This research contribution explores two topics that are apparently different from each other but which have been interwoven with the aim of experimenting with new methodologies of didactic-educational intervention in schools with children who are increasingly defined by teachers as difficult. These are Attention Deficit Hyperactivity Disorder and the Outdoor Education methodology, which places the emphasis and focus not so much on the child's functioning but on the observation and design of the pedagogical environment. What, however, are the reasons for legitimising reference to outdoor experiences in support of inclusive processes? In order to answer this question, a premise must necessarily be made: any learning environment can be characterised by barriers or facilitating elements. Therefore, the inclusive potential of the contexts in which outdoor life experiences operate must be considered just as much as they are in all other contexts. On this basis was built the research that I personally promoted at some Norwegian and Italian educational and teaching facilities. The aim of the investigation was to come into contact with different educational realities and to detect the different ways of designing and organising the school environment, the relational and communicative methods of the teachers with the pupils, the teaching strategies aimed at inclusion and the cultural differences of the Italian and Norwegian contexts. Through direct observations in three kindergartens and two primary schools the aim is to bring to light the many benefits of the outdoor school environment and experience-based teaching for school inclusion in Italy.

Il presente contributo di ricerca approfondisce due argomenti apparentemente diversi tra loro ma che sono stati intrecciati con l’obiettivo di sperimentare nuove metodologie di intervento didattico – educativo in ambito scolastico con bambini che sempre maggiormente vengono definiti dagli insegnanti come difficili. Si tratta del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e la metodologia dell’Outdoor Education che pone l’accento e il focus non tanto sul funzionamento del bambino ma sull’osservazione e progettazione dell’ambiente pedagogico. Ma quali sono le ragioni che legittimano il riferimento alle esperienze outdoor a sostegno dei processi inclusivi? Per rispondere a questa domanda occorre necessariamente fare una premessa: ogni ambiente di apprendimento può essere caratterizzato da barriere o da elementi facilitanti. Pertanto, il potenziale inclusivo dei contesti in cui operano le esperienze di vita all'aperto deve essere considerato tanto quanto quello di tutti gli altri contesti. Su questa base è stata costruita la ricerca promossa presso alcune strutture educative e didattiche norvegesi e italiane. L'obiettivo dell'indagine era quello di entrare in contatto con realtà educative diverse e di rilevare le differenti modalità di progettazione e organizzazione dell'ambiente scolastico, le modalità relazionali e comunicative degli insegnanti con gli alunni, le strategie didattiche finalizzate all'inclusione e le differenze culturali dei contesti italiano e norvegese. Attraverso osservazioni dirette in tre scuole dell'infanzia e due scuole primarie, l'obiettivo è stato quello portare alla luce i numerosi vantaggi dell'ambiente scolastico esterno e della didattica esperienziale per l'inclusione scolastica in Italia.

ADHD E OUTDOOR EDUCATION: UN LEGAME POSSIBILE PER AFFRONTARELE DIFFICOLTA' DI AUTOREGOLAZIONE EMOTIVA E COMPORTAMENTALE NEL BAMBINI DAI 3 AI 10 ANNI

Stucchi, Simona
2025

Abstract

This research contribution explores two topics that are apparently different from each other but which have been interwoven with the aim of experimenting with new methodologies of didactic-educational intervention in schools with children who are increasingly defined by teachers as difficult. These are Attention Deficit Hyperactivity Disorder and the Outdoor Education methodology, which places the emphasis and focus not so much on the child's functioning but on the observation and design of the pedagogical environment. What, however, are the reasons for legitimising reference to outdoor experiences in support of inclusive processes? In order to answer this question, a premise must necessarily be made: any learning environment can be characterised by barriers or facilitating elements. Therefore, the inclusive potential of the contexts in which outdoor life experiences operate must be considered just as much as they are in all other contexts. On this basis was built the research that I personally promoted at some Norwegian and Italian educational and teaching facilities. The aim of the investigation was to come into contact with different educational realities and to detect the different ways of designing and organising the school environment, the relational and communicative methods of the teachers with the pupils, the teaching strategies aimed at inclusion and the cultural differences of the Italian and Norwegian contexts. Through direct observations in three kindergartens and two primary schools the aim is to bring to light the many benefits of the outdoor school environment and experience-based teaching for school inclusion in Italy.
6-mag-2025
Italiano
Il presente contributo di ricerca approfondisce due argomenti apparentemente diversi tra loro ma che sono stati intrecciati con l’obiettivo di sperimentare nuove metodologie di intervento didattico – educativo in ambito scolastico con bambini che sempre maggiormente vengono definiti dagli insegnanti come difficili. Si tratta del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e la metodologia dell’Outdoor Education che pone l’accento e il focus non tanto sul funzionamento del bambino ma sull’osservazione e progettazione dell’ambiente pedagogico. Ma quali sono le ragioni che legittimano il riferimento alle esperienze outdoor a sostegno dei processi inclusivi? Per rispondere a questa domanda occorre necessariamente fare una premessa: ogni ambiente di apprendimento può essere caratterizzato da barriere o da elementi facilitanti. Pertanto, il potenziale inclusivo dei contesti in cui operano le esperienze di vita all'aperto deve essere considerato tanto quanto quello di tutti gli altri contesti. Su questa base è stata costruita la ricerca promossa presso alcune strutture educative e didattiche norvegesi e italiane. L'obiettivo dell'indagine era quello di entrare in contatto con realtà educative diverse e di rilevare le differenti modalità di progettazione e organizzazione dell'ambiente scolastico, le modalità relazionali e comunicative degli insegnanti con gli alunni, le strategie didattiche finalizzate all'inclusione e le differenze culturali dei contesti italiano e norvegese. Attraverso osservazioni dirette in tre scuole dell'infanzia e due scuole primarie, l'obiettivo è stato quello portare alla luce i numerosi vantaggi dell'ambiente scolastico esterno e della didattica esperienziale per l'inclusione scolastica in Italia.
Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, ADHD, Outdoor Education, Outdoor Learning, Apprendimento all'aperto, Educazione all'aperto, Prevenire l'ADHD, ADHD a scuola
Marchetti, Antonella
Università Cattolica del Sacro Cuore
MILANO
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi dottorato Stucchi Simona .pdf

accesso aperto

Dimensione 147.37 MB
Formato Adobe PDF
147.37 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/213681
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICATT-213681