I pazienti con malattia di Parkinson (PD) presentano deficit di elaborazione temporale. Gli effetti della terapia con L-dopa sulla capacita' di stimare lo scorrere del tempo non sono ancora chiari in quanto sono stati osservati sia effetti positivi che negativi. Il presente studio e' stato progettato per analizzare la capacita' di stimare la durata di intervalli di tempo sia brevi che unghi in pazienti con PD, e l'effetto della somministrazione di L-dopa. Dieci pazienti con PD sono stati confrontati con 10 soggetti sani appaiati per eta' e scolarita'. Abbiamo valutato la possibilita' di stimare gli intervalli di tempo tra 1 a 5 s (brevi intervalli di tempo), cosi' come intervalli di 40-90 s (lunghi intervalli di tempo). Per la stima del tempo, abbiamo utilizzato sia prove che richiedono conteggio mentale nonche' compiti che non lo consentono. Nei pazienti con PD, gli effetti della L-dopa sulla stima del tempo sono stati valutati confrontando i risultati ottenuti prima (OFF) e due ore dopo la somministrazione del farmaco (ON). La stima di brevi intervalli di tempo, quando era possibile il conteggio mentale, ha dimostrato che i pazienti con PD in stato OFF percepivano, rispetto ai controlli, gli intervalli di tempo come piu' lunghi del normale. Questa condizione si normalizzava in stato ON, cosi' da non essere significativamente diversa dai controlli. Quando non e' stato consentito il conteggio mentale, i pazienti in stato OFF eseguivano la stima del tempo peggio dei soggetti normali e la somministrazione di L-dopa (stato ON), invece di normalizzare la condizione, ha aumentato il tasso di errore. Nella stima degli intervalli di tempo piu' lunghi, i pazienti con PD in stato OFF mostravano solo un errore modesto nella stima del tempo, che migliorava dopo assunzione di L-dopa, sia quando il conteggio mentale era possibile sia quando non lo era. Nei pazienti con PD, la stima del tempo dipende dalla disponibilita' di dopamina. Per la stima di brevi intervalli di tempo, la L-dopa sembra avere una duplice azione paradossa: migliora la prestazione quando il conteggio e' possibile e peggiora la stima quando il conteggio mentale non e' possibile e, quindi, presumibilmente altri meccanismi cognitivi sono coinvolti. Pertanto, i diversi comportamenti osservati in seguito alla somministrazione di L-dopa sulla stima di brevi e lunghi intervalli indicano il coinvolgimento di diversi timer interni.
Dopaminergic System and cognitive function
2011
Abstract
I pazienti con malattia di Parkinson (PD) presentano deficit di elaborazione temporale. Gli effetti della terapia con L-dopa sulla capacita' di stimare lo scorrere del tempo non sono ancora chiari in quanto sono stati osservati sia effetti positivi che negativi. Il presente studio e' stato progettato per analizzare la capacita' di stimare la durata di intervalli di tempo sia brevi che unghi in pazienti con PD, e l'effetto della somministrazione di L-dopa. Dieci pazienti con PD sono stati confrontati con 10 soggetti sani appaiati per eta' e scolarita'. Abbiamo valutato la possibilita' di stimare gli intervalli di tempo tra 1 a 5 s (brevi intervalli di tempo), cosi' come intervalli di 40-90 s (lunghi intervalli di tempo). Per la stima del tempo, abbiamo utilizzato sia prove che richiedono conteggio mentale nonche' compiti che non lo consentono. Nei pazienti con PD, gli effetti della L-dopa sulla stima del tempo sono stati valutati confrontando i risultati ottenuti prima (OFF) e due ore dopo la somministrazione del farmaco (ON). La stima di brevi intervalli di tempo, quando era possibile il conteggio mentale, ha dimostrato che i pazienti con PD in stato OFF percepivano, rispetto ai controlli, gli intervalli di tempo come piu' lunghi del normale. Questa condizione si normalizzava in stato ON, cosi' da non essere significativamente diversa dai controlli. Quando non e' stato consentito il conteggio mentale, i pazienti in stato OFF eseguivano la stima del tempo peggio dei soggetti normali e la somministrazione di L-dopa (stato ON), invece di normalizzare la condizione, ha aumentato il tasso di errore. Nella stima degli intervalli di tempo piu' lunghi, i pazienti con PD in stato OFF mostravano solo un errore modesto nella stima del tempo, che migliorava dopo assunzione di L-dopa, sia quando il conteggio mentale era possibile sia quando non lo era. Nei pazienti con PD, la stima del tempo dipende dalla disponibilita' di dopamina. Per la stima di brevi intervalli di tempo, la L-dopa sembra avere una duplice azione paradossa: migliora la prestazione quando il conteggio e' possibile e peggiora la stima quando il conteggio mentale non e' possibile e, quindi, presumibilmente altri meccanismi cognitivi sono coinvolti. Pertanto, i diversi comportamenti osservati in seguito alla somministrazione di L-dopa sulla stima di brevi e lunghi intervalli indicano il coinvolgimento di diversi timer interni.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/230962
URN:NBN:IT:UNICT-230962