La tesi si propone di fornire l'edizione critica e commentata dell'epistolario parzialmente inedito di Nicolò Franco, trasmesso dal codice autografo Vat. lat. 5642. Il lavoro è strutturato in due parti: la prima è formata da tre capitoli introduttivi, mentre la seconda è di carattere più propriamente filologico. Il primo capitolo ricostruisce le coordinate biografiche di Nicolò Franco, concentrandosi in particolare sul periodo di tempo a cui risalgono le epistole di cui fornisco l’edizione critica, ossia gli anni 1549-1559, e utilizzando come fonte principale proprio l’epistolario Vaticano, oggetto ibrido che da un lato ha le sfumature del libro di lettere inteso come opera letteraria, ma dall’altro possiede anche un indubbio valore documentario, che si è cercato di sfruttare e far emergere. Il secondo capitolo è dedicato a un’analisi più approfondita delle caratteristiche dell’epistolario franchiano, di cui vengono analizzate le modalità di composizione e la struttura; ci si sofferma sulla tipologia ‘familiare’ come preponderante nell’epistolario di Franco, mostrando però la versatilità con cui lo scrittore la utilizza, rimodellandola a seconda della situazione. Si passano in rassegna la diversità di toni impiegati da Franco nella sua corrispondenza, secondo una modulazione della voce che tiene conto di una serie di diversi elementi contestuali, a partire dallo status sociale del proprio interlocutore. Infine, il terzo capitolo intende passare in rassegna le principali novità introdotte dall’epistolografia franchiana, e le connessioni di questa con aspetti della politica e della religione del tempo. Viene esaminata, in primo luogo, la padronanza esibita da Franco con il genere degli epistolari in volgare, mentre una più ampia trattazione è dedicata agli elementi comici che si registrano nell’epistolario manoscritto e alle modalità con cui sospingono l’epistola nella direzione di una specializzazione faceta. A questa prima parte segue la seconda, di carattere filologico, costituita dall’edizione critica della parte ancora inedita di epistolario (295-570), preceduta dalla sezione della nota al testo e dei criteri editoriali, e accompagnata da un commento di carattere principalmente storico-letterario. In quest’ultimo ci si concentra soprattutto sull’identificazione dei corrispondenti e degli interlocutori o dei personaggi menzionati (politici, prelati, letterati locali) e sullo scioglimento di riferimenti a opere o testi (di corrispondenti o di Franco, in questo ricostruendo anche il quadro completo delle opere perdute). Allo stesso modo, il commento registra eventuali legami intertestuali con altre opere di Franco, citazioni da altri autori (se ne trovano, per esempio, alcune di Dante e Petrarca), e cerca di cogliere i cenni alla ricezione dei testi di Franco. Completano l’elaborato l’apparato bibliografico e tre indici: delle epistole, dei destinatari e di tutti i nomi citati nella tesi.
L’epistolario inedito di Nicolò Franco (Vat. lat. 5642, cc. 295-571). Edizione critica, commento e introduzione
CONDIPODERO, FEDERICA
2025
Abstract
La tesi si propone di fornire l'edizione critica e commentata dell'epistolario parzialmente inedito di Nicolò Franco, trasmesso dal codice autografo Vat. lat. 5642. Il lavoro è strutturato in due parti: la prima è formata da tre capitoli introduttivi, mentre la seconda è di carattere più propriamente filologico. Il primo capitolo ricostruisce le coordinate biografiche di Nicolò Franco, concentrandosi in particolare sul periodo di tempo a cui risalgono le epistole di cui fornisco l’edizione critica, ossia gli anni 1549-1559, e utilizzando come fonte principale proprio l’epistolario Vaticano, oggetto ibrido che da un lato ha le sfumature del libro di lettere inteso come opera letteraria, ma dall’altro possiede anche un indubbio valore documentario, che si è cercato di sfruttare e far emergere. Il secondo capitolo è dedicato a un’analisi più approfondita delle caratteristiche dell’epistolario franchiano, di cui vengono analizzate le modalità di composizione e la struttura; ci si sofferma sulla tipologia ‘familiare’ come preponderante nell’epistolario di Franco, mostrando però la versatilità con cui lo scrittore la utilizza, rimodellandola a seconda della situazione. Si passano in rassegna la diversità di toni impiegati da Franco nella sua corrispondenza, secondo una modulazione della voce che tiene conto di una serie di diversi elementi contestuali, a partire dallo status sociale del proprio interlocutore. Infine, il terzo capitolo intende passare in rassegna le principali novità introdotte dall’epistolografia franchiana, e le connessioni di questa con aspetti della politica e della religione del tempo. Viene esaminata, in primo luogo, la padronanza esibita da Franco con il genere degli epistolari in volgare, mentre una più ampia trattazione è dedicata agli elementi comici che si registrano nell’epistolario manoscritto e alle modalità con cui sospingono l’epistola nella direzione di una specializzazione faceta. A questa prima parte segue la seconda, di carattere filologico, costituita dall’edizione critica della parte ancora inedita di epistolario (295-570), preceduta dalla sezione della nota al testo e dei criteri editoriali, e accompagnata da un commento di carattere principalmente storico-letterario. In quest’ultimo ci si concentra soprattutto sull’identificazione dei corrispondenti e degli interlocutori o dei personaggi menzionati (politici, prelati, letterati locali) e sullo scioglimento di riferimenti a opere o testi (di corrispondenti o di Franco, in questo ricostruendo anche il quadro completo delle opere perdute). Allo stesso modo, il commento registra eventuali legami intertestuali con altre opere di Franco, citazioni da altri autori (se ne trovano, per esempio, alcune di Dante e Petrarca), e cerca di cogliere i cenni alla ricezione dei testi di Franco. Completano l’elaborato l’apparato bibliografico e tre indici: delle epistole, dei destinatari e di tutti i nomi citati nella tesi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/215409
URN:NBN:IT:UNIPI-215409