Negli ultimi anni sono state prodotte ricerche penetranti sulla nascita dei nuovi ordini religiosi cinquecenteschi, in particolare sulle congregazioni di chierici regolari approvate da Roma tra gli anni '20 e '40, dai barnabiti ai gesuiti, fino ai teatini. Tali lavori hanno avuto il merito di mostrare come sia oggi possibile sottrarre il fenomeno della nascita dei nuovi ordini al pio isolamento in cui l'aveva relegato una tradizione storiografica intrisa di devozionalismo e fervore confessionale, per collocarlo invece nel concreto contesto socio-politico e religioso dell'Italia del primo Cinquecento, reinterpretandone le vicende alla luce di un'accresciuta conoscenza dei fattori storici e delle reali forme di interazione di tali gruppi riformatori con poteri istituzionali, altolocati protettori ed esponenti di affini esperienze spirituali. Ancora in attesa di un'adeguata riconsiderazione ਠla storia dei primi cappuccini. A fronte dell'importante iniziativa di edizione delle fonti del primo secolo di vita dell'ordine realizzata dall'Istituto Storico Cappuccino, si avverte l'opportunità  di uno studio aggiornato sulle vicende che, tra il 1525 e il 1542, segnarono l'irrompere della riforma cappuccina e di Bernardino Ochino nella realtà  caotica dell'Italia pretridentina. Aspirazione del presente lavoro ਠproprio quello di avviare tale operazione di saldatura storiografica delle vicende cappuccine con il parallelo dipanarsi della storia sociale, politica e religiosa dell'Italia del tempo. Gli estremi cronologici entro i quali si articola la ricerca sono indicati dall'avvio dell'esperienza riformatrice di Matteo da Bascio (1525) †" dalla quale prese le mosse il movimento che sotto la guida di Ludovico da Fossombrone avrebbe poi portato alla fondazione e al primo sviluppo dell'ordine cappuccino (1528-1534) †" e dall'anno della fuga di Bernardino Ochino (1542), che segnಠuna drammatica cesura nella storia cappuccina. Nella prima parte della tesi (capitoli 1-4) si descrive la realtà  magmatica dell'Italia lacerata dal trauma delle guerre e percorsa dai fermenti del profetismo popolare e della predicazione itinerante dei romiti, illustrando il contesto all'interno del quale presero le mosse le esperienze pauperistiche del «mezzo romito» Matteo da Bascio e del gruppo di francescani rigoristi guidati da Ludovico da Fossombrone destinati a formare il nucleo originario della riforma cappuccina. Nella seconda parte (capitoli 5-7) la narrazione si concentra poi sulla svolta programmatica del 1535-1536, quando con l'ingresso nell'ordine di grandi predicatori come Bernardino Ochino e Giovanni da Fano, l'ideale di vita dei primi cappuccini viene rimodellato in funzione di una attiva partecipazione dei frati ai programmi di riforma promossi da Vittoria Colonna, Gian Matteo Giberti e da altri prelati sensibili alla spiritualità  evangelico-paolina del primo Cinquecento. Alla definizione delle strategie di insediamento e dei metodi dell'apostolato cappuccino nella fase di massima espansione dell'ordine ਠdedicata invece la terza parte (capitoli 8-10), nella quale si segue il percorso dei cappuccini negli anni di governo di Bernardino d'Asti (1536-1538) e Bernardino Ochino (1538-1542). Nella quarta e ultima parte (capitoli 11-13) si ਠinfine approfondita l'analisi della letteratura cappuccina primitiva, evidenziandone la stretta dipendenza da un testo chiave del movimento pre-quietista del primo Cinquecento, il Dyalogo de la unione spirituale di Dio con l'anima di Bartolomeo Cordoni, e individuandone le specifiche affinità  con la spiritualità  evangelico-valdesiana del «beneficio di Christo», promossa negli stessi anni da Vittoria Colonna e da altri influenti protettori dell'ordine.

