Rianalizzando tutto il processo creativo della scrittura de I primi della lista mi sono trovato fondamentalmente di fronte a due tipi di analisi: una che è quella più tradizionale, cioè l’analisi del copione, dei suoi temi, personaggi, e una invece più specifica sui tratti più peculiari di questa tesi, ovvero l’analisi fatta attraverso la situazione privilegiata di essere al tempo stesso sceneggiatore e studioso del film. Il primo punto che mi viene da rilevare è che, analizzando da studioso il copione nei suoi temi, personaggi, passaggi di adattamento, ho scoperto che c'erano molti più elementi d’interesse di quanto io stesso come autore avessi previsto o di cui fossi cosciente. Direi che in molti casi si sia trattato di vere sorprese. Questo, credo, vada a confermare l’approccio, che si ha come studiosi, di considerare il film o l’opera d’arte in generale, dotata di un significato autonomo e, in parte, “più grande” di quanto sia nelle intenzioni originarie dell’autore. I temi si moltiplicano, ci sono collegamenti interni ed esterni all’opera che prescindono dall’autore, che o li ha creati in maniera inconscia, o che ne è del tutto estraneo. Lo studioso, quindi, ricrea in qualche modo l’opera d’arte, dotandola di altri significati.
La genesi di una sceneggiatura. Un’analisi del processo di scrittura cinematografica visto dal suo interno: I primi della lista
JOHNSON, ROAN OCCAM ANTHONY
2014
Abstract
Rianalizzando tutto il processo creativo della scrittura de I primi della lista mi sono trovato fondamentalmente di fronte a due tipi di analisi: una che è quella più tradizionale, cioè l’analisi del copione, dei suoi temi, personaggi, e una invece più specifica sui tratti più peculiari di questa tesi, ovvero l’analisi fatta attraverso la situazione privilegiata di essere al tempo stesso sceneggiatore e studioso del film. Il primo punto che mi viene da rilevare è che, analizzando da studioso il copione nei suoi temi, personaggi, passaggi di adattamento, ho scoperto che c'erano molti più elementi d’interesse di quanto io stesso come autore avessi previsto o di cui fossi cosciente. Direi che in molti casi si sia trattato di vere sorprese. Questo, credo, vada a confermare l’approccio, che si ha come studiosi, di considerare il film o l’opera d’arte in generale, dotata di un significato autonomo e, in parte, “più grande” di quanto sia nelle intenzioni originarie dell’autore. I temi si moltiplicano, ci sono collegamenti interni ed esterni all’opera che prescindono dall’autore, che o li ha creati in maniera inconscia, o che ne è del tutto estraneo. Lo studioso, quindi, ricrea in qualche modo l’opera d’arte, dotandola di altri significati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/152765
URN:NBN:IT:UNIPI-152765