Il mio lavoro consiste anzitutto nella valorizzazione dell'esperienza drammaturgica di Pasolini, non pi๠considerata quale attività  secondaria e accessoria del suo itinerario, ma indagata nei suoi caratteri di originalità  all'interno del panorama italiano, allargando anche il quadro al contesto internazionale. Persuasa e affascinata dall'importanza ascritta dallo stesso autore alla sua opera teatrale, ho avviato la mia ricerca sin dagli scritti teatrali giovanili, per mettere in luce la continuità  non solo dell'interesse ma anche della riflessione drammaturgica nell'intero percorso pasoliniano, come dimostrazione che la drammaturgia ਠsempre stata materia di studio per il poeta friulano. Conducendo poi un'attenta analisi del corpus delle sei tragedie del 1966 (Orgia, Affabulazione, Pilade, Calderà²n e Bestia da stile), indagate nel loro interscambio tra antico e moderno, ਠstato possibile individuare proprio nella dialettica fra recupero delle fonti classiche e volontà  avanguardistica la cifra innovativa del teatro di Pasolini. Nasce di qui il tentativo di intraprendere un'originale riprospettazione in chiave moderna dei grandi miti, lungo una sperimentazione che conduce anche alla contaminazione tra parola drammaturgica e visione cinematografica, nella feconda dialettica che si instaura nell'attività  pasoliniana tra cinema e teatro. Il cuore pulsante della ricerca ਠrappresentato dal tentativo di ricostruire un quadro di relazioni nazionali ma soprattutto internazionali che intendono aprire prospettive del tutto nuove ed originali sull'ottica drammaturgica di Pasolini e la sua capacità  di dialogo con il panorama contemporaneo. Particolare attenzione ਠstata dedicata alla tradizione del teatro novecentesco in versi, ad iniziare dal nostro d'Annunzio, per procedere con il teatro in versi di Mario Luzi e arrivare ad analizzare esperienze drammaturgiche come quelle di W. B. Yeast, T. S. Eliot e Peter Weiss: l'azzardata scommessa teatrale di Pasolini ha infatti in questo filone uno dei suoi pi๠rilevanti punti di riferimento. Ma la tesi porta in luce anche la capillare volontà  di fruizione da parte di Pasolini di quanto di pi๠nuovo e innovativo si muove nel panorama drammaturgico internazionale: dal riconoscimento del magistero brechtiano alle suggestioni della rivoluzione operata dal Living Theatre fino al fascino emanato dai membri della Beat Generation e, in particolare, da Allen Ginsberg. Il tutto senza dimenticare le esperienze nazionali, affrontate, in positivo o in negativo, da Eduardo De Filippo, Carmelo Bene e Giovanni Testori (considerati gli esperimenti drammaturgici di pi๠felice riuscita nel teatro moderno) fino alla polemica con il Gruppo 63, in particolare con Edoardo Sanguineti. La tesi ha dunque l'obiettivo di far emergere un nuovo volto di Pasolini, finora misconosciuto, quello del drammaturgo impegnato in una difficile scommessa, sostanziata da un recupero delle tematiche mitiche e classiche ma al contempo proiettata in un'azzardata proposta di innovazione novecentesca, del tutto al passo con le contemporanee sperimentazioni a livello internazionale. La molteplicità  di connessioni riscontrate e analizzate, garantiscono il dato, sostanzialmente acquisito, dell'assunzione, ancora non del tutto proclamata e riconosciuta dalla critica, di Pasolini come punto di riferimento per le innovazione teatrali pi๠significative dagli anni Settanta ad oggi.

La sperimentazione teatrale di Pier Paolo Pasolini nel panorama drammaturgico novecentesco

2014

Abstract

Il mio lavoro consiste anzitutto nella valorizzazione dell'esperienza drammaturgica di Pasolini, non pi๠considerata quale attività  secondaria e accessoria del suo itinerario, ma indagata nei suoi caratteri di originalità  all'interno del panorama italiano, allargando anche il quadro al contesto internazionale. Persuasa e affascinata dall'importanza ascritta dallo stesso autore alla sua opera teatrale, ho avviato la mia ricerca sin dagli scritti teatrali giovanili, per mettere in luce la continuità  non solo dell'interesse ma anche della riflessione drammaturgica nell'intero percorso pasoliniano, come dimostrazione che la drammaturgia ਠsempre stata materia di studio per il poeta friulano. Conducendo poi un'attenta analisi del corpus delle sei tragedie del 1966 (Orgia, Affabulazione, Pilade, Calderà²n e Bestia da stile), indagate nel loro interscambio tra antico e moderno, ਠstato possibile individuare proprio nella dialettica fra recupero delle fonti classiche e volontà  avanguardistica la cifra innovativa del teatro di Pasolini. Nasce di qui il tentativo di intraprendere un'originale riprospettazione in chiave moderna dei grandi miti, lungo una sperimentazione che conduce anche alla contaminazione tra parola drammaturgica e visione cinematografica, nella feconda dialettica che si instaura nell'attività  pasoliniana tra cinema e teatro. Il cuore pulsante della ricerca ਠrappresentato dal tentativo di ricostruire un quadro di relazioni nazionali ma soprattutto internazionali che intendono aprire prospettive del tutto nuove ed originali sull'ottica drammaturgica di Pasolini e la sua capacità  di dialogo con il panorama contemporaneo. Particolare attenzione ਠstata dedicata alla tradizione del teatro novecentesco in versi, ad iniziare dal nostro d'Annunzio, per procedere con il teatro in versi di Mario Luzi e arrivare ad analizzare esperienze drammaturgiche come quelle di W. B. Yeast, T. S. Eliot e Peter Weiss: l'azzardata scommessa teatrale di Pasolini ha infatti in questo filone uno dei suoi pi๠rilevanti punti di riferimento. Ma la tesi porta in luce anche la capillare volontà  di fruizione da parte di Pasolini di quanto di pi๠nuovo e innovativo si muove nel panorama drammaturgico internazionale: dal riconoscimento del magistero brechtiano alle suggestioni della rivoluzione operata dal Living Theatre fino al fascino emanato dai membri della Beat Generation e, in particolare, da Allen Ginsberg. Il tutto senza dimenticare le esperienze nazionali, affrontate, in positivo o in negativo, da Eduardo De Filippo, Carmelo Bene e Giovanni Testori (considerati gli esperimenti drammaturgici di pi๠felice riuscita nel teatro moderno) fino alla polemica con il Gruppo 63, in particolare con Edoardo Sanguineti. La tesi ha dunque l'obiettivo di far emergere un nuovo volto di Pasolini, finora misconosciuto, quello del drammaturgo impegnato in una difficile scommessa, sostanziata da un recupero delle tematiche mitiche e classiche ma al contempo proiettata in un'azzardata proposta di innovazione novecentesca, del tutto al passo con le contemporanee sperimentazioni a livello internazionale. La molteplicità  di connessioni riscontrate e analizzate, garantiscono il dato, sostanzialmente acquisito, dell'assunzione, ancora non del tutto proclamata e riconosciuta dalla critica, di Pasolini come punto di riferimento per le innovazione teatrali pi๠significative dagli anni Settanta ad oggi.
2014
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::Literature
Novecento
Pier Paolo Pasolini
poesia
Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::LETTERATURA ITALIANA
teatro
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/224863
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-224863