Il «Corriere della Sera» e il «Corriere d’Informazione» ospitarono, tra il 1947 e il 1964, una serie di racconti stesi da Eugenio Montale che confluirono nelle raccolte Farfalla di Dinard (1956) e Fuori di casa (1969). Se la produzione lirica montaliana è stata spesso letta in chiave modernista, anche quella narrativa può essere interpretata in una luce analoga. Rispetto alle prime tre raccolte poetiche la prosa risulta però marcata da una peculiare spinta umoristica che si rileva propedeutica alle ultime poesie. Tra i temi preponderante risulta essere quello della memoria, che si manifesta in fulminee accensioni e nel recupero di frammenti legati a esperienze apparentemente insignificanti. Ancora di matrice modernista è una ferma posizione di ostilità contro ogni forma di progresso, rispetto cui l’autore oppone un ideale snobistico di «decenza quotidiana». Questi e altri motivi si collocano, spesso, lungo una linea temporale stratificata, in cui il momento presente si alterna a quello del passato. A questa molteplicità corrisponde una pluralità di voci narranti, considerati quali suggestivi doppi dell’autore. I personaggi che si muovono tra le prose vengono sottoposti a un significativo processo di svilimento ironico: ne sono messi in risalto particolarità fisiche che alimentano ritratti caricaturali, coinvolgendo anche caratteristici emblemi zoomorfi. Forme umoristiche sono riconoscibili anche a livello stilistico: Montale ricorre al doppio senso linguistico, al mistilinguismo, a citazioni di luoghi letterari propri o altrui rivitalizzati in chiave ironica. I temi e i moduli stilistici ricorrenti e comuni tra le due raccolte instaurano un fruttuoso dialogo con l’universo poetico montaliano. Se ciò è stato evidente per i primi tre libri di poesia fin dalle prime apparizioni delle prose, meno indagato è stato il rapporto che questi ultimi intrattengono con la successiva produzione in versi, in uno scambio reciproco in cui l’umorismo rappresenta il tratto d’unione e il filo di continuità.
Stili dell'ironia. Le prose narrative di Eugenio Montale.
2020
Abstract
Il «Corriere della Sera» e il «Corriere d’Informazione» ospitarono, tra il 1947 e il 1964, una serie di racconti stesi da Eugenio Montale che confluirono nelle raccolte Farfalla di Dinard (1956) e Fuori di casa (1969). Se la produzione lirica montaliana è stata spesso letta in chiave modernista, anche quella narrativa può essere interpretata in una luce analoga. Rispetto alle prime tre raccolte poetiche la prosa risulta però marcata da una peculiare spinta umoristica che si rileva propedeutica alle ultime poesie. Tra i temi preponderante risulta essere quello della memoria, che si manifesta in fulminee accensioni e nel recupero di frammenti legati a esperienze apparentemente insignificanti. Ancora di matrice modernista è una ferma posizione di ostilità contro ogni forma di progresso, rispetto cui l’autore oppone un ideale snobistico di «decenza quotidiana». Questi e altri motivi si collocano, spesso, lungo una linea temporale stratificata, in cui il momento presente si alterna a quello del passato. A questa molteplicità corrisponde una pluralità di voci narranti, considerati quali suggestivi doppi dell’autore. I personaggi che si muovono tra le prose vengono sottoposti a un significativo processo di svilimento ironico: ne sono messi in risalto particolarità fisiche che alimentano ritratti caricaturali, coinvolgendo anche caratteristici emblemi zoomorfi. Forme umoristiche sono riconoscibili anche a livello stilistico: Montale ricorre al doppio senso linguistico, al mistilinguismo, a citazioni di luoghi letterari propri o altrui rivitalizzati in chiave ironica. I temi e i moduli stilistici ricorrenti e comuni tra le due raccolte instaurano un fruttuoso dialogo con l’universo poetico montaliano. Se ciò è stato evidente per i primi tre libri di poesia fin dalle prime apparizioni delle prose, meno indagato è stato il rapporto che questi ultimi intrattengono con la successiva produzione in versi, in uno scambio reciproco in cui l’umorismo rappresenta il tratto d’unione e il filo di continuità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/153547
urn:nbn:it:unibo-26039