Tra le opere di Proclo che Ibn al-Nadīm elenca nel suo Kitāb al-Fihrist,compare un trattato indicato come: Kitāb šarḥ qawl Flāṭūn inna al-nafs ġayr mā’ita, ṯalāṯ maqālāt (Libro dell’esposizione dell’affermazione di Platone circa il fatto che l’anima è immortale, tre capitoli).Di questa traduzione araba non è stato ritrovato nessun manoscritto ed il suo originale greco è perduto. Tuttavia, nel 1973, L. G. Westerink ha dimostrato che questa monografia sulle prove platoniche dell’immortalità dell’anima è stata la fonte dei capitoli 6 e 7 del Kitāb al-fawz al–aṣġar (Piccolo libro della vittoria) di Miskawayh e di un passo delle Solutiones ad Chosroem di Prisciano Lido. Nella mia ricerca ho approfondito il confronto impostato da Westerink, con lo scopo di ricostruire la dottrina originariamente contenuta nel trattato di Proclo ed il suo veicolo letterario, perduto in greco. Si è trattato, cioè, di ricostruire una fonte per comprendere meglio l’esegesi tardo – neoplatonica del Fedone che conosciamo attraverso i commenti di Damascio e Olimpiodoro: il commento di Proclo al Fedone, infatti, è perduto. La tesi, inoltre, contiene la traduzione italiana dell'intero Kitāb al-fawz al–aṣġar.

La tradizione araba del Monobiblon di Proclo sulle prove platoniche dell'immortalità dell'anima

2014

Abstract

Tra le opere di Proclo che Ibn al-Nadīm elenca nel suo Kitāb al-Fihrist,compare un trattato indicato come: Kitāb šarḥ qawl Flāṭūn inna al-nafs ġayr mā’ita, ṯalāṯ maqālāt (Libro dell’esposizione dell’affermazione di Platone circa il fatto che l’anima è immortale, tre capitoli).Di questa traduzione araba non è stato ritrovato nessun manoscritto ed il suo originale greco è perduto. Tuttavia, nel 1973, L. G. Westerink ha dimostrato che questa monografia sulle prove platoniche dell’immortalità dell’anima è stata la fonte dei capitoli 6 e 7 del Kitāb al-fawz al–aṣġar (Piccolo libro della vittoria) di Miskawayh e di un passo delle Solutiones ad Chosroem di Prisciano Lido. Nella mia ricerca ho approfondito il confronto impostato da Westerink, con lo scopo di ricostruire la dottrina originariamente contenuta nel trattato di Proclo ed il suo veicolo letterario, perduto in greco. Si è trattato, cioè, di ricostruire una fonte per comprendere meglio l’esegesi tardo – neoplatonica del Fedone che conosciamo attraverso i commenti di Damascio e Olimpiodoro: il commento di Proclo al Fedone, infatti, è perduto. La tesi, inoltre, contiene la traduzione italiana dell'intero Kitāb al-fawz al–aṣġar.
23-gen-2014
Italiano
D'Ancona, Cristina
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/151141
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-151141