Il Περὶ Ἐπικούρου è un’opera biografica dedicata da Filodemo alla vita di Epicuro. È conservata nei PHerc. 1232 e 1289, i quali riportano rispettivamente il primo e il secondo libro dell’opera. L'ultima edizione dei due papiri, ad opera di Tepedino Guerra, risale al 1994; ad oggi, però, molti sono i progressi che sono stati compiuti nello studio dei papiri ercolanesi, progressi che incoraggiano non solo la pubblicazione di papiri inediti, ma anche una attenta revisione dei papiri ercolanesi già pubblicati, come nel caso dei PHerc. 1232 e 1289. Per questo motivo, l’opera Περὶ Ἐπικούρου è stata oggetto, in questa tesi, di una revisione che ha tenuto conto dei nuovi strumenti e dei risultati raggiunti sia nell’ambito dello studio della conservazione dei papiri sia in campo tecnico. Da un lato, dunque, lo studio degli archivi, degli inventari, dei disegni (oxoniensi e napoletani) e delle cornici in cui sono conservati i papiri; dall’altro gli studi di ricostruzione anatomica del rotolo e le nuove immagini multispettrali messe a punto a partire dal 1999, grazie alle quali il testo in diversi punti risulta notevolmente più leggibile.
Il De Epicuro di Filodemo (PHerc. 1232 e PHerc. 1289)
2020
Abstract
Il Περὶ Ἐπικούρου è un’opera biografica dedicata da Filodemo alla vita di Epicuro. È conservata nei PHerc. 1232 e 1289, i quali riportano rispettivamente il primo e il secondo libro dell’opera. L'ultima edizione dei due papiri, ad opera di Tepedino Guerra, risale al 1994; ad oggi, però, molti sono i progressi che sono stati compiuti nello studio dei papiri ercolanesi, progressi che incoraggiano non solo la pubblicazione di papiri inediti, ma anche una attenta revisione dei papiri ercolanesi già pubblicati, come nel caso dei PHerc. 1232 e 1289. Per questo motivo, l’opera Περὶ Ἐπικούρου è stata oggetto, in questa tesi, di una revisione che ha tenuto conto dei nuovi strumenti e dei risultati raggiunti sia nell’ambito dello studio della conservazione dei papiri sia in campo tecnico. Da un lato, dunque, lo studio degli archivi, degli inventari, dei disegni (oxoniensi e napoletani) e delle cornici in cui sono conservati i papiri; dall’altro gli studi di ricostruzione anatomica del rotolo e le nuove immagini multispettrali messe a punto a partire dal 1999, grazie alle quali il testo in diversi punti risulta notevolmente più leggibile.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/151212
URN:NBN:IT:UNIPI-151212