Questo studio si propone come un'analisi di alcune rilevanti modalità di articolazione dello spazio urbano, all'interno delle maggiori culture filmiche dell'Asia Orientale, durante tutto il Ventesimo secolo e agli inizi del Ventunesimo. Partirಠdall'idea che le città , soprattutto quelle asiatiche †" cosଠdefinibili perchà© situate in una rete di rapporti culturali ed economici che hanno luogo nella stessa macroregione †" siano continuamente minacciate dal rischio di sparizione e assenza, dietro le narrative †œmetropolitane†� e i progetti di costruzione di una città perfetta che si sostituisca a quella reale nella percezione e nell'immaginario comuni. Il cinema verrà qui considerato come testimonianza e antidoto a questa sparizione: perchà© nel primo caso coadiuva il progetto di costruzione di un immaginario urbano ideale, nel secondo lo interrompe, svelandolo, e disvelando la città †œvivente†�, quasi sempre nascosta, poco illuminata e opaca. Nel rappresentare un progetto parallelo o integrato alla presenza urbana, il cinema sostiene o espone, denunciandoli, i meccanismi di gestione e controllo delle persone, di mobilitazione di capitali e modellamento dello spazio materiale, e nel farlo racconta storie fittizie o reali, che a loro volta si integrano con, o contraddicono la vita della città †œin superficie†�. I film saranno usati qui come dirigibili che espongono uno slogan visibile a tutti, o come sottomarini, il cui periscopio scandaglia silenzioso gli abissi del mare urbano. Questa tesi, pi๠che una proposta scientifica, ਠl'esito di esperienze e riflessioni derivate da una personale esplorazione di panorami urbani emergenti, in trasformazione o in crisi, su tutto il territorio della Repubblica Popolare Cinese, dal 2000 a oggi. In questo periodo ho avuto la possibilità di confrontarmi con modelli di città che venivano fatti e disfatti in base a esigenze economiche, a programmi di sviluppo legati alla produzione, e in ultimo al ricavo di utile. Quello che colpisce, in questo quadro attentamente pianificato e rigorosamente controllato, ਠche le persone sembrano ridotte al ruolo di comparse. Il cinema ਠper me un progetto compiuto di reinserimento dell'uomo nel paesaggio urbano, e un modo di giustificare questa presenza, riattribuendole la dignità perduta in decenni di meccanica pianificazione.
In cerca di una forma : ricostruzioni urbane nel cinema asiatico
2012
Abstract
Questo studio si propone come un'analisi di alcune rilevanti modalità di articolazione dello spazio urbano, all'interno delle maggiori culture filmiche dell'Asia Orientale, durante tutto il Ventesimo secolo e agli inizi del Ventunesimo. Partirಠdall'idea che le città , soprattutto quelle asiatiche †" cosଠdefinibili perchà© situate in una rete di rapporti culturali ed economici che hanno luogo nella stessa macroregione †" siano continuamente minacciate dal rischio di sparizione e assenza, dietro le narrative †œmetropolitane†� e i progetti di costruzione di una città perfetta che si sostituisca a quella reale nella percezione e nell'immaginario comuni. Il cinema verrà qui considerato come testimonianza e antidoto a questa sparizione: perchà© nel primo caso coadiuva il progetto di costruzione di un immaginario urbano ideale, nel secondo lo interrompe, svelandolo, e disvelando la città †œvivente†�, quasi sempre nascosta, poco illuminata e opaca. Nel rappresentare un progetto parallelo o integrato alla presenza urbana, il cinema sostiene o espone, denunciandoli, i meccanismi di gestione e controllo delle persone, di mobilitazione di capitali e modellamento dello spazio materiale, e nel farlo racconta storie fittizie o reali, che a loro volta si integrano con, o contraddicono la vita della città †œin superficie†�. I film saranno usati qui come dirigibili che espongono uno slogan visibile a tutti, o come sottomarini, il cui periscopio scandaglia silenzioso gli abissi del mare urbano. Questa tesi, pi๠che una proposta scientifica, ਠl'esito di esperienze e riflessioni derivate da una personale esplorazione di panorami urbani emergenti, in trasformazione o in crisi, su tutto il territorio della Repubblica Popolare Cinese, dal 2000 a oggi. In questo periodo ho avuto la possibilità di confrontarmi con modelli di città che venivano fatti e disfatti in base a esigenze economiche, a programmi di sviluppo legati alla produzione, e in ultimo al ricavo di utile. Quello che colpisce, in questo quadro attentamente pianificato e rigorosamente controllato, ਠche le persone sembrano ridotte al ruolo di comparse. Il cinema ਠper me un progetto compiuto di reinserimento dell'uomo nel paesaggio urbano, e un modo di giustificare questa presenza, riattribuendole la dignità perduta in decenni di meccanica pianificazione.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232736
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232736