La tesi ripercorre dapprima la vita di Ammiano Marcellino e ne studia il metodo di lavoro nella stesura dellࢠopera storica, redatta probabilmente in piàƒ¹ fasi. Soprattutto nellࢠultima esade delle Res gestae, di cui i libri XXVIII e XXIX sono parte, Ammiano si avvalse dei propri ricordi, delle testimonianze orali di chi partecipàƒ² agli avvenimenti, dei documenti cui riuscàƒ¬ ad avere accesso grazie alle proprie amicizie e conoscenze. Quei libri costituiscono quindi una fonte preziosa ed in larga misura attendibile per la conoscenza degli anni che precedono la battaglia di Adrianopoli. La digressione sulla cittàƒÂ di Roma contenuta nel capitolo XXVIII 4 àƒ¨ il punto di partenza di unࢠanalisi del rapporto di Ammiano con lࢠantica capitale dellࢠimpero: lo storico ammira la cittàƒÂ in quanto artefice di una civiltàƒÂ che egli spera immortale, ma al tempo stesso ne biasima e disprezza la popolazione, in larga misura corrotta e disinteressata alle sorti stesse dello Stato. La tesi studia poi le iniziative diplomatiche e militari ࢠampiamente descritte nei libri XXVIII e XXIX ࢠcon cui Valentiniano I difese la frontiera settentrionale dellࢠimpero durante gli undici anni del suo regno. Sostiene la storicitàƒÂ e la serietàƒÂ della minaccia germanica, recentemente negata in alcuni studi. Inquadra le iniziative di Valentiniano allࢠinterno della ࢠdifesa in profonditàƒÂ ࢠdella frontiera renano-danubiana adottata dallࢠimpero nel IV secolo. Mette in luce lࢠindubbio apprezzamento di Ammiano per unࢠenergica politica militare, in cui egli vide la prosecuzione dellࢠopera di Giuliano sul Reno. Le contrastanti valutazioni che Ammiano esprime su Valentiniano ࢠapprezzandolo per la politica estera e per la tolleranza religiosa, ma biasimandolo per lࢠautocrazia dispotica di cui spesso si sarebbe reso colpevole ࢠhanno suggerito un esame complessivo della figura di questo imperatore nelle Res gestae. Ne àƒ¨ risultato che lo storico formula su Valentiniano un giudizio ponderato, ma sostanzialmente autonomo; solo in piccola parte le paure ed i risentimenti dellࢠaristocrazia senatoria romana, a contatto della quale Ammiano redasse la sua opera, hanno influenzato il ritratto, piàƒ¹ positivo che negativo, di questo imperatore. La conclusione della tesi àƒ¨ che lࢠopera di Ammiano, nata nel clima di profonda e diffusa preoccupazione seguito alla sconfitta di Adrianopoli, fornisce un quadro variegato del recente passato, in cui sono riconoscibili diffusi motivi di ansietàƒÂ e sfiducia, ma anche concrete indicazioni in favore di una politica che, se applicata, potrebbe forse consentire la ripresa di un impero che per lo storico rappresenta ancora la civiltàƒÂ stessa e nella cui eternitàƒÂ egli non vuole rinunciare a credere.
Ammiano Marcellino XXVIII e XXIX : problemi storici e storiografici
2012
Abstract
La tesi ripercorre dapprima la vita di Ammiano Marcellino e ne studia il metodo di lavoro nella stesura dellࢠopera storica, redatta probabilmente in piàƒ¹ fasi. Soprattutto nellࢠultima esade delle Res gestae, di cui i libri XXVIII e XXIX sono parte, Ammiano si avvalse dei propri ricordi, delle testimonianze orali di chi partecipàƒ² agli avvenimenti, dei documenti cui riuscàƒ¬ ad avere accesso grazie alle proprie amicizie e conoscenze. Quei libri costituiscono quindi una fonte preziosa ed in larga misura attendibile per la conoscenza degli anni che precedono la battaglia di Adrianopoli. La digressione sulla cittàƒÂ di Roma contenuta nel capitolo XXVIII 4 àƒ¨ il punto di partenza di unࢠanalisi del rapporto di Ammiano con lࢠantica capitale dellࢠimpero: lo storico ammira la cittàƒÂ in quanto artefice di una civiltàƒÂ che egli spera immortale, ma al tempo stesso ne biasima e disprezza la popolazione, in larga misura corrotta e disinteressata alle sorti stesse dello Stato. La tesi studia poi le iniziative diplomatiche e militari ࢠampiamente descritte nei libri XXVIII e XXIX ࢠcon cui Valentiniano I difese la frontiera settentrionale dellࢠimpero durante gli undici anni del suo regno. Sostiene la storicitàƒÂ e la serietàƒÂ della minaccia germanica, recentemente negata in alcuni studi. Inquadra le iniziative di Valentiniano allࢠinterno della ࢠdifesa in profonditàƒÂ ࢠdella frontiera renano-danubiana adottata dallࢠimpero nel IV secolo. Mette in luce lࢠindubbio apprezzamento di Ammiano per unࢠenergica politica militare, in cui egli vide la prosecuzione dellࢠopera di Giuliano sul Reno. Le contrastanti valutazioni che Ammiano esprime su Valentiniano ࢠapprezzandolo per la politica estera e per la tolleranza religiosa, ma biasimandolo per lࢠautocrazia dispotica di cui spesso si sarebbe reso colpevole ࢠhanno suggerito un esame complessivo della figura di questo imperatore nelle Res gestae. Ne àƒ¨ risultato che lo storico formula su Valentiniano un giudizio ponderato, ma sostanzialmente autonomo; solo in piccola parte le paure ed i risentimenti dellࢠaristocrazia senatoria romana, a contatto della quale Ammiano redasse la sua opera, hanno influenzato il ritratto, piàƒ¹ positivo che negativo, di questo imperatore. La conclusione della tesi àƒ¨ che lࢠopera di Ammiano, nata nel clima di profonda e diffusa preoccupazione seguito alla sconfitta di Adrianopoli, fornisce un quadro variegato del recente passato, in cui sono riconoscibili diffusi motivi di ansietàƒÂ e sfiducia, ma anche concrete indicazioni in favore di una politica che, se applicata, potrebbe forse consentire la ripresa di un impero che per lo storico rappresenta ancora la civiltàƒÂ stessa e nella cui eternitàƒÂ egli non vuole rinunciare a credere.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232732
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232732