L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita'), gia' dal 1948, definiva la salute come qualcosa di piu' della sola assenza di malattia: uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Inizio' ad emergere, quindi, una chiave di lettura innovativa del concetto di salute, che e' stata successivamente adottata dal modello biopsicosociale. Attraverso questo nuovo approccio, la disabilita' viene intesa, infatti, come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali e quelli ambientali che rappresentano la realta' in cui egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, puo' trovarsi in un ambiente sfavorevole che limita o restringe le proprie capacita'funzionali e di partecipazione sociale. L'ICF(International Classification of Functioning, Disability and Health), correlando la condizione di salute con l'ambiente, promuove un metodo di classificazione della salute, delle capacita' e delle limitazioni nello svolgimento delle diverse attivita', che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare affinche' l'individuo possa realizzare il proprio progetto di vita. La ricerca e' stata attuata nell'ambito delle attivita' del CInAP-Centro per l'Integrazione Attiva e Partecipata dell'Universita' degli Studi di Catania. Lo studio e' nato dall'esigenza di verificare l'idoneita dell'utilizzo di tale modello per l'attribuzione e l'attivazione dei servizi offerti agli studenti universitari con disabilita'. Un'esigenza, questa, sorta dalla necessita' di rispondere, attraverso politiche mirate, alla responsabilita' di fornire a tali studenti pari opportunita' di studio.
Salute e disabilità secondo il modello biopsicosociale. Una ricerca applicata nel contesto universitario catanese
2011
Abstract
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita'), gia' dal 1948, definiva la salute come qualcosa di piu' della sola assenza di malattia: uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Inizio' ad emergere, quindi, una chiave di lettura innovativa del concetto di salute, che e' stata successivamente adottata dal modello biopsicosociale. Attraverso questo nuovo approccio, la disabilita' viene intesa, infatti, come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali e quelli ambientali che rappresentano la realta' in cui egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, puo' trovarsi in un ambiente sfavorevole che limita o restringe le proprie capacita'funzionali e di partecipazione sociale. L'ICF(International Classification of Functioning, Disability and Health), correlando la condizione di salute con l'ambiente, promuove un metodo di classificazione della salute, delle capacita' e delle limitazioni nello svolgimento delle diverse attivita', che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare affinche' l'individuo possa realizzare il proprio progetto di vita. La ricerca e' stata attuata nell'ambito delle attivita' del CInAP-Centro per l'Integrazione Attiva e Partecipata dell'Universita' degli Studi di Catania. Lo studio e' nato dall'esigenza di verificare l'idoneita dell'utilizzo di tale modello per l'attribuzione e l'attivazione dei servizi offerti agli studenti universitari con disabilita'. Un'esigenza, questa, sorta dalla necessita' di rispondere, attraverso politiche mirate, alla responsabilita' di fornire a tali studenti pari opportunita' di studio.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/231963
URN:NBN:IT:UNICT-231963