Dallo studio e confronto dei documenti bibliografici e d’archivio, noti ed inediti, uniti all’analisi diretta della consistenza delle architetture all’isola d’Elba di inizio Ottocento, emerge l’interesse di Napoleone ed il prevalere del suo personale pensiero architettonico sia nelle opere militari, che nelle civili. Relativamente alle opere militari la realizzazione del potente fronte d’attacco avanzato sul territorio di Portoferraio dovette essere studiata e guidata da Parigi, dove Napoleone prese visione del sistema territoriale dalla piazza dai rilievi degli ingegneri del Genio. L’Elba costituiva per la Francia un importante avamposto sul Mediterraneo, uno degli arsenali principali per la flotta che rivestiva un ruolo primario nel controllo e nella protezione della costa tirrenica toscana, confermandosi caposaldo imprescindibile per il mantenimento del blocco continentale. L’attenzione e gli ordini dell’Imperatore circa l’attività fortificatoria all’Elba, inserì il sistema del campo trincerato di Portoferraio al fianco degli altri grandi e primari programmi di fortificazione e rafforzamento dei poli nevralgici dello scacchiere militare europeo. Le architetture civili, risalenti per intero ai dieci mesi del primo esilio, derivarono da un contatto diretto e quotidiano con l’Imperatore stesso, del cui pensiero dovettero assumere i caratteri. Nella classica linearità degli elementi architettonici, che blandiva la gloria, pur decaduta, del sovrano, faceva breccia la nascente anima romantica dei tanti dettagli e motivi decorativi, non ultimo l’esotico ciclo di affreschi della sala egizia di San Martino. Gli ordini incessanti con cui erano tempestati i suoi generali circa la conduzione di quei cantieri imperiali danno la misura di quanto dovette essere influente la volontà diretta di Napoleone, che trattò la questione con la stessa lucidità, rapidità d’azione e prontezza d’intuito infuse nelle grandi battaglie campali. Né diversamente dai successi militari dell’Imperatore, parteciparono le architetture elbane del suo genio, costituendo per noi oggi un cardine fondamentale nel percorso di comprensione del pensiero di Napoleone.
Architetture napoleoniche all'isola d'Elba: lettura critica e proposta di valorizzazione del corpus delle testimonianze militari e civili
2010
Abstract
Dallo studio e confronto dei documenti bibliografici e d’archivio, noti ed inediti, uniti all’analisi diretta della consistenza delle architetture all’isola d’Elba di inizio Ottocento, emerge l’interesse di Napoleone ed il prevalere del suo personale pensiero architettonico sia nelle opere militari, che nelle civili. Relativamente alle opere militari la realizzazione del potente fronte d’attacco avanzato sul territorio di Portoferraio dovette essere studiata e guidata da Parigi, dove Napoleone prese visione del sistema territoriale dalla piazza dai rilievi degli ingegneri del Genio. L’Elba costituiva per la Francia un importante avamposto sul Mediterraneo, uno degli arsenali principali per la flotta che rivestiva un ruolo primario nel controllo e nella protezione della costa tirrenica toscana, confermandosi caposaldo imprescindibile per il mantenimento del blocco continentale. L’attenzione e gli ordini dell’Imperatore circa l’attività fortificatoria all’Elba, inserì il sistema del campo trincerato di Portoferraio al fianco degli altri grandi e primari programmi di fortificazione e rafforzamento dei poli nevralgici dello scacchiere militare europeo. Le architetture civili, risalenti per intero ai dieci mesi del primo esilio, derivarono da un contatto diretto e quotidiano con l’Imperatore stesso, del cui pensiero dovettero assumere i caratteri. Nella classica linearità degli elementi architettonici, che blandiva la gloria, pur decaduta, del sovrano, faceva breccia la nascente anima romantica dei tanti dettagli e motivi decorativi, non ultimo l’esotico ciclo di affreschi della sala egizia di San Martino. Gli ordini incessanti con cui erano tempestati i suoi generali circa la conduzione di quei cantieri imperiali danno la misura di quanto dovette essere influente la volontà diretta di Napoleone, che trattò la questione con la stessa lucidità, rapidità d’azione e prontezza d’intuito infuse nelle grandi battaglie campali. Né diversamente dai successi militari dell’Imperatore, parteciparono le architetture elbane del suo genio, costituendo per noi oggi un cardine fondamentale nel percorso di comprensione del pensiero di Napoleone.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/154033
URN:NBN:IT:UNIPI-154033