La composizione degli acidi grassi, del latte bovino, è il risultato della combinazione di fattori esogeni ed endogeni. I primi sono caratterizzati dal tipo di alimentazione e dal sistema di gestione aziendale condotti dall’allevatore. Quelli endogeni, invece, dipendono dall’attività degli enzimi lipogenici attivi a livello della ghiandola mammaria. La Stearoil CoA-Desaturasi (SCD) è uno degli enzimi chiave del metabolismo lipidico; la sua attività è quella di inserire un doppio legame in posizione cis-.9 in un largo spettro di acidi grassi a media e lunga catena. Nella specie bovina, sono state individuate due forme del gene scd. Le differenze tra una forma e l’altra sono dovute a tre polimorfismi puntiformi (SNP), localizzati a livello del quinto esone. I tre SNP sono ereditati insieme, pertanto vanno a costituire due aplotipi distinti. Solo il terzo dei tre polimorfismi comporta la sostituzione di un aminoacido nella sequenza peptidica, precisamente una valina con un’alanina in posizione “293”. L’aplotipo che codifica per l’aminoacido valina è detto tipo V mentre quello che codifica per l’alanina è detto tipo A. In questo lavoro sono stati genotipizzati 297 vacche di razza Frisona Italiana, applicando la metodologia SSCP (Single Strand Conformational Polymorphism). I risultati hanno rilevato una maggiore diffusione del tipo A sul tipo V (57% contro 43%) nella popolazione testata. I tre genotipi rilevati (AA, AV, VV) sono stati messi in relazione con la composizione in acidi grassi del latte e con i rapporti acidi grassi cis-.9 monoinsaturi/saturi. Questi rapporti sono stati utilizzati, perché rappresentano un valido sistema per valutare l’attività desaturasica a livello della ghiandola mammaria. Il latte prodotto dalle vacche con il tipo A del gene scd mostra un più alto valore del rapporto acido miristoleico/acido miristico e un maggior contenuto di acido oleico e acidi grassi monoinsaturi totali, rispetto al tipo V. Il contenuto di CLA nel latte varia tra 0.15 e 0.82 g/100g di grasso, ma il polimorfismo SCD non ha mostrato un effetto significativo di variabilità. I dati emersi rivelano che il genotipo SCD non è l’unico fattore genetico che contribuisce a definire la composizione in acidi grassi del latte, ma può essere considerata una delle cause della variazione del grasso nel latte.
Effetto del polimorfismo della Stearoil CoA Desaturasi sulla composizione in acidi grassi del latte di bovine di razza Frisona
2007
Abstract
La composizione degli acidi grassi, del latte bovino, è il risultato della combinazione di fattori esogeni ed endogeni. I primi sono caratterizzati dal tipo di alimentazione e dal sistema di gestione aziendale condotti dall’allevatore. Quelli endogeni, invece, dipendono dall’attività degli enzimi lipogenici attivi a livello della ghiandola mammaria. La Stearoil CoA-Desaturasi (SCD) è uno degli enzimi chiave del metabolismo lipidico; la sua attività è quella di inserire un doppio legame in posizione cis-.9 in un largo spettro di acidi grassi a media e lunga catena. Nella specie bovina, sono state individuate due forme del gene scd. Le differenze tra una forma e l’altra sono dovute a tre polimorfismi puntiformi (SNP), localizzati a livello del quinto esone. I tre SNP sono ereditati insieme, pertanto vanno a costituire due aplotipi distinti. Solo il terzo dei tre polimorfismi comporta la sostituzione di un aminoacido nella sequenza peptidica, precisamente una valina con un’alanina in posizione “293”. L’aplotipo che codifica per l’aminoacido valina è detto tipo V mentre quello che codifica per l’alanina è detto tipo A. In questo lavoro sono stati genotipizzati 297 vacche di razza Frisona Italiana, applicando la metodologia SSCP (Single Strand Conformational Polymorphism). I risultati hanno rilevato una maggiore diffusione del tipo A sul tipo V (57% contro 43%) nella popolazione testata. I tre genotipi rilevati (AA, AV, VV) sono stati messi in relazione con la composizione in acidi grassi del latte e con i rapporti acidi grassi cis-.9 monoinsaturi/saturi. Questi rapporti sono stati utilizzati, perché rappresentano un valido sistema per valutare l’attività desaturasica a livello della ghiandola mammaria. Il latte prodotto dalle vacche con il tipo A del gene scd mostra un più alto valore del rapporto acido miristoleico/acido miristico e un maggior contenuto di acido oleico e acidi grassi monoinsaturi totali, rispetto al tipo V. Il contenuto di CLA nel latte varia tra 0.15 e 0.82 g/100g di grasso, ma il polimorfismo SCD non ha mostrato un effetto significativo di variabilità. I dati emersi rivelano che il genotipo SCD non è l’unico fattore genetico che contribuisce a definire la composizione in acidi grassi del latte, ma può essere considerata una delle cause della variazione del grasso nel latte.File | Dimensione | Formato | |
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URN:NBN:IT:UNIPI-153937