Il presente lavoro costituisce la concretizzazione di un progetto di ricerca che ha tratto la propria origine essenzialmente da due input fondamentali: da una parte il desiderio di esaminare in maniera approfondita un tema appena trattato nel corso della redazione della tesi di laurea, nella quale, sotto forma di capitolo introduttivo, veniva effettuata una ricognizione generale nel campo delle esplorazioni della vasta regione montuosa occupata dalle catene dell’Hindu-Kush, del Karakarum e dell’Himalaya; in secondo luogo, le sollecitazioni fornite dal saggio di Francesco Surdich L’esplorazione scientifica e la prospezione politico-commerciale, breve ma assai denso contributo del massimo esperto Italiano di Storia delle esplorazioni e delle scoperte geografiche volto – nella seconda parte – ad illustrare, con una efficace panoramica d’insieme, il fondamentale apporto offerto dai viaggiatori e dagli studiosi italiani alla conoscenza di alcune delle aree più ricche di attrattive culturali, geografiche e naturalistiche dell’Asia. Tra queste regioni, abbiamo deciso di prendere in considerazione l’Himalaya occidentale ed il Karakorum, estendendo poi l’orizzonte geografico fino al Turkestan ed al Tien Shan, individuando così una macro-area che, nell’arco temporale compreso tra la fine dell’800 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha registrato un’intensissima attività esplorativa volta a risolvere alcuni degli ultimi problemi geografici del continente asiatico, alla quale hanno preso parte in maniera importante personaggi quali Luigi Amedeo di Savoia, Filippo De Filippi, Mario Piacenza, Cesare Calciati e Jules Brocherel. Ampliando per un attimo la visuale anche al di là dei confini nazionali è impossibile poi non menzionare i nomi di Sven Hedin, Marc Aurel Stein e Francis Younghusband: attori che, nel medesimo frangente, hanno contribuito con le loro iniziative ad eliminare quel blank on the map che da almeno due secoli stimolava, congiuntamente con una gamma piuttosto varia di impulsi (questioni religiose, economiche, militari, strategiche, ecc.) il desiderio di conoscenza dei viaggiatori europei e delle comunità dalle quali essi provenivano. Un frangente, quindi, densissimo di protagonisti, imprese e situazioni di notevole rilevanza: determinante anche per il fatto di costituire il trait’union tra un ‘800 caratterizzato dalle articolate vicende del Great Game e dal poderoso contributo alla conoscenza geografica derivante dall’attività del Great Trigonometrical Survey, ed un successivo frangente nel quale, a partire dagli anni ’20, con la risoluzione di alcuni problemi di natura logistica ed organizzativa, l’interesse degli Europei si orientò in maniera decisa verso la conquista delle cime più elevate dell’Himalaya e del Karakorum, dando vita ad un’epopea destinata poi a vivere il suo momento più intenso tra il 1950 ed il 1964.

TRA ESPLORAZIONE, ALPINISMO E SCIENZA: IL CONTRIBUTO ITALIANO ALLA CONOSCENZA DELLE GRANDI CATENE MONTUOSE DELL’ASIA CENTRALE. DA JULES BROCHEREL A FILIPPO DE FILIPPI, 1900-1914

2010

Abstract

Il presente lavoro costituisce la concretizzazione di un progetto di ricerca che ha tratto la propria origine essenzialmente da due input fondamentali: da una parte il desiderio di esaminare in maniera approfondita un tema appena trattato nel corso della redazione della tesi di laurea, nella quale, sotto forma di capitolo introduttivo, veniva effettuata una ricognizione generale nel campo delle esplorazioni della vasta regione montuosa occupata dalle catene dell’Hindu-Kush, del Karakarum e dell’Himalaya; in secondo luogo, le sollecitazioni fornite dal saggio di Francesco Surdich L’esplorazione scientifica e la prospezione politico-commerciale, breve ma assai denso contributo del massimo esperto Italiano di Storia delle esplorazioni e delle scoperte geografiche volto – nella seconda parte – ad illustrare, con una efficace panoramica d’insieme, il fondamentale apporto offerto dai viaggiatori e dagli studiosi italiani alla conoscenza di alcune delle aree più ricche di attrattive culturali, geografiche e naturalistiche dell’Asia. Tra queste regioni, abbiamo deciso di prendere in considerazione l’Himalaya occidentale ed il Karakorum, estendendo poi l’orizzonte geografico fino al Turkestan ed al Tien Shan, individuando così una macro-area che, nell’arco temporale compreso tra la fine dell’800 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha registrato un’intensissima attività esplorativa volta a risolvere alcuni degli ultimi problemi geografici del continente asiatico, alla quale hanno preso parte in maniera importante personaggi quali Luigi Amedeo di Savoia, Filippo De Filippi, Mario Piacenza, Cesare Calciati e Jules Brocherel. Ampliando per un attimo la visuale anche al di là dei confini nazionali è impossibile poi non menzionare i nomi di Sven Hedin, Marc Aurel Stein e Francis Younghusband: attori che, nel medesimo frangente, hanno contribuito con le loro iniziative ad eliminare quel blank on the map che da almeno due secoli stimolava, congiuntamente con una gamma piuttosto varia di impulsi (questioni religiose, economiche, militari, strategiche, ecc.) il desiderio di conoscenza dei viaggiatori europei e delle comunità dalle quali essi provenivano. Un frangente, quindi, densissimo di protagonisti, imprese e situazioni di notevole rilevanza: determinante anche per il fatto di costituire il trait’union tra un ‘800 caratterizzato dalle articolate vicende del Great Game e dal poderoso contributo alla conoscenza geografica derivante dall’attività del Great Trigonometrical Survey, ed un successivo frangente nel quale, a partire dagli anni ’20, con la risoluzione di alcuni problemi di natura logistica ed organizzativa, l’interesse degli Europei si orientò in maniera decisa verso la conquista delle cime più elevate dell’Himalaya e del Karakorum, dando vita ad un’epopea destinata poi a vivere il suo momento più intenso tra il 1950 ed il 1964.
9-apr-2010
Italiano
Volpi, Alessandro
Università degli Studi di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/154828
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-154828