La presente tesi di dottorato analizza la centralità della governance familiare all’interno dei processi di gestione delle imprese italiane. Punto di partenza del presente studio è la riflessione teorica sulla family soul. Hubler (2005) definì l’anima dell’impresa familiare come motore essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza della stessa. Tale riflessione fu ampliata da Astrachan e Jaskiewicz (2008) che teorizzarono il rilievo dell’emotional return e degli emotional cost nelle family business, ponendo le basi teoriche per le riflessioni indotte sulla presenza e sul valore dell’Emotional Ownership, quale fattore intangibile. A seguire Björnberg e Nicholson (2007; 2012) analizzano l’E.O. non più solo quale elemento immateriale ma anche da una prospettiva materiale/tangibile. È proprio sulla scia di tale presupposto che è stato costruito il disegno di ricerca, a seguito di un importante lavoro di revisione teorica degli assunti della corporate governance nei family business, seguendo l'approccio Sistemico Vitale, giunge empiricamente, e articolato da una rete di correlazioni tra variabili latenti e variabili manifeste, misurate attraverso l’applicazione della metodologia quantitativa di regressione multipla, strutturata sui modelli di equazione strutturale, giunge a dimostrare l'incidenza della proprietà emotiva negli assetti proprietari delle imprese familiari, nei passaggi transgenerazionali. È risultato che l’Emotional Ownership è essenziale per garantire all’impresa una valida prospettiva di continuità, puntando soprattutto sul valore dell’aspetto affettivo/emotivo nel rapporto con le generazioni future ed in visione prospettica, guardando alla successione.
La dimensione intangibile della Corporate Governance nei Family Business. Risvolti empirici della Emotional Ownership negli assetti proprietari delle imprese familiari.
2016
Abstract
La presente tesi di dottorato analizza la centralità della governance familiare all’interno dei processi di gestione delle imprese italiane. Punto di partenza del presente studio è la riflessione teorica sulla family soul. Hubler (2005) definì l’anima dell’impresa familiare come motore essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza della stessa. Tale riflessione fu ampliata da Astrachan e Jaskiewicz (2008) che teorizzarono il rilievo dell’emotional return e degli emotional cost nelle family business, ponendo le basi teoriche per le riflessioni indotte sulla presenza e sul valore dell’Emotional Ownership, quale fattore intangibile. A seguire Björnberg e Nicholson (2007; 2012) analizzano l’E.O. non più solo quale elemento immateriale ma anche da una prospettiva materiale/tangibile. È proprio sulla scia di tale presupposto che è stato costruito il disegno di ricerca, a seguito di un importante lavoro di revisione teorica degli assunti della corporate governance nei family business, seguendo l'approccio Sistemico Vitale, giunge empiricamente, e articolato da una rete di correlazioni tra variabili latenti e variabili manifeste, misurate attraverso l’applicazione della metodologia quantitativa di regressione multipla, strutturata sui modelli di equazione strutturale, giunge a dimostrare l'incidenza della proprietà emotiva negli assetti proprietari delle imprese familiari, nei passaggi transgenerazionali. È risultato che l’Emotional Ownership è essenziale per garantire all’impresa una valida prospettiva di continuità, puntando soprattutto sul valore dell’aspetto affettivo/emotivo nel rapporto con le generazioni future ed in visione prospettica, guardando alla successione.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/152141
URN:NBN:IT:UNINA-152141