Negli ultimi trentàƒ à,¢ anni la situazione geopolitica nel mondo, e soprattutto nel continente euroasiatico, àƒ àƒ à,¨ profondamente cambiata, con una velocitàƒ àƒ à,  prima impensabile. Giàƒ àƒ à,  a partire dagli anni àƒ à,¢ 60 il sistema internazionale andava modificandosi e il bipolarismo originario andava evolvendosi verso forme piàƒ àƒ à,¹ complesse. Dapprima, làƒ à,¢ Europa, unificata volontariamente nei Trattati di Roma, e la Cina, della rivoluzione maoista, cominciavano a mettere in discussione le loro alleanze àƒ à,¢ naturaliàƒ à,¢ àƒ à,¢ rispettivamente àƒ à,¢ con USA e URSS, le superpotenze della seconda metàƒ àƒ à,  àƒ à,¢ secolo breveàƒ à,¢ . Successivamente a questi quattro poli della politica mondiale se ne aggiungeva un altro, quello che Kennedy definisce il àƒ à,¢ resto del mondoàƒ à,¢ , organizzazioni, gruppi di Stati, macroregioni culturali (il mondo arabo ne àƒ àƒ à,¨ làƒ à,¢ esempio piàƒ àƒ à,¹ eclatante) che di volta in volta si alternavano sul palcoscenico globale. Il mondo bipolare si trasformàƒ àƒ à,² in una pentarchia. In questo contesto, caduto il Muro, liquefatto il bipolarismo e messe in discussione le vecchie amicizie, làƒ à,¢ UE e la Federazione Russa cominciano a ripensare al loro rapporto. Di colpo, molte delle differenze che esistevano tra làƒ à,¢ Europa occidentale e la Russia ex-sovietica si appianano. Improvvisamente ci si rende conto che accordi, sillagmi, non sono solo possibili, ma addirittura vantaggiosi per entrambe le parti. La cooperazione nei vari settori, come quello energetico, della sicurezza e della difesa, dei diritti umani, della cultura e della scienza, lasciano intravedere nuovi orizzonti, tracciano nuovi spazi. Le nuove geografie non vengono peràƒ àƒ à,² tracciate sic et sempliciter nel giro di pochi decenni. Le cicatrici della storia pesano come montagne sul presente, che cerca di volare affannosamente verso il futuro. Cosàƒ àƒ à,¬ i rapporti tra Europa e Russia non sono liberi da vecchie ruggini, da malintesi irrisolti, dal peso della storia. E paradossalmente, oggi, queste diffidenze, questi rancori, la Russia li nutre maggiormente proprio nei confronti degli alleati di un tempo, oggi parte effettiva dellàƒ à,¢ Europa. Certo, Stalin non avrebbe mai potuto immaginare che nel giro di pochi decenni, addirittura la Germania (seguita dallàƒ à,¢ Italia) sarebbe diventata il miglior partner europeo della Russia, e che invece coi àƒ à,¢ fratelli polacchiàƒ à,¢ e soprattutto con la Lettonia àƒ à,¢ un tempo parte dellàƒ à,¢ URSS àƒ à,¢ si sarebbero istaurati dei rapporti freddi e poco armoniosi. Vi àƒ àƒ à,¨ indubbiamente una tendenza alla cooperazione, soprattutto in settori strategici dellàƒ à,¢ economia - il settore energetico e quello dei trasporti, in primis. àƒ la globalizzazione che spinge làƒ à,¢ Europa e la Russia a cooperare. Gli obiettivi della Russia e dellàƒ à,¢ Europa sono simili, ma asimmetrici: la puntualitàƒ àƒ à,  delle forniture di gas e di petrolio russo sul territorio dellàƒ à,¢ Unione Europea, làƒ à,¢ armonizzazione del settore dei trasporti, la cooperazione per lo scambio di informazioni, la riduzione delle sostanze nocive nellàƒ à,¢ atmosfera, la prevenzione dei conflitti, la garanzia della sicurezza e della difesa. Il dialogo russo-europeo nel settore dei trasporti rispecchia gli interessi geopolitici delle parti. Le strategie per lo sviluppo delle infrastrutture enfatizzano la diversitàƒ àƒ à,  degli approcci: il modello russo, prevalentemente, àƒ àƒ à,¨ basato sullàƒ à,¢ esportazione delle risorse energetiche; il modello europeo si ispira ai principi dello sviluppo sostenibile e punta con decisione sullàƒ à,¢ innovazione tecnologica. I corridoi paneuropei che collegano làƒ à,¢ Europa e la Russia, sono àƒ à,¢ strade trafficateàƒ à,¢ . Safety, logistica, trasparenza sono le