The scholia to Clement’s "Paedagogus", attributed in part to Arethas of Caesarea, have never been considered as a whole for the understanding of the work of the Alexandrian Christian writer; the aim of the thesis is to use these scholia for a re-reading of the "Paedagogus", starting from the revision of the text (published by Otto Stählin at the beginning of the 20th century and by Miroslav Marcovich at the beginning of the 21st) in each of the three main manuscripts (the Parisinus graecus 451 and its two apographs Mutinensis α.s.5.9 and Laurentianus 5.24), recovering, when it is useful, the marginalia neglected by the editors and with the translation and commentary of each, linked to the section of the work to which it refers. The three manuscripts, despite the substantial uniformity of Clement's text (which has been retranslated) and the re-proposition of many of the scholia, testify to different sensibilities and points of view: this continuity in the difference constitutes further proof of the fortune of Clement of Alexandria and of the variety of interpretations to which his entire oeuvre has given rise; an interesting case study can be considered the problem of the origin of the appellation "Stromateus" reserved for him by tradition, a problem that is addressed in the appendix.

Gli scolî al "Paedagogus" di Clemente, attribuiti almeno in parte ad Areta di Cesarea, non sono mai stati considerati nel loro insieme per la comprensione dell’opera dell’Alessandrino; l’obiettivo della tesi è di utilizzare tali scolî per una rilettura del "Paedagogus", partendo dalla revisione del testo (pubblicato da Otto Stählin all’inizio del XX secolo e da Miroslav Marcovich all’inizio del XXI) in ciascuno dei tre manoscritti di riferimento (il Parisinus graecus 451 e i suoi due apografi Mutinensis α.s.5.9 e Laurentianus 5.24), recuperando, laddove risulti utile, i marginalia trascurati dagli editori e con la traduzione e il commento di ciascuno, collegato alla sezione dell’opera cui esso si riferisce. I tre codici, pur nella sostanziale uniformità del testo di Clemente (che è stato ritradotto) e nella riproposizione di molti degli scolî, testimoniano sensibilità e punti di vista diversi: questa continuità nella differenza costituisce un’ulteriore prova della fortuna di Clemente Alessandrino e della varietà di interpretazioni cui ha dato origine l’intera sua opera; ne può essere considerato un interessante caso di studio il problema dell’origine dell’appellativo “Stromateo” a lui riservato dalla tradizione, problema che viene affrontato nell’appendice.

GLI SCOLÎ AL PAEDAGOGUS DI CLEMENTE ALESSANDRINO: TRADUZIONE, ANALISI E COMMENTO

Perelli, Carlo
2023

Abstract

The scholia to Clement’s "Paedagogus", attributed in part to Arethas of Caesarea, have never been considered as a whole for the understanding of the work of the Alexandrian Christian writer; the aim of the thesis is to use these scholia for a re-reading of the "Paedagogus", starting from the revision of the text (published by Otto Stählin at the beginning of the 20th century and by Miroslav Marcovich at the beginning of the 21st) in each of the three main manuscripts (the Parisinus graecus 451 and its two apographs Mutinensis α.s.5.9 and Laurentianus 5.24), recovering, when it is useful, the marginalia neglected by the editors and with the translation and commentary of each, linked to the section of the work to which it refers. The three manuscripts, despite the substantial uniformity of Clement's text (which has been retranslated) and the re-proposition of many of the scholia, testify to different sensibilities and points of view: this continuity in the difference constitutes further proof of the fortune of Clement of Alexandria and of the variety of interpretations to which his entire oeuvre has given rise; an interesting case study can be considered the problem of the origin of the appellation "Stromateus" reserved for him by tradition, a problem that is addressed in the appendix.
13-lug-2023
Italiano
Gli scolî al "Paedagogus" di Clemente, attribuiti almeno in parte ad Areta di Cesarea, non sono mai stati considerati nel loro insieme per la comprensione dell’opera dell’Alessandrino; l’obiettivo della tesi è di utilizzare tali scolî per una rilettura del "Paedagogus", partendo dalla revisione del testo (pubblicato da Otto Stählin all’inizio del XX secolo e da Miroslav Marcovich all’inizio del XXI) in ciascuno dei tre manoscritti di riferimento (il Parisinus graecus 451 e i suoi due apografi Mutinensis α.s.5.9 e Laurentianus 5.24), recuperando, laddove risulti utile, i marginalia trascurati dagli editori e con la traduzione e il commento di ciascuno, collegato alla sezione dell’opera cui esso si riferisce. I tre codici, pur nella sostanziale uniformità del testo di Clemente (che è stato ritradotto) e nella riproposizione di molti degli scolî, testimoniano sensibilità e punti di vista diversi: questa continuità nella differenza costituisce un’ulteriore prova della fortuna di Clemente Alessandrino e della varietà di interpretazioni cui ha dato origine l’intera sua opera; ne può essere considerato un interessante caso di studio il problema dell’origine dell’appellativo “Stromateo” a lui riservato dalla tradizione, problema che viene affrontato nell’appendice.
Clemente Alessandrino, Areta di Cesarea, "Paedagogus", scolî e paratesto, "Stromateo", Clement of Alexandria, Arethas of Caesarea, "Paedagogus", scholia and paratext, "Stromateus"
Bearzot, Cinzia Susanna
Università Cattolica del Sacro Cuore
Milano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/159116
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICATT-159116