La ricerca si propone di esaminare la relazione che si instaura tra corti e società civile attraverso la partecipazione di quest’ultima al controllo di costituzionalità delle leggi in qualità di amicus curiae. In particolare, lo studio intende apprezzare, sotto un profilo quantitativo e qualitativo ed in una prospettiva comparatistica, il grado di partecipazione degli «amici della corte» e la loro influenza sull’iter decisionale ed argomentativo dei giudici. Oggetto dell’indagine sono la Corte Suprema degli Stati Uniti, dinanzi alla quale l’amicus curiae ha trovato la sua più compiuta espressione, e la Corte costituzionale italiana che – nell’ambito di una svolta comunicativa improntata all’apertura e al dialogo – ha recentemente introdotto l’istituto con una modifica delle Norme integrative. La ricostruzione del caso statunitense conferma la duttilità dell’istituto, ma, soprattutto, rende evidente la funzione partecipativa e rappresentativa insita nello stesso, che si manifesta secondo una duplice direzione: l’amicus curiae come strumento di interazione tra società civile e Corte Suprema e l’amicus curiae come occasione di confronto e dialogo all’interno della stessa società civile. L’analisi offre, dunque, spunti utili per l’ordinamento italiano in ordine alla natura della partecipazione processuale degli amici curiae, alla qualità del contributo che i titolari di interessi collettivi e diffusi possono utilmente offrire alla Corte costituzionale, ma anche ai rischi legati a critiche strumentali e al coinvolgimento del Giudice delle leggi nell’agone politico. Il confronto tra le due esperienze rivela che il mutare della realtà economica, politica e sociale ha imposto alle corti di confrontarsi con il tema della partecipazione, che è intrinsecamente connesso con il problema del ruolo delle giurisdizioni costituzionali e supreme nelle democrazie moderne e, in ultima battuta, della loro legittimazione. This research explores the relationship between courts and civil society through the participation of the latter in constitutional adjudication as amicus curiae. Specifically, the study aims to assess, from both quantitative and qualitative perspectives and in a comparative context, the extent of participation by «friends of the court» and their influence on judicial decision-making and reasoning. The focus is on the United States Supreme Court, where the amicus curiae has reached its fullest expression, and the Italian Constitutional Court, which has recently introduced the institution through amendments to its internal rules as part of a broader strategy for greater openness and dialogue. The U.S. case highlights the flexibility of the amicus curiae and underscores its participatory and representative function, which takes two forms: amicus curiae briefs serve both as a tool for interaction between civil society and the Supreme Court, and as a platform for dialogue and exchange within civil society itself. This analysis offers valuable insights for the Italian legal system, particularly regarding the nature of amicus curiae participation, the quality of the inputs that groups with collective and diffuse interests can provide to the Constitutional Court, as well as the potential risks of instrumental criticism and the Court's involvement in political debate. The comparison between these two experiences reveals that shifting economic, political, and social realities have compelled courts to grapple with the issue of public participation – an issue intrinsically tied to the broader question of the role of constitutional and supreme courts in modern democracies, and ultimately, their legitimacy.

Controllo di costituzionalità e amici curiae: la partecipazione al processo della società civile nell’esperienza statunitense e italiana

BIZZARI, RACHELE
2024

Abstract

La ricerca si propone di esaminare la relazione che si instaura tra corti e società civile attraverso la partecipazione di quest’ultima al controllo di costituzionalità delle leggi in qualità di amicus curiae. In particolare, lo studio intende apprezzare, sotto un profilo quantitativo e qualitativo ed in una prospettiva comparatistica, il grado di partecipazione degli «amici della corte» e la loro influenza sull’iter decisionale ed argomentativo dei giudici. Oggetto dell’indagine sono la Corte Suprema degli Stati Uniti, dinanzi alla quale l’amicus curiae ha trovato la sua più compiuta espressione, e la Corte costituzionale italiana che – nell’ambito di una svolta comunicativa improntata all’apertura e al dialogo – ha recentemente introdotto l’istituto con una modifica delle Norme integrative. La ricostruzione del caso statunitense conferma la duttilità dell’istituto, ma, soprattutto, rende evidente la funzione partecipativa e rappresentativa insita nello stesso, che si manifesta secondo una duplice direzione: l’amicus curiae come strumento di interazione tra società civile e Corte Suprema e l’amicus curiae come occasione di confronto e dialogo all’interno della stessa società civile. L’analisi offre, dunque, spunti utili per l’ordinamento italiano in ordine alla natura della partecipazione processuale degli amici curiae, alla qualità del contributo che i titolari di interessi collettivi e diffusi possono utilmente offrire alla Corte costituzionale, ma anche ai rischi legati a critiche strumentali e al coinvolgimento del Giudice delle leggi nell’agone politico. Il confronto tra le due esperienze rivela che il mutare della realtà economica, politica e sociale ha imposto alle corti di confrontarsi con il tema della partecipazione, che è intrinsecamente connesso con il problema del ruolo delle giurisdizioni costituzionali e supreme nelle democrazie moderne e, in ultima battuta, della loro legittimazione. This research explores the relationship between courts and civil society through the participation of the latter in constitutional adjudication as amicus curiae. Specifically, the study aims to assess, from both quantitative and qualitative perspectives and in a comparative context, the extent of participation by «friends of the court» and their influence on judicial decision-making and reasoning. The focus is on the United States Supreme Court, where the amicus curiae has reached its fullest expression, and the Italian Constitutional Court, which has recently introduced the institution through amendments to its internal rules as part of a broader strategy for greater openness and dialogue. The U.S. case highlights the flexibility of the amicus curiae and underscores its participatory and representative function, which takes two forms: amicus curiae briefs serve both as a tool for interaction between civil society and the Supreme Court, and as a platform for dialogue and exchange within civil society itself. This analysis offers valuable insights for the Italian legal system, particularly regarding the nature of amicus curiae participation, the quality of the inputs that groups with collective and diffuse interests can provide to the Constitutional Court, as well as the potential risks of instrumental criticism and the Court's involvement in political debate. The comparison between these two experiences reveals that shifting economic, political, and social realities have compelled courts to grapple with the issue of public participation – an issue intrinsically tied to the broader question of the role of constitutional and supreme courts in modern democracies, and ultimately, their legitimacy.
2-ott-2024
Italiano
amicus curiae
civil society
constitutional adjudication
controllo di costituzionalità delle leggi
Corte costituzionale italiana
Corte Suprema degli Stati Uniti
countermajoritarian difficulty
difficoltà contromaggioritaria
Italian Constitutional Court
judicial lobbying
società civile
U.S. Supreme Court
Sperti, Angioletta
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/215499
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-215499