Dalla metà del secolo scorso, ਠstata intensificata in ambito internazionale, e progressivamente negli ordinamenti giuridici nazionali, la positivizzazione dei cosiddetti diritti culturali, insieme ai diritti sociali ed economici che, tuttavia, hanno sempre ricevuto maggior approfondimento dalla dottrina e concretizzazione legislativa, visto la loro prevalenza nel dibattito socio-politico. Tuttavia, i diritti culturali, gradualmente, hanno ottenuto grande rilievo nell'ambito delle scienze sociali, soprattutto in seguito ai fenomeni della globalizzazione e della crisi dello Stato-nazione, intensificati negli ultimi decenni del ventesimo secolo, e di fronte ad un nuovo scenario mondiale che ora si presenta, da alcuni chiamato postmodernità . Tutti questi fenomeni sociali hanno incentivato un'evoluzione nella teoria e nella pratica dei diritti umani che, senza trascurare l'uguaglianza formale che garantivano a tutti gli individui, accomunati dalla condizione umana, hanno iniziato ad occuparsi delle categorie identitarie e dei gruppi sociali che, denunciando discriminazioni, oppressioni e svantaggi derivanti dal mancato riconoscimento della loro differenza, si sono lanciati in rivendicazioni di riconoscimento della loro condizione e dei diritti che da quella dovrebbero derivare, perchà© fosse garantita non solo l'uguaglianza formale tra gli uomini, ma l'uguaglianza materiale. Le esigenze di giustizia sociale che una volta si limitavano a richieste di ridistribuzione, adesso cominciano a reclamare per il riconoscimento. Non tardಠperchà© fossero approfonditi in strumenti di diritto internazionale ed inclusi in alcune costituzioni nazionali, che in modo espresso garantirono un veritiero diritto all'identità culturale. Quest'embrionale formulazione giuridica, tuttavia, porta con se un intrinseco disagio, che serve a giustificare la scarsità del suo approccio teorico: non di rado, il diritto all'identità culturale ਠinvocato per giustificare e perpetuare violazioni di diritti umani. Cosà¬, diventa fondamentale l'approfondimento teorico dell'argomento, affinchà© si capisca il rapporto stabilito tra i diritti umani, detti universali, e le rivendicazioni identitarie. Il dibattito, cosà¬, orbita intorno alla classica discussione derivante dalle obiezioni lanciate dal relativismo culturale al carattere universale dei diritti umani fondamentali, e avanza con l'obiettivo di fissare i limiti che tali diritti impongono ad un cosiddetto diritto all'identità culturale.
Il diritto all'identità culturale : profili costituzionalistici e il limite imposto dai diritti fondamentali
2012
Abstract
Dalla metà del secolo scorso, ਠstata intensificata in ambito internazionale, e progressivamente negli ordinamenti giuridici nazionali, la positivizzazione dei cosiddetti diritti culturali, insieme ai diritti sociali ed economici che, tuttavia, hanno sempre ricevuto maggior approfondimento dalla dottrina e concretizzazione legislativa, visto la loro prevalenza nel dibattito socio-politico. Tuttavia, i diritti culturali, gradualmente, hanno ottenuto grande rilievo nell'ambito delle scienze sociali, soprattutto in seguito ai fenomeni della globalizzazione e della crisi dello Stato-nazione, intensificati negli ultimi decenni del ventesimo secolo, e di fronte ad un nuovo scenario mondiale che ora si presenta, da alcuni chiamato postmodernità . Tutti questi fenomeni sociali hanno incentivato un'evoluzione nella teoria e nella pratica dei diritti umani che, senza trascurare l'uguaglianza formale che garantivano a tutti gli individui, accomunati dalla condizione umana, hanno iniziato ad occuparsi delle categorie identitarie e dei gruppi sociali che, denunciando discriminazioni, oppressioni e svantaggi derivanti dal mancato riconoscimento della loro differenza, si sono lanciati in rivendicazioni di riconoscimento della loro condizione e dei diritti che da quella dovrebbero derivare, perchà© fosse garantita non solo l'uguaglianza formale tra gli uomini, ma l'uguaglianza materiale. Le esigenze di giustizia sociale che una volta si limitavano a richieste di ridistribuzione, adesso cominciano a reclamare per il riconoscimento. Non tardಠperchà© fossero approfonditi in strumenti di diritto internazionale ed inclusi in alcune costituzioni nazionali, che in modo espresso garantirono un veritiero diritto all'identità culturale. Quest'embrionale formulazione giuridica, tuttavia, porta con se un intrinseco disagio, che serve a giustificare la scarsità del suo approccio teorico: non di rado, il diritto all'identità culturale ਠinvocato per giustificare e perpetuare violazioni di diritti umani. Cosà¬, diventa fondamentale l'approfondimento teorico dell'argomento, affinchà© si capisca il rapporto stabilito tra i diritti umani, detti universali, e le rivendicazioni identitarie. Il dibattito, cosà¬, orbita intorno alla classica discussione derivante dalle obiezioni lanciate dal relativismo culturale al carattere universale dei diritti umani fondamentali, e avanza con l'obiettivo di fissare i limiti che tali diritti impongono ad un cosiddetto diritto all'identità culturale.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232791
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232791