L'indagine muove da un'analisi metagiurisprudenziale e metateorica, che ci consegna la definizione dell'abuso del diritto come deviazione finalistica della condotta rispetto allo scopo tipico della prerogativa; facendo cosଠcoincidere gli interessi perseguibili con i soli interessi tipici. Di qui il divieto di perseguire interessi ulteriori e diversi (stipulativamente: atipici). Ciಠpostula la configurazione di una generale implicita, che per ogni scopo tipico qualifichi come vietato ogni altro scopo. L'analisi di alcuni dei luoghi di emersione normativa dell'interesse (art. 1343, 1344, 1345, 1353, 1355, 1174, 1322, 2373 c.c.) suggerisce la diversa conclusione che gli scopi atipici sono in sà© neutri, e attendono di essere qualificati. La liceità , intesa come non contrarietà a norma imperativa, ordine pubblico e buon costume, e la meritevolezza valgono come requisiti di validità della fonte attributiva del diritto e come criterio di delimitazione della sfera applicativa della fonte legale o della †œfonte muta†� (i.e. valida fonte autonoma che non rechi limiti alle modalità di esercizio del diritto). Quando lo scopo dell'atto sia lecito e la condotta integri la fattispecie attributiva del diritto, l'atto produce i suoi effetti ed esclude l'antigiuridicità del comportamento; esso, nondimeno, puಠrilevare per altra fattispecie, che lo qualifichi ricollegandovi altri effetti (es. contrarietà a buona fede).
Abuso del diritto e scopo illecito
2015
Abstract
L'indagine muove da un'analisi metagiurisprudenziale e metateorica, che ci consegna la definizione dell'abuso del diritto come deviazione finalistica della condotta rispetto allo scopo tipico della prerogativa; facendo cosଠcoincidere gli interessi perseguibili con i soli interessi tipici. Di qui il divieto di perseguire interessi ulteriori e diversi (stipulativamente: atipici). Ciಠpostula la configurazione di una generale implicita, che per ogni scopo tipico qualifichi come vietato ogni altro scopo. L'analisi di alcuni dei luoghi di emersione normativa dell'interesse (art. 1343, 1344, 1345, 1353, 1355, 1174, 1322, 2373 c.c.) suggerisce la diversa conclusione che gli scopi atipici sono in sà© neutri, e attendono di essere qualificati. La liceità , intesa come non contrarietà a norma imperativa, ordine pubblico e buon costume, e la meritevolezza valgono come requisiti di validità della fonte attributiva del diritto e come criterio di delimitazione della sfera applicativa della fonte legale o della †œfonte muta†� (i.e. valida fonte autonoma che non rechi limiti alle modalità di esercizio del diritto). Quando lo scopo dell'atto sia lecito e la condotta integri la fattispecie attributiva del diritto, l'atto produce i suoi effetti ed esclude l'antigiuridicità del comportamento; esso, nondimeno, puಠrilevare per altra fattispecie, che lo qualifichi ricollegandovi altri effetti (es. contrarietà a buona fede).I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/224826
URN:NBN:IT:UNIROMA3-224826