This study examines the routinization hypothesis through an investigation of the effects of automation technologies on Italian local labour markets between the years 2009 and 2017. Using a survey targeted at Italian workers, this research builds a country-specific metric of task content which is mapped to employment data to assess the effects of industrial robot exposure on the Italian workforce. A novel framework is adopted for classifying job task content, refining previous models on several aspects, including decreased measurement bias, and the ability to capture single, as well as joint task distributions. The findings of this study suggest that while automation does not negatively impact overall employment growth, it does significant changes in the demand for different types of task-specialized occupational profiles, consistently with the routinization hypothesis. Specifically, increased exposure to industrial robots is associated with a decrease in routine employment and an increase in non-routine and cognitive employment. Contrary to prior studies, such exposure does not result in a pronounced pattern of employment polarization. Instead, it results in a rise in demand for low-skill workers without a concurrent increase in high-skill occupations. This study also investigates the effects of technological adoption on neighbouring local labour markets, emphasizing the distinct impacts on urban and non-urban areas. While previous research on innovation mainly focused on spillover effects from urban to non-urban regions, this study examines the impact of robot adoption in non-urban regions on the outcomes of urban labour markets, since industrial robots are predominantly implemented in non-urban settings. The findings reveal an increase in routine and manual workers in urban areas due to lower industrial robot adoption and an increase in demand for services that require a physical presence which are not easily automated, typically gig jobs. Furthermore, as the use of robots becomes more prevalent in non-urban regions, the demand for skilled workers increases, leading to a potential outflow of cognitive workers from urban regions.

Questo studio esamina l'ipotesi della routinizzazione attraverso un'indagine degli effetti delle tecnologie di automazione sui mercati del lavoro locali italiani tra il 2009 e il 2017. Utilizzando un'indagine mirata ai lavoratori italiani, questa ricerca costruisce una metrica specifica per il paese del contenuto dei compiti, la quale viene mappata sui dati di occupazione per valutare gli effetti dell'esposizione ai robot industriali sulla forza lavoro italiana. Viene adottato un quadro concettuale innovativo per la classificazione del contenuto dei compiti lavorativi, perfezionando i modelli precedenti sotto diversi aspetti, inclusa la riduzione del bias di misurazione e la capacità di catturare distribuzioni di compiti singoli, così come congiunti. I risultati di questo studio suggeriscono che, sebbene l'automazione non impatti negativamente sulla crescita complessiva dell'occupazione, essa determina significativi cambiamenti nella domanda di diversi profili occupazionali specializzati in tipi di compiti, in linea con l'ipotesi della routinizzazione. Specificamente, un maggiore esposizione ai robot industriali è associata a una diminuzione dell'impiego di routine e a un incremento dell'occupazione non routine e cognitiva. Contrariamente agli studi precedenti, tale esposizione non risulta in un pronunciato modello di polarizzazione dell'occupazione. Invece, si verifica un aumento nella domanda di lavoratori poco qualificati senza un contemporaneo incremento nelle occupazioni ad alta qualifica. Questo studio indaga anche sugli effetti dell'adozione tecnologica sui mercati del lavoro locali adiacenti, enfatizzando gli impatti distinti sulle aree urbane e non urbane. Mentre la ricerca precedente sull'innovazione si è concentrata principalmente sugli effetti di spillover da regioni urbane a non urbane, questo studio esamina l'impatto dell'adozione di robot in regioni non urbane sui risultati dei mercati del lavoro urbani, dato che i robot industriali sono prevalentemente implementati in contesti non urbani. I risultati rivelano un aumento di lavoratori di routine e manuali nelle aree urbane a causa di una minore adozione di robot industriali e un aumento nella domanda di servizi che richiedono una presenza fisica e che non sono facilmente automatizzabili, tipicamente lavori occasionali. Inoltre, man mano che l'uso dei robot diventa più diffuso nelle regioni non urbane, la domanda di lavoratori qualificati aumenta, portando a un potenziale deflusso di lavoratori cognitivi dalle regioni urbane.

