e non del colon prossimale, sottoposti a trattamento chirurgico di emicolectomia destra con e senza allargamento al colon trasverso ad intento curativo/palliativo in regime di elezione/urgenza. Inoltre verranno indagate eventuali correlazioni eziopatogenetiche tra i risultati delle suddette analisi eseguite nella popolazione oggetto dello studio.

STILI DI VITA ED ALTERAZIONI GENETICHE NEL CANCRO DEL COLON PROSSIMALE: CONFRONTO PILOTA TRA ADENOCARCINOMA ED ADENOCARCINOMA MUCOIDE

2017

Abstract

In Emilia-Romagna circa 5632 pazienti presentavano diagnosi di cancro del colon retto (CCR) nel 2014, rappresentando la seconda causa di decesso per neoplasia, con una incidenza superiore alla media italiana dopo la Lombardia e la regione Lazio per una prevalenza nazionale di circa 32.500 di pazienti affetti da CCR nell’ultimo anno. I costi umani e sociali del CCR, che ancora oggi presenta una mortalità del 36-46%, sono elevati. Fattori genetici ed ambientali, come l’alimentazione ricca di proteine e di grassi saturi, tipica dei paesi occidentali ed in particolare della nostra regione, sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo del CCR. Nella letteratura scientifica recente, l’assunzione di diverse sostanze è stata correlata con un’aumento dell’incidenza di CCR: in particolare, un elevato consumo di carne rosse e insaccati, farine raffinate, dolci, alcol ed un basso apporto di frutta e vegetali rappresentano fattori di rischio elevato per lo sviluppo di CCR (HR = 1.18 a 11.7). Al contrario, un’elevato consumo di frutta e vegetali così come di pane integrale, pesce e carni bianche è risultato essere un fattore protettivo. I modelli eziologici proposti per spiegare queste associazioni si sono principalmente concentrati sugli effetti dell’esposizione della mucosa intestinale a fattori cancerogeni o anticancerogeni endogeni (acidi biliari, metabolici della microflora intestinale) ed esogeni (pireni, polisaccaridi non digeribili, antiossidanti, vitamine etc). Altri fattori comportamentali, in particolare l’attività fisica, sono stati chiamati in causa nella cancerogenesi colica. Recenti studi di genetica molecolare sulle cellule delle neoplasie colorettali hanno evidenziato alterazioni genetiche che conducono alla cancerogenesi: l'instabilità dei microsatelliti (MSI). Negli ultimi anni, inoltre, la ricerca in ambito di eziopatogenesi del cancro del colon-retto ha portato all'attenzione dei ricercatori il ruolo della microflora intestinale (microbiota), le alterazioni della quale sono state dimostrate in numerose patologie ambiente-dipendente. Dati crescenti dalla letteratura internazionali dimostrano specifici cambiamenti nella microflora, denominati disbiosi, nelle feci dei pazienti affetti da cancro colo-rettale, ipotizzando che il microbiota alterato funzioni da piattaforma per il processo cancerogenetico. Dai risultati della nostra recente attività scientifica e clinica in ambito di patogenesi del cancro colo-rettale è emersa nel territorio di Parma una prevalenza dell’istotipo adenocarcinoma mucinoso (ADKm) sensibilmente maggiore (38.5%), rispetto a quella riportata in letteratura (1.6% e 25.4%). Questo peculiare istotipo è stato da noi riscontrato prevalentemente nel colon prossimale (60% dei tumori del colon destro), con prognosi favorevole rispetto ai tumori non mucinosi del colon destro. Inoltre queste neoplasie mucinose presentano un'elevata frequenza di instabilità microsatellitare. Le ragioni di questa elevata incidenza sul nostro territorio non sono attualmente note e si presume siano coinvolti fattori genetici ed ambientali. Questo studio è di tipo prospettico, ha lo scopo di ricercare le differenze in termini di stili di vita, dieta, alterazioni della microflora intestinale ed alterazioni genetiche del tumore tra pazienti affetti da adenocarcinoma mucinoso e non del colon prossimale, sottoposti a trattamento chirurgico di emicolectomia destra con e senza allargamento al colon trasverso ad intento curativo/palliativo in regime di elezione/urgenza. Inoltre verranno indagate eventuali correlazioni eziopatogenetiche tra i risultati delle suddette analisi eseguite nella popolazione oggetto dello studio.
15-mar-2017
Italiano
colorectal cancer
colon mucoid adenocarcinoma
intestinal microbial
nutrition
dysbiosis
Roncoroni, Luigi
Sarli, Leopoldo
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/151089
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPR-151089