"De homini carnali fare spirituali" : Bernardino Ochino e le origini dei Cappuccini nella crisi religiosa del Cinquecento

2012

Abstract

Negli ultimi anni sono state prodotte ricerche penetranti sulla nascita dei nuovi ordini religiosi cinquecenteschi, in particolare sulle congregazioni di chierici regolari approvate da Roma tra gli anni '20 e '40, dai barnabiti ai gesuiti, fino ai teatini. Tali lavori hanno avuto il merito di mostrare come sia oggi possibile sottrarre il fenomeno della nascita dei nuovi ordini al pio isolamento in cui l'aveva relegato una tradizione storiografica intrisa di devozionalismo e fervore confessionale, per collocarlo invece nel concreto contesto socio-politico e religioso dell'Italia del primo Cinquecento, reinterpretandone le vicende alla luce di un'accresciuta conoscenza dei fattori storici e delle reali forme di interazione di tali gruppi riformatori con poteri istituzionali, altolocati protettori ed esponenti di affini esperienze spirituali. Ancora in attesa di un'adeguata riconsiderazione ਠla storia dei primi cappuccini. A fronte dell'importante iniziativa di edizione delle fonti del primo secolo di vita dell'ordine realizzata dall'Istituto Storico Cappuccino, si avverte l'opportunità  di uno studio aggiornato sulle vicende che, tra il 1525 e il 1542, segnarono l'irrompere della riforma cappuccina e di Bernardino Ochino nella realtà  caotica dell'Italia pretridentina. Aspirazione del presente lavoro ਠproprio quello di avviare tale operazione di saldatura storiografica delle vicende cappuccine con il parallelo dipanarsi della storia sociale, politica e religiosa dell'Italia del tempo. Gli estremi cronologici entro i quali si articola la ricerca sono indicati dall'avvio dell'esperienza riformatrice di Matteo da Bascio (1525) †" dalla quale prese le mosse il movimento che sotto la guida di Ludovico da Fossombrone avrebbe poi portato alla fondazione e al primo sviluppo dell'ordine cappuccino (1528-1534) †" e dall'anno della fuga di Bernardino Ochino (1542), che segnಠuna drammatica cesura nella storia cappuccina. Nella prima parte della tesi (capitoli 1-4) si descrive la realtà  magmatica dell'Italia lacerata dal trauma delle guerre e percorsa dai fermenti del profetismo popolare e della predicazione itinerante dei romiti, illustrando il contesto all'interno del quale presero le mosse le esperienze pauperistiche del «mezzo romito» Matteo da Bascio e del gruppo di francescani rigoristi guidati da Ludovico da Fossombrone destinati a formare il nucleo originario della riforma cappuccina. Nella seconda parte (capitoli 5-7) la narrazione si concentra poi sulla svolta programmatica del 1535-1536, quando con l'ingresso nell'ordine di grandi predicatori come Bernardino Ochino e Giovanni da Fano, l'ideale di vita dei primi cappuccini viene rimodellato in funzione di una attiva partecipazione dei frati ai programmi di riforma promossi da Vittoria Colonna, Gian Matteo Giberti e da altri prelati sensibili alla spiritualità  evangelico-paolina del primo Cinquecento. Alla definizione delle strategie di insediamento e dei metodi dell'apostolato cappuccino nella fase di massima espansione dell'ordine ਠdedicata invece la terza parte (capitoli 8-10), nella quale si segue il percorso dei cappuccini negli anni di governo di Bernardino d'Asti (1536-1538) e Bernardino Ochino (1538-1542). Nella quarta e ultima parte (capitoli 11-13) si ਠinfine approfondita l'analisi della letteratura cappuccina primitiva, evidenziandone la stretta dipendenza da un testo chiave del movimento pre-quietista del primo Cinquecento, il Dyalogo de la unione spirituale di Dio con l'anima di Bartolomeo Cordoni, e individuandone le specifiche affinità  con la spiritualità  evangelico-valdesiana del «beneficio di Christo», promossa negli stessi anni da Vittoria Colonna e da altri influenti protettori dell'ordine.
2012
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Categorie ISI-CRUI::Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
eterodossia
ordini religiosi
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche::STORIA MODERNA
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/232730
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-232730