The local labour market impact of industrial robots : evidence from Italy

PIETRO, CORSI
2024

Abstract

This study examines the routinization hypothesis through an investigation of the effects of automation technologies on Italian local labour markets between the years 2009 and 2017. Using a survey targeted at Italian workers, this research builds a country-specific metric of task content which is mapped to employment data to assess the effects of industrial robot exposure on the Italian workforce. A novel framework is adopted for classifying job task content, refining previous models on several aspects, including decreased measurement bias, and the ability to capture single, as well as joint task distributions. The findings of this study suggest that while automation does not negatively impact overall employment growth, it does significant changes in the demand for different types of task-specialized occupational profiles, consistently with the routinization hypothesis. Specifically, increased exposure to industrial robots is associated with a decrease in routine employment and an increase in non-routine and cognitive employment. Contrary to prior studies, such exposure does not result in a pronounced pattern of employment polarization. Instead, it results in a rise in demand for low-skill workers without a concurrent increase in high-skill occupations. This study also investigates the effects of technological adoption on neighbouring local labour markets, emphasizing the distinct impacts on urban and non-urban areas. While previous research on innovation mainly focused on spillover effects from urban to non-urban regions, this study examines the impact of robot adoption in non-urban regions on the outcomes of urban labour markets, since industrial robots are predominantly implemented in non-urban settings. The findings reveal an increase in routine and manual workers in urban areas due to lower industrial robot adoption and an increase in demand for services that require a physical presence which are not easily automated, typically gig jobs. Furthermore, as the use of robots becomes more prevalent in non-urban regions, the demand for skilled workers increases, leading to a potential outflow of cognitive workers from urban regions.
The local labour market impact of industrial robots : evidence from Italy
4-mar-2024
Inglese
Questo studio esamina l'ipotesi della routinizzazione attraverso un'indagine degli effetti delle tecnologie di automazione sui mercati del lavoro locali italiani tra il 2009 e il 2017. Utilizzando un'indagine mirata ai lavoratori italiani, questa ricerca costruisce una metrica specifica per il paese del contenuto dei compiti, la quale viene mappata sui dati di occupazione per valutare gli effetti dell'esposizione ai robot industriali sulla forza lavoro italiana. Viene adottato un quadro concettuale innovativo per la classificazione del contenuto dei compiti lavorativi, perfezionando i modelli precedenti sotto diversi aspetti, inclusa la riduzione del bias di misurazione e la capacità di catturare distribuzioni di compiti singoli, così come congiunti. I risultati di questo studio suggeriscono che, sebbene l'automazione non impatti negativamente sulla crescita complessiva dell'occupazione, essa determina significativi cambiamenti nella domanda di diversi profili occupazionali specializzati in tipi di compiti, in linea con l'ipotesi della routinizzazione. Specificamente, un maggiore esposizione ai robot industriali è associata a una diminuzione dell'impiego di routine e a un incremento dell'occupazione non routine e cognitiva. Contrariamente agli studi precedenti, tale esposizione non risulta in un pronunciato modello di polarizzazione dell'occupazione. Invece, si verifica un aumento nella domanda di lavoratori poco qualificati senza un contemporaneo incremento nelle occupazioni ad alta qualifica. Questo studio indaga anche sugli effetti dell'adozione tecnologica sui mercati del lavoro locali adiacenti, enfatizzando gli impatti distinti sulle aree urbane e non urbane. Mentre la ricerca precedente sull'innovazione si è concentrata principalmente sugli effetti di spillover da regioni urbane a non urbane, questo studio esamina l'impatto dell'adozione di robot in regioni non urbane sui risultati dei mercati del lavoro urbani, dato che i robot industriali sono prevalentemente implementati in contesti non urbani. I risultati rivelano un aumento di lavoratori di routine e manuali nelle aree urbane a causa di una minore adozione di robot industriali e un aumento nella domanda di servizi che richiedono una presenza fisica e che non sono facilmente automatizzabili, tipicamente lavori occasionali. Inoltre, man mano che l'uso dei robot diventa più diffuso nelle regioni non urbane, la domanda di lavoratori qualificati aumenta, portando a un potenziale deflusso di lavoratori cognitivi dalle regioni urbane.
CAPELLO, ROBERTA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/205533
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:POLIMI-205533