Questo studio ha come oggetto evidente l'opera di un pittore contemporaneo, Gerhard Richter, ma e' meno un saggio di storia delle arti visive che il capitolo di una piu' ampia fenomenologia della visione. L'opera di Richter e' stata scelta come oggetto esemplare di un'indagine sullo statuto di realta' e sul contenuto di verita' delle immagini. La tesi di questa ricerca e' che l'intera opera del pittore tedesco sia una continua interrogazione sull'essere delle cose e sull'Essere piu' generale. I temi ricorrenti nella sua arte - la dispersione dei contorni, la confusione dei riflessi, l'agnosia visiva, la stratificazione delle immagini, la sospensione delle identita' degli oggetti e del soggetto, l'intervento del caso - sono tutte declinazioni dello stesso stupore per la consistenza del reale. Alla luce di questa ipotesi gli strumenti critici sono stati trovati in due ambiti in apparenza lontani. La pittura di Richter e' stata incrociata per la prima volta con il pensiero sull'Essere di filosofi come Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, scoprendo sorprendenti corrispondenze, e allo stesso tempo e' stata interpretata internamente ad una fenomenologia del visibile, con riferimento all'intera storia delle forme proiettive. L'intera opera di Richter e' stata presa in esame: in primo luogo il catalogo dei dipinti, poi quello dei disegni, degli acquerelli, delle foto dipinte, poi ancora quello delle edizioni a stampa e infine la raccolta delle migliaia di foto dell'Atlas, documentazione e "opera totale" al tempo stesso.

Il bordo dell'Essere. L'ontologia per immagini della pittura di Gerhard Richter

2011

Abstract

Questo studio ha come oggetto evidente l'opera di un pittore contemporaneo, Gerhard Richter, ma e' meno un saggio di storia delle arti visive che il capitolo di una piu' ampia fenomenologia della visione. L'opera di Richter e' stata scelta come oggetto esemplare di un'indagine sullo statuto di realta' e sul contenuto di verita' delle immagini. La tesi di questa ricerca e' che l'intera opera del pittore tedesco sia una continua interrogazione sull'essere delle cose e sull'Essere piu' generale. I temi ricorrenti nella sua arte - la dispersione dei contorni, la confusione dei riflessi, l'agnosia visiva, la stratificazione delle immagini, la sospensione delle identita' degli oggetti e del soggetto, l'intervento del caso - sono tutte declinazioni dello stesso stupore per la consistenza del reale. Alla luce di questa ipotesi gli strumenti critici sono stati trovati in due ambiti in apparenza lontani. La pittura di Richter e' stata incrociata per la prima volta con il pensiero sull'Essere di filosofi come Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, scoprendo sorprendenti corrispondenze, e allo stesso tempo e' stata interpretata internamente ad una fenomenologia del visibile, con riferimento all'intera storia delle forme proiettive. L'intera opera di Richter e' stata presa in esame: in primo luogo il catalogo dei dipinti, poi quello dei disegni, degli acquerelli, delle foto dipinte, poi ancora quello delle edizioni a stampa e infine la raccolta delle migliaia di foto dell'Atlas, documentazione e "opera totale" al tempo stesso.
2011
it
Gerhard Richter
Ontology
Research Subject Categories::HUMANITIES and RELIGION::Aesthetic subjects::Aesthetics
Research Subject Categories::HUMANITIES and RELIGION::Aesthetic subjects::Art
Università degli Studi di Catania
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/232721
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-232721