La stimolazione cerebrale profonda è un trattamento efficace sui sintomi motori e non motori nella malattia di Parkinson (MP). Il sonno, infatti può essere modificato da tale trattamento. Basse frequenze di stimolazione del nucleo subtalamico(NST) sono utilizzate per migliorare la marcia in pazienti con MP, per possibile coinvolgimento del nucleo peduncolo pontino(NPP). L’obiettivo del nostro lavoro era di esplorare il differente effetto sul sonno di stimolazione a bassa frequenza (60Hz) e ad alta frequenza (130Hz). I parametri del sonno venivano anche confrontati con quelli di pazienti con MP con sola terapia farmacologica (MP-MED) e controlli sani (CS). Tutti i pazienti venivano sottoposti a registrazione polisonnografica, nel caso dei pazienti con stimolazione sono state effettuate due registrazioni, una con frequenza di stimolazione a 60Hz e l’altra a 130Hz. E’ stata quindi effettuata l’analisi della micro e macro struttura del sonno, analisi quantitativa della potenza spettrale dell’EEG e delle oscillazioni lente di sonno. Abbiamo reclutato 10 paziente con MP con stimolazione (MP-STIM), 10 MP-MED, 10 CS, senza differenze per età nei 3 gruppi, né per durata di malattia nei pazienti. MP-STIM presentavano una durata di sonno REM maggiore a 60Hz confrontata con 130Hz. Il sonno NREM non si modificava. MP-MED presentavano peggiori parametri di sonno dei CS sia nella micro che macrostruttura del sonno, mentre i pazienti MP-STIM presentavano valori intermedi tra PD-MED e CS. Nell’analisi quantitativa dell’EEG è stato evidenziato un aumento dell’attività Theta a 60Hz. Basse frequenze di stimolazione possono modulare il sonno per un possibile effetto su NPP, come proposto per spiegare il miglioramento sulla marcia che tali hanno tali frequenze.

Sleep modulation in Parkinson's Disease patients with Deep Brain Stimulation: the role of frequency variations

DEL PRETE, ELEONORA
2021

Abstract

La stimolazione cerebrale profonda è un trattamento efficace sui sintomi motori e non motori nella malattia di Parkinson (MP). Il sonno, infatti può essere modificato da tale trattamento. Basse frequenze di stimolazione del nucleo subtalamico(NST) sono utilizzate per migliorare la marcia in pazienti con MP, per possibile coinvolgimento del nucleo peduncolo pontino(NPP). L’obiettivo del nostro lavoro era di esplorare il differente effetto sul sonno di stimolazione a bassa frequenza (60Hz) e ad alta frequenza (130Hz). I parametri del sonno venivano anche confrontati con quelli di pazienti con MP con sola terapia farmacologica (MP-MED) e controlli sani (CS). Tutti i pazienti venivano sottoposti a registrazione polisonnografica, nel caso dei pazienti con stimolazione sono state effettuate due registrazioni, una con frequenza di stimolazione a 60Hz e l’altra a 130Hz. E’ stata quindi effettuata l’analisi della micro e macro struttura del sonno, analisi quantitativa della potenza spettrale dell’EEG e delle oscillazioni lente di sonno. Abbiamo reclutato 10 paziente con MP con stimolazione (MP-STIM), 10 MP-MED, 10 CS, senza differenze per età nei 3 gruppi, né per durata di malattia nei pazienti. MP-STIM presentavano una durata di sonno REM maggiore a 60Hz confrontata con 130Hz. Il sonno NREM non si modificava. MP-MED presentavano peggiori parametri di sonno dei CS sia nella micro che macrostruttura del sonno, mentre i pazienti MP-STIM presentavano valori intermedi tra PD-MED e CS. Nell’analisi quantitativa dell’EEG è stato evidenziato un aumento dell’attività Theta a 60Hz. Basse frequenze di stimolazione possono modulare il sonno per un possibile effetto su NPP, come proposto per spiegare il miglioramento sulla marcia che tali hanno tali frequenze.
4-nov-2021
Italiano
malattia di Parkinson
nucleo peduncolo pontino
sonno
sonno REM
stimolazione cerebrale profonda
Bonanni, Enrica
Ceravolo, Roberto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/215438
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-215438