La tesi si occupa della caratterizzazione di Socrate come incantatore nei dialoghi di Platone e ne indaga i motivi e gli obiettivi. L’incanto della parola di Socrate viene messa a confronto con la produzione letteraria e poetica precedente per dimostrare la volontà di Platone di inserirsi nel solco della tradizione. Dopo un'analisi in ordine cronologico di tutti i contributi principali sul problema, la Parte prima si concentra sull’immagine letteraria della poesia incantatrice da Omero a Pindaro, con incursioni nel teatro e nella produzione di Gorgia. Nella Parte seconda sono esposti i risultati della ricerca sull’incanto di Socrate nelle opere di Platone: passi da Carmide, Menone, Simposio, Fedone, Teeteto e infine Leggi dimostrano un intento coerente dall’inizio alla fine della produzione di Platone, sia per gli obiettivi sia per la sezione che occupano nel dialogo. L’incanto compare infatti in luoghi di particolare interesse (avvio della discussione, intermezzi, conclusione), necessari a guidare il lettore verso la comprensione del tema trattato nei singoli dialoghi. La parola incantatrice di Socrate è rivolta ai giovani in un’ottica paideutica, ricoprendo lo stesso ruolo che ha la poesia nelle Leggi. Platone si inserisce così nel solco della tradizione precedente, presentandosi come autore di un nuovo e migliore tipo di produzione poetica: il dialogo. A chiudere la tesi si trova un’Appendice che riporta l’elenco ragionato delle occorrenze oggetto di studio, divise per macro-famiglie lessicali.
L’incanto di Socrate: persuasione, poesia e ricerca
MARCHISIO, LAURA
2024
Abstract
La tesi si occupa della caratterizzazione di Socrate come incantatore nei dialoghi di Platone e ne indaga i motivi e gli obiettivi. L’incanto della parola di Socrate viene messa a confronto con la produzione letteraria e poetica precedente per dimostrare la volontà di Platone di inserirsi nel solco della tradizione. Dopo un'analisi in ordine cronologico di tutti i contributi principali sul problema, la Parte prima si concentra sull’immagine letteraria della poesia incantatrice da Omero a Pindaro, con incursioni nel teatro e nella produzione di Gorgia. Nella Parte seconda sono esposti i risultati della ricerca sull’incanto di Socrate nelle opere di Platone: passi da Carmide, Menone, Simposio, Fedone, Teeteto e infine Leggi dimostrano un intento coerente dall’inizio alla fine della produzione di Platone, sia per gli obiettivi sia per la sezione che occupano nel dialogo. L’incanto compare infatti in luoghi di particolare interesse (avvio della discussione, intermezzi, conclusione), necessari a guidare il lettore verso la comprensione del tema trattato nei singoli dialoghi. La parola incantatrice di Socrate è rivolta ai giovani in un’ottica paideutica, ricoprendo lo stesso ruolo che ha la poesia nelle Leggi. Platone si inserisce così nel solco della tradizione precedente, presentandosi come autore di un nuovo e migliore tipo di produzione poetica: il dialogo. A chiudere la tesi si trova un’Appendice che riporta l’elenco ragionato delle occorrenze oggetto di studio, divise per macro-famiglie lessicali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/216384
URN:NBN:IT:UNIPI-216384