Lo studio ricostruisce i rapporti di Osvaldo Licini con il futurismo secondo il criterio della molteplicità di luoghi, tempi, personaggi, temi e ambiti di ricerca che hanno caratterizzato la storia del movimento dal 1909 al 1944. Quel criterio, infatti, è ancora disatteso nel caso specifico di Osvaldo Licini, la cui dimensione futurista è stata oggetto di una minimizzazione ostativa alla comprensione stessa della sua pittura astratta. Da «Lacerba» all’immaginario aeropittorico, l’imprinting futurista appare ben più importante di quanto finora riconosciuto. Tra le tante stagioni di Licini, esiste infatti una continuità data proprio dalla riflessione ininterrotta sul futurismo e il grande tema del volo. La svolta astratta dei primi anni trenta è dunque documentata alla luce dell'immaginario aereo diffuso allora dal futurismo mentre le Archipitture, impropriamente indicate come costruttiviste, sono ricondotte allo splendore geometrico futurista e al razionalismo architettonico; l’elaborazione dei primi Olandesi volanti, infine, è indagata nel contesto culturale del movimento primordiale-futurista, qui approfondito grazie a nuove evidenze documentarie, provenienti dall’archivio Franco Ciliberti di Como. Ulteriori documenti inediti, inerenti al già noto legame affettivo con i fratelli Catalini di Grottazzolina, hanno permesso inoltre di chiarire i tempi e lo svolgersi della crisi che condusse Licini all’arte astratta.
Il volo dell’artista: Osvaldo Licini e il Futurismo da «Lacerba» all’immaginario aeropittorico
2010
Abstract
Lo studio ricostruisce i rapporti di Osvaldo Licini con il futurismo secondo il criterio della molteplicità di luoghi, tempi, personaggi, temi e ambiti di ricerca che hanno caratterizzato la storia del movimento dal 1909 al 1944. Quel criterio, infatti, è ancora disatteso nel caso specifico di Osvaldo Licini, la cui dimensione futurista è stata oggetto di una minimizzazione ostativa alla comprensione stessa della sua pittura astratta. Da «Lacerba» all’immaginario aeropittorico, l’imprinting futurista appare ben più importante di quanto finora riconosciuto. Tra le tante stagioni di Licini, esiste infatti una continuità data proprio dalla riflessione ininterrotta sul futurismo e il grande tema del volo. La svolta astratta dei primi anni trenta è dunque documentata alla luce dell'immaginario aereo diffuso allora dal futurismo mentre le Archipitture, impropriamente indicate come costruttiviste, sono ricondotte allo splendore geometrico futurista e al razionalismo architettonico; l’elaborazione dei primi Olandesi volanti, infine, è indagata nel contesto culturale del movimento primordiale-futurista, qui approfondito grazie a nuove evidenze documentarie, provenienti dall’archivio Franco Ciliberti di Como. Ulteriori documenti inediti, inerenti al già noto legame affettivo con i fratelli Catalini di Grottazzolina, hanno permesso inoltre di chiarire i tempi e lo svolgersi della crisi che condusse Licini all’arte astratta.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/152957
URN:NBN:IT:UNIPI-152957