Gli anni Settanta sono un periodo denso e problematico nella storia del teatro italiano: in questo decennio, percorso da slanci molteplici e caratterizzato da contraddizioni e aporie, si consuma anche la vicenda del Teatro di Marigliano, oggetto della nostra ricerca. Leo de Berardinis e Perla Peragallo sono gli animatori di questa singolare e intensa esperienza che prende piede in un paesino sottosviluppato della provincia napoletana e si afferma come uno dei più significativi tentativi di provocare una dialettica, nel segno di una violenta “reazione chimica”, tra forme spettacolari popolari (in primis, la sceneggiata) e la cosiddetta “cultura alta”. A partire dal rapporto con la tradizione partenopea e dal peculiare impiego del dialetto, la tesi si propone di indagare le differenti tappe della storia del Teatro di Marigliano e si articola in tre blocchi. Il primo si sofferma sulla nascita del sodalizio artistico tra Leo e Perla e sulla fase romana della loro carriera (comunemente conosciuta come “teatro dell’errore”, speculare alla successiva stagione del “teatro dell’ignoranza”). Il secondo affronta lo studio del periodo centrale del Teatro di Marigliano (1971-1974) focalizzando l’attenzione sull’analisi della trilogia meridionalista (’O Zappatore, King Lacreme Lear Napulitane, Sudd). Il terzo si interroga sulla graduale trasformazione dell’avventura in questione che, alla fine, porterà Leo e Perla a lasciare il borgo campano.
Il Teatro di Marigliano di Leo de Berardinis e Perla Peragallo: approfondimenti
2014
Abstract
Gli anni Settanta sono un periodo denso e problematico nella storia del teatro italiano: in questo decennio, percorso da slanci molteplici e caratterizzato da contraddizioni e aporie, si consuma anche la vicenda del Teatro di Marigliano, oggetto della nostra ricerca. Leo de Berardinis e Perla Peragallo sono gli animatori di questa singolare e intensa esperienza che prende piede in un paesino sottosviluppato della provincia napoletana e si afferma come uno dei più significativi tentativi di provocare una dialettica, nel segno di una violenta “reazione chimica”, tra forme spettacolari popolari (in primis, la sceneggiata) e la cosiddetta “cultura alta”. A partire dal rapporto con la tradizione partenopea e dal peculiare impiego del dialetto, la tesi si propone di indagare le differenti tappe della storia del Teatro di Marigliano e si articola in tre blocchi. Il primo si sofferma sulla nascita del sodalizio artistico tra Leo e Perla e sulla fase romana della loro carriera (comunemente conosciuta come “teatro dell’errore”, speculare alla successiva stagione del “teatro dell’ignoranza”). Il secondo affronta lo studio del periodo centrale del Teatro di Marigliano (1971-1974) focalizzando l’attenzione sull’analisi della trilogia meridionalista (’O Zappatore, King Lacreme Lear Napulitane, Sudd). Il terzo si interroga sulla graduale trasformazione dell’avventura in questione che, alla fine, porterà Leo e Perla a lasciare il borgo campano.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/154075
URN:NBN:IT:UNIPI-154075