Il lavoro si propone di analizzare, dal punto di vista del penalista, le tematiche di fine vita, eleggendo a paradigma le situazioni degli individui, la cui sopravvivenza dipende dal funzionamento di uno strumento medico. In primo luogo, vengono affrontate le questioni relative ai valori costituzionali, che regolano il diritto alla vita, il diritto alla salute e quello all'autodeterminazione dei singoli. Principi di pari rango, che †" nella discussione circa la possibilità  di interrompere cure salva vita †" entrano, almeno potenzialmente, in conflitto tra loro. L'apparente antinomia viene calata nella realtà  giuridica e sociale contemporanea, nella quale il principio di laicità  assurge ad elemento cardine. Da un punto di vista strettamente penalistico, vengono affrontate le fattispecie astratte che entrano in gioco nelle dinamiche di fine vita (579 e 580 c.p.), nonchà© la questione del conflitto di doveri ed i suoi riflessi sulla volontà  del soggetto agente. Doverose considerazioni sono riservate al rapporto medico paziente ed alle implicazioni penali dell'intervento medico arbitrario. Nondimeno, uno sguardo ਠrivolto alla vittima del reato, al fine di comprendere il suo ruolo processuale ed il valore giuridico del suo eventuale dissenso rispetto a trattamenti sanitari indesiderati. Infine, vengono esaminati due noti casi giurisprudenziali, che offrono la visione della giurisprudenza sul tema, si discutono le perplessità  della dottrina e dei commentatori politici sulle soluzioni de jure condito, nonchà© le possibili strade che il legislatore potrebbe affrontare nel regolare il delicato settore.

Fine vita e diritto penale

2015

Abstract

Il lavoro si propone di analizzare, dal punto di vista del penalista, le tematiche di fine vita, eleggendo a paradigma le situazioni degli individui, la cui sopravvivenza dipende dal funzionamento di uno strumento medico. In primo luogo, vengono affrontate le questioni relative ai valori costituzionali, che regolano il diritto alla vita, il diritto alla salute e quello all'autodeterminazione dei singoli. Principi di pari rango, che †" nella discussione circa la possibilità  di interrompere cure salva vita †" entrano, almeno potenzialmente, in conflitto tra loro. L'apparente antinomia viene calata nella realtà  giuridica e sociale contemporanea, nella quale il principio di laicità  assurge ad elemento cardine. Da un punto di vista strettamente penalistico, vengono affrontate le fattispecie astratte che entrano in gioco nelle dinamiche di fine vita (579 e 580 c.p.), nonchà© la questione del conflitto di doveri ed i suoi riflessi sulla volontà  del soggetto agente. Doverose considerazioni sono riservate al rapporto medico paziente ed alle implicazioni penali dell'intervento medico arbitrario. Nondimeno, uno sguardo ਠrivolto alla vittima del reato, al fine di comprendere il suo ruolo processuale ed il valore giuridico del suo eventuale dissenso rispetto a trattamenti sanitari indesiderati. Infine, vengono esaminati due noti casi giurisprudenziali, che offrono la visione della giurisprudenza sul tema, si discutono le perplessità  della dottrina e dei commentatori politici sulle soluzioni de jure condito, nonchà© le possibili strade che il legislatore potrebbe affrontare nel regolare il delicato settore.
2015
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze giuridiche::Law
Scienze giuridiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze giuridiche::DIRITTO PENALE
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/224824
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-224824