L’ipertensione polmonare associata a malattie dell’apparato respiratorio o da “ipossia” è compresa nel gruppo 3 delle più recenti linee guida pubblicate nel 2009 in collaborazione tra ESC/ERS; questo gruppo include tra le altre, le forme di ipertensione polmonare dovute alla BPCO, alla fibrosi polmonare e le forme combinate. Numerose osservazioni mostrano come a riposo molti casi patologici rimangono misconosciuti e si slatentizzano durante lo sforzo. L’esercizio fisico potrebbe pertanto mettere in evidenza piu’ precocemente molti casi di Ipertensione Polmonare e rappresentare un supporto per la diagnosi precoce. E’ ampiamente riconosciuto il ruolo prognostico sfavorevole, sia in termini di mortalità che di ospedalizzazione che la IP riveste in patologie polmonari di diverso tipo. I pazienti BPCO con IP hanno una sopravvivenza minore, inversamente proporzionale alla resistenza vascolare polmonare (PVR) e la PAP è il miglior predittore singolo di mortalità. Una PAP > 18 mmHg è uno dei migliori predittori di aumentato rischio di ospedalizzazione di BPCO. Sulla base di queste considerazioni, assume particolare importanza la possibilità di individuare la presenza di IP nei pazienti respiratori e possibilmente effettuare la diagnosi quanto più precocemente è possibile. Il gold standard per la diagnosi di Ipertensione Polmonare a riposo così come durante l’esercizio fisico è il cateterismo cardiaco destro, che è l’unico esame che permette una precisa valutazione dell’assetto emodinamico del circolo polmonare, ma l’ecocardiografia doppler da sforzo riveste un ruolo importante nella valutazione precoce e potrebbe essere eseguita nel sospetto clinico di IP in presenza di dissociazione tra intensità dei sintomi e valutazione funzionale respiratoria del paziente. Partendo da questi dati fisiopatologici abbiamo effettuato presso il nostro ambulatorio, in collaborazione con la divisione di Cardiologia di Cava de Tirreni (SA) per la valutazione specialistica, l’arruolamento di pazienti affetti da patologie respiratorie di grado lieve-moderato sottoposti alle prove di funzionalità respiratoria e in aggiunta all’ecocardiografia doppler sotto sforzo (ecostress) per valutarne l’efficacia nell’individuazione di forme precoci di IP. Nonostante ad oggi la casistica a cui facciamo riferimento sia numericamente limitata, l’esecuzione dell’ecostress sembra essere in grado di individuare, in pazienti pneumopatici con alterazioni della funzione polmonare non estremamente avanzate, una condizione significativa di IP. La possibilità di individuare precocemente un aumento pressorio del circolo polmonare e/o di farlo affiorare sul piano clinico può rappresentare un valido strumento nella gestione dei pazienti con patologie polmonari. L’ecostress non è una metodica strumentale di routine nella diagnostica dell’ipertensione polmonare tuttavia essa potrebbe rappresentare una valida metodica di screening nell’individuare precocemente la presenza di Ipertensione Polmonare nei pazienti BPCO. Considerando il valore prognostico dell’IP nelle singole pneumopatie, , il riconoscimento di questa condizione, nella maggior parte dei casi latente, può costituire un valido strumento nell’approccio gestionale della malattia.
Ecocardiografia da stress nella diagnostica precoce dell’Ipertensione Polmonare in patologia Respiratoria
2015
Abstract
L’ipertensione polmonare associata a malattie dell’apparato respiratorio o da “ipossia” è compresa nel gruppo 3 delle più recenti linee guida pubblicate nel 2009 in collaborazione tra ESC/ERS; questo gruppo include tra le altre, le forme di ipertensione polmonare dovute alla BPCO, alla fibrosi polmonare e le forme combinate. Numerose osservazioni mostrano come a riposo molti casi patologici rimangono misconosciuti e si slatentizzano durante lo sforzo. L’esercizio fisico potrebbe pertanto mettere in evidenza piu’ precocemente molti casi di Ipertensione Polmonare e rappresentare un supporto per la diagnosi precoce. E’ ampiamente riconosciuto il ruolo prognostico sfavorevole, sia in termini di mortalità che di ospedalizzazione che la IP riveste in patologie polmonari di diverso tipo. I pazienti BPCO con IP hanno una sopravvivenza minore, inversamente proporzionale alla resistenza vascolare polmonare (PVR) e la PAP è il miglior predittore singolo di mortalità. Una PAP > 18 mmHg è uno dei migliori predittori di aumentato rischio di ospedalizzazione di BPCO. Sulla base di queste considerazioni, assume particolare importanza la possibilità di individuare la presenza di IP nei pazienti respiratori e possibilmente effettuare la diagnosi quanto più precocemente è possibile. Il gold standard per la diagnosi di Ipertensione Polmonare a riposo così come durante l’esercizio fisico è il cateterismo cardiaco destro, che è l’unico esame che permette una precisa valutazione dell’assetto emodinamico del circolo polmonare, ma l’ecocardiografia doppler da sforzo riveste un ruolo importante nella valutazione precoce e potrebbe essere eseguita nel sospetto clinico di IP in presenza di dissociazione tra intensità dei sintomi e valutazione funzionale respiratoria del paziente. Partendo da questi dati fisiopatologici abbiamo effettuato presso il nostro ambulatorio, in collaborazione con la divisione di Cardiologia di Cava de Tirreni (SA) per la valutazione specialistica, l’arruolamento di pazienti affetti da patologie respiratorie di grado lieve-moderato sottoposti alle prove di funzionalità respiratoria e in aggiunta all’ecocardiografia doppler sotto sforzo (ecostress) per valutarne l’efficacia nell’individuazione di forme precoci di IP. Nonostante ad oggi la casistica a cui facciamo riferimento sia numericamente limitata, l’esecuzione dell’ecostress sembra essere in grado di individuare, in pazienti pneumopatici con alterazioni della funzione polmonare non estremamente avanzate, una condizione significativa di IP. La possibilità di individuare precocemente un aumento pressorio del circolo polmonare e/o di farlo affiorare sul piano clinico può rappresentare un valido strumento nella gestione dei pazienti con patologie polmonari. L’ecostress non è una metodica strumentale di routine nella diagnostica dell’ipertensione polmonare tuttavia essa potrebbe rappresentare una valida metodica di screening nell’individuare precocemente la presenza di Ipertensione Polmonare nei pazienti BPCO. Considerando il valore prognostico dell’IP nelle singole pneumopatie, , il riconoscimento di questa condizione, nella maggior parte dei casi latente, può costituire un valido strumento nell’approccio gestionale della malattia.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/154168
URN:NBN:IT:UNIPR-154168