parole maggiormente pronunciate. Il nuovo millennio ha portato delle nuove prospettive di cooperazione nel continente euroasiatico. La Federazione Russia e làƒ à,¢ Unione Europea programmano un nuovo quadro di cooperazione, in quanto i contratti ed i trattati precedenti richiedono una revisione totale. Làƒ à,¢ andamento dei rapporti russo-europei àƒ àƒ à,¨ di interesse globale e riguarda e coinvolge anche altri àƒ à,¢ giocatoriàƒ à,¢ come gli USA, la Cina e le organizzazioni internazionali come làƒ à,¢ ONU e la NATO. La cooperazione attuale necessita di sviluppare una progettualitàƒ àƒ à,  comune. Quale saràƒ àƒ à,  làƒ à,¢ architettura delle relazioni russo-europee del XXI secolo? Prevarràƒ àƒ à,  la mancanza di fiducia reciproca, come nel secolo scorso? Riemergeranno le antiche divergenze nel modo di intendere la democrazia, la libertàƒ àƒ à, , la politica o si instaureràƒ àƒ à,  una stretta e amichevole cooperazione? Attualmente, la situazione sembra paradossale, entrambe le parti desiderano la stessa cosa: maggiore cooperazione con la maggiore trasparenza. Gli Stati dellàƒ à,¢ Europa occidentale guardano alla Russia con entusiasmo, ma làƒ à,¢ Unione la osserva con prudenza. Tale paradigma pone agli storici, ai geografi, ai politici due domande. La Russia e làƒ à,¢ Europa si sentono ancora due mondi antagonisti che convivono nello spazio euroasiatico? La risposta non àƒ àƒ à,¨ univoca perchàƒ àƒ à,© sia in Russia che in Europa i sentimenti sono contrastanti. Ma il presente sta giàƒ àƒ à,  scrivendo la Storia.

Russia - Europa e le asimmetrie geopolitiche

2011

Abstract

Negli ultimi trentàƒ à,¢ anni la situazione geopolitica nel mondo, e soprattutto nel continente euroasiatico, àƒ àƒ à,¨ profondamente cambiata, con una velocitàƒ àƒ à,  prima impensabile. Giàƒ àƒ à,  a partire dagli anni àƒ à,¢ 60 il sistema internazionale andava modificandosi e il bipolarismo originario andava evolvendosi verso forme piàƒ àƒ à,¹ complesse. Dapprima, làƒ à,¢ Europa, unificata volontariamente nei Trattati di Roma, e la Cina, della rivoluzione maoista, cominciavano a mettere in discussione le loro alleanze àƒ à,¢ naturaliàƒ à,¢ àƒ à,¢ rispettivamente àƒ à,¢ con USA e URSS, le superpotenze della seconda metàƒ àƒ à,  àƒ à,¢ secolo breveàƒ à,¢ . Successivamente a questi quattro poli della politica mondiale se ne aggiungeva un altro, quello che Kennedy definisce il àƒ à,¢ resto del mondoàƒ à,¢ , organizzazioni, gruppi di Stati, macroregioni culturali (il mondo arabo ne àƒ àƒ à,¨ làƒ à,¢ esempio piàƒ àƒ à,¹ eclatante) che di volta in volta si alternavano sul palcoscenico globale. Il mondo bipolare si trasformàƒ àƒ à,² in una pentarchia. In questo contesto, caduto il Muro, liquefatto il bipolarismo e messe in discussione le vecchie amicizie, làƒ à,¢ UE e la Federazione Russa cominciano a ripensare al loro rapporto. Di colpo, molte delle differenze che esistevano tra làƒ à,¢ Europa occidentale e la Russia ex-sovietica si appianano. Improvvisamente ci si rende conto che accordi, sillagmi, non sono solo possibili, ma addirittura vantaggiosi per entrambe le parti. La cooperazione nei vari settori, come quello energetico, della sicurezza e della difesa, dei diritti umani, della cultura e della scienza, lasciano intravedere nuovi orizzonti, tracciano nuovi spazi. Le nuove geografie non vengono peràƒ àƒ à,² tracciate sic et sempliciter nel giro di pochi decenni. Le cicatrici della storia pesano come montagne sul presente, che cerca di volare affannosamente verso il futuro. Cosàƒ àƒ à,¬ i rapporti tra Europa e Russia non sono liberi da vecchie ruggini, da malintesi irrisolti, dal peso della storia. E paradossalmente, oggi, queste diffidenze, questi rancori, la Russia li nutre maggiormente proprio nei confronti degli alleati di un tempo, oggi parte effettiva dellàƒ à,¢ Europa. Certo, Stalin non avrebbe mai potuto immaginare che nel giro di pochi decenni, addirittura la Germania (seguita dallàƒ à,¢ Italia) sarebbe diventata il miglior partner europeo della Russia, e che invece coi àƒ à,¢ fratelli polacchiàƒ à,¢ e soprattutto con la Lettonia àƒ à,¢ un tempo parte dellàƒ à,¢ URSS àƒ à,¢ si sarebbero istaurati dei rapporti freddi e poco armoniosi. Vi àƒ àƒ à,¨ indubbiamente una tendenza alla cooperazione, soprattutto in settori strategici dellàƒ à,¢ economia - il settore energetico e quello dei trasporti, in primis. àƒ la globalizzazione che spinge làƒ à,¢ Europa e la Russia a cooperare. Gli obiettivi della Russia e dellàƒ à,¢ Europa sono simili, ma asimmetrici: la puntualitàƒ àƒ à,  delle forniture di gas e di petrolio russo sul territorio dellàƒ à,¢ Unione Europea, làƒ à,¢ armonizzazione del settore dei trasporti, la cooperazione per lo scambio di informazioni, la riduzione delle sostanze nocive nellàƒ à,¢ atmosfera, la prevenzione dei conflitti, la garanzia della sicurezza e della difesa. Il dialogo russo-europeo nel settore dei trasporti rispecchia gli interessi geopolitici delle parti. Le strategie per lo sviluppo delle infrastrutture enfatizzano la diversitàƒ àƒ à,  degli approcci: il modello russo, prevalentemente, àƒ àƒ à,¨ basato sullàƒ à,¢ esportazione delle risorse energetiche; il modello europeo si ispira ai principi dello sviluppo sostenibile e punta con decisione sullàƒ à,¢ innovazione tecnologica. I corridoi paneuropei che collegano làƒ à,¢ Europa e la Russia, sono àƒ à,¢ strade trafficateàƒ à,¢ . Safety, logistica, trasparenza sono le parole maggiormente pronunciate. Il nuovo millennio ha portato delle nuove prospettive di cooperazione nel continente euroasiatico. La Federazione Russia e làƒ à,¢ Unione Europea programmano un nuovo quadro di cooperazione, in quanto i contratti ed i trattati precedenti richiedono una revisione totale. Làƒ à,¢ andamento dei rapporti russo-europei àƒ àƒ à,¨ di interesse globale e riguarda e coinvolge anche altri àƒ à,¢ giocatoriàƒ à,¢ come gli USA, la Cina e le organizzazioni internazionali come làƒ à,¢ ONU e la NATO. La cooperazione attuale necessita di sviluppare una progettualitàƒ àƒ à,  comune. Quale saràƒ àƒ à,  làƒ à,¢ architettura delle relazioni russo-europee del XXI secolo? Prevarràƒ àƒ à,  la mancanza di fiducia reciproca, come nel secolo scorso? Riemergeranno le antiche divergenze nel modo di intendere la democrazia, la libertàƒ àƒ à, , la politica o si instaureràƒ àƒ à,  una stretta e amichevole cooperazione? Attualmente, la situazione sembra paradossale, entrambe le parti desiderano la stessa cosa: maggiore cooperazione con la maggiore trasparenza. Gli Stati dellàƒ à,¢ Europa occidentale guardano alla Russia con entusiasmo, ma làƒ à,¢ Unione la osserva con prudenza. Tale paradigma pone agli storici, ai geografi, ai politici due domande. La Russia e làƒ à,¢ Europa si sentono ancora due mondi antagonisti che convivono nello spazio euroasiatico? La risposta non àƒ àƒ à,¨ univoca perchàƒ àƒ à,© sia in Russia che in Europa i sentimenti sono contrastanti. Ma il presente sta giàƒ àƒ à,  scrivendo la Storia.
2011
it
Categorie di ricerca oggetto::Campi di ricerca inter
lo sviluppo sostenibile - làƒ à,¢ interazione comunicativa àƒ à,¢ la tutela dellàƒ à,¢ ambiente àƒ à,¢ i collegamenti àƒ à,¢ i corridoi àƒ à,¢ il trasporto àƒ à,¢ la geopolitica àƒ à,¢ làƒ à,¢ Europa e la Russia àƒ à,¢ i rapporti internazionali àƒ à,¢ le asimmetrie àƒ à,¢ il sistema dei trasporti àƒ à,¢ le strategie dei trasporti àƒ à,¢ la pentarchia àƒ à,¢ la cooperazione paritaria àƒ à,¢ la diversitàƒ àƒ à,  concettuale àƒ à,¢ il sinallagma contrattuale.
Università degli Studi di Catania
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/232718
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-232718