Se la mafia è da decenni un oggetto di studio, l'antimafia rimane invece un campo inesplorato nella storiografia del Mezzogiorno mentre gli assassini di rappresentanti dello Stato in Sicilia sono stati momenti di forte tensione nella storia dell'Italia repubblicana. La tesi si concentra sullo studio di quattro figure : Pio La Torre (deputato e segretario del PCI siciliano), Carlo Alberto dalla Chiesa (prefetto di Palermo), Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (magistrati). Per osservare il processo di costruzione della memoria pubblica della lotta alla mafia, abbiamo usato varie fonti tipiche della storia del tempo presente (archivi, stampa, produzioni memoriali scritte e audiovisive) ma anche fonti orali grazie ad un'accurata indagine realizzata sul campo di osservazione partecipante che ci ha portato ad intervistare figli di vittime ed attori del movimento antimafia. La prima parte è dedicata allo studio del momento degli assassini e alla costruzione di una memoria immediata. L'analisi della stampa durante i due momenti di emergenza mafiosa dell'82 e del '92 fa emergere le caratteristiche della memoria immediata delle vittime e rivela una mobilitazione civile inedita. La seconda parte s'interessa alla costruzione e all'istituzionalizzazione della memoria delle vittime, attraverso lo studio delle commemorazioni e delle rappresentazioni delle vittime. L'analisi delle varie fonti fa emergere gli strati della costruzione memoriale. La terza parte mostra quanto la memoria dell'antimafia, benché istituzionalizzata e strutturata, sia in realtà una memoria tormentata, come dimostrano la mancata giustizia, gli usi politici della memoria o l'influenza dell'attualità sulle commemorazioni. Fare la storia della memoria dell'antimafia consente di mettere in luce, in modo nuovo, un certo numero di tensioni che caratterizzano l'Italia contemporanea. La memoria della lotta alla mafia appare quindi come un osservatorio privilegiato per esaminare le mutazioni politiche, civili e culturali dell'Italia repubblicana.
La construction d'une mémoire publique de la lutte contre la mafia, de 1982 à 2012, à partir d'un martyrologe : Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone et Paolo Borsellino
2018
Abstract
Se la mafia è da decenni un oggetto di studio, l'antimafia rimane invece un campo inesplorato nella storiografia del Mezzogiorno mentre gli assassini di rappresentanti dello Stato in Sicilia sono stati momenti di forte tensione nella storia dell'Italia repubblicana. La tesi si concentra sullo studio di quattro figure : Pio La Torre (deputato e segretario del PCI siciliano), Carlo Alberto dalla Chiesa (prefetto di Palermo), Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (magistrati). Per osservare il processo di costruzione della memoria pubblica della lotta alla mafia, abbiamo usato varie fonti tipiche della storia del tempo presente (archivi, stampa, produzioni memoriali scritte e audiovisive) ma anche fonti orali grazie ad un'accurata indagine realizzata sul campo di osservazione partecipante che ci ha portato ad intervistare figli di vittime ed attori del movimento antimafia. La prima parte è dedicata allo studio del momento degli assassini e alla costruzione di una memoria immediata. L'analisi della stampa durante i due momenti di emergenza mafiosa dell'82 e del '92 fa emergere le caratteristiche della memoria immediata delle vittime e rivela una mobilitazione civile inedita. La seconda parte s'interessa alla costruzione e all'istituzionalizzazione della memoria delle vittime, attraverso lo studio delle commemorazioni e delle rappresentazioni delle vittime. L'analisi delle varie fonti fa emergere gli strati della costruzione memoriale. La terza parte mostra quanto la memoria dell'antimafia, benché istituzionalizzata e strutturata, sia in realtà una memoria tormentata, come dimostrano la mancata giustizia, gli usi politici della memoria o l'influenza dell'attualità sulle commemorazioni. Fare la storia della memoria dell'antimafia consente di mettere in luce, in modo nuovo, un certo numero di tensioni che caratterizzano l'Italia contemporanea. La memoria della lotta alla mafia appare quindi come un osservatorio privilegiato per esaminare le mutazioni politiche, civili e culturali dell'Italia repubblicana.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/151401
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