Le elezioni sono un elemento imprescindibile della democrazia moderna, che ਠsempre rappresentativa. A partire dalla Rivoluzione Francese, una proporzione crescente di governi nel mondo ha reclamato di derivare il proprio diritto-dovere di detenere il potere dal popolo: il governo †œdel popolo, dal popolo, per il popolo†� ਠdivenuto la fonte di legittimazione del potere politico moderno, in contrasto con le forme tradizionali, quali l'investitura divina, per mano dell'autorità religiosa, la discendenza dinastica, la conquista con la forza. Le schede elettorali sono divenute il simbolo dell'investitura popolare del governo. Tuttavia, negli ultimi due secoli il voto popolare non ਠstato tipico solo delle democrazie. Regimi che non sono considerati democratici, in base alla definizione di democrazia comunemente (anche se non unanimemente) accettata in scienza politica, sono stati o sono soliti chiamare i cittadini (oggi in genere tutti i maggiorenni) alle urne, indire elezioni per la formazione di assemblee legislative nazionali e/o per la selezione del vertice monocratico dello stato. Negli ultimi decenni ਠdivenuta pi๠diffusa nel mondo la tendenza a dare a queste consultazioni la forma di elezioni multipartitiche, spesso con diritto di accesso alla competizione anche per gruppi politici che non si oppongono ai governi. Queste tendenze hanno stimolato, nell'ultimo decennio, la curiosità e l'interesse degli studiosi di scienza politica nei riguardi di un fenomeno, quello delle elezioni in contesti non democratici (o meno che democratici), prima perlopi๠negletto, con rare eccezioni. Hanno anche contribuito a suscitare un ripensamento di consolidate teorie circa la natura, i caratteri essenziali e i criteri di differenziazione dei regimi non democratici, rendendo inoltre sul piano teorico ed empirico pi๠periglioso il compito di distinguerli dalle democrazie. Questo lavoro si propone di studiare il fenomeno delle elezioni in regimi non democratici nelle sue principali implicazioni, tramite la comparazione di un numero limitato di casi (Marocco, Russia, Tanzania, Myanmar). Aspetto di primario interesse ਠl'analisi delle funzioni che le elezioni svolgono nei sistemi non democratici, ossia del ruolo politico che ਠloro anzitutto attribuito da chi le indice, i governanti. La questione si puಠsintetizzare nella domanda: perchà© si svolgono, o non si svolgono, le elezioni in regimi non democratici? Lo svolgimento delle elezioni, la sospensione, l'annullamento, la cancellazione dall'ordinamento delle elezioni, richiedono delle scelte di comportamento da parte degli attori potenzialmente coinvolti, che si possono per semplicità comprendere in quattro gruppi: il capo del regime e la sua coalizione dominante, le opposizioni politicamente organizzate, i cittadini, gli attori internazionali. L'analisi di questi comportamenti ਠun centro di interesse di per sà© e costituisce, inoltre, il materiale empirico sulla base del quale si puಠragionare a proposito degli aspetti funzionali delle elezioni. Al di là delle intenzioni di chi le indice e in virt๠delle scelte di comportamento degli attori coinvolti, le elezioni possono dar luogo a diverse conseguenze politicamente rilevanti. In particolare, ci si chiede se esse contribuiscano a rinsaldare la stabilità dei regimi non democratici, o se ne favoriscano, piuttosto, la crisi, l'instabilità , il crollo. L'analisi dei comportamenti degli attori politici e la riflessione sulle funzioni delle elezioni permettono di ragionare sulle conseguenze del loro svolgimento sulla storia politica dei regimi.
Elezioni non democratiche : Marocco, Russia, Tanzania e Myanmar in prospettiva comparata
2015
Abstract
Le elezioni sono un elemento imprescindibile della democrazia moderna, che ਠsempre rappresentativa. A partire dalla Rivoluzione Francese, una proporzione crescente di governi nel mondo ha reclamato di derivare il proprio diritto-dovere di detenere il potere dal popolo: il governo †œdel popolo, dal popolo, per il popolo†� ਠdivenuto la fonte di legittimazione del potere politico moderno, in contrasto con le forme tradizionali, quali l'investitura divina, per mano dell'autorità religiosa, la discendenza dinastica, la conquista con la forza. Le schede elettorali sono divenute il simbolo dell'investitura popolare del governo. Tuttavia, negli ultimi due secoli il voto popolare non ਠstato tipico solo delle democrazie. Regimi che non sono considerati democratici, in base alla definizione di democrazia comunemente (anche se non unanimemente) accettata in scienza politica, sono stati o sono soliti chiamare i cittadini (oggi in genere tutti i maggiorenni) alle urne, indire elezioni per la formazione di assemblee legislative nazionali e/o per la selezione del vertice monocratico dello stato. Negli ultimi decenni ਠdivenuta pi๠diffusa nel mondo la tendenza a dare a queste consultazioni la forma di elezioni multipartitiche, spesso con diritto di accesso alla competizione anche per gruppi politici che non si oppongono ai governi. Queste tendenze hanno stimolato, nell'ultimo decennio, la curiosità e l'interesse degli studiosi di scienza politica nei riguardi di un fenomeno, quello delle elezioni in contesti non democratici (o meno che democratici), prima perlopi๠negletto, con rare eccezioni. Hanno anche contribuito a suscitare un ripensamento di consolidate teorie circa la natura, i caratteri essenziali e i criteri di differenziazione dei regimi non democratici, rendendo inoltre sul piano teorico ed empirico pi๠periglioso il compito di distinguerli dalle democrazie. Questo lavoro si propone di studiare il fenomeno delle elezioni in regimi non democratici nelle sue principali implicazioni, tramite la comparazione di un numero limitato di casi (Marocco, Russia, Tanzania, Myanmar). Aspetto di primario interesse ਠl'analisi delle funzioni che le elezioni svolgono nei sistemi non democratici, ossia del ruolo politico che ਠloro anzitutto attribuito da chi le indice, i governanti. La questione si puಠsintetizzare nella domanda: perchà© si svolgono, o non si svolgono, le elezioni in regimi non democratici? Lo svolgimento delle elezioni, la sospensione, l'annullamento, la cancellazione dall'ordinamento delle elezioni, richiedono delle scelte di comportamento da parte degli attori potenzialmente coinvolti, che si possono per semplicità comprendere in quattro gruppi: il capo del regime e la sua coalizione dominante, le opposizioni politicamente organizzate, i cittadini, gli attori internazionali. L'analisi di questi comportamenti ਠun centro di interesse di per sà© e costituisce, inoltre, il materiale empirico sulla base del quale si puಠragionare a proposito degli aspetti funzionali delle elezioni. Al di là delle intenzioni di chi le indice e in virt๠delle scelte di comportamento degli attori coinvolti, le elezioni possono dar luogo a diverse conseguenze politicamente rilevanti. In particolare, ci si chiede se esse contribuiscano a rinsaldare la stabilità dei regimi non democratici, o se ne favoriscano, piuttosto, la crisi, l'instabilità , il crollo. L'analisi dei comportamenti degli attori politici e la riflessione sulle funzioni delle elezioni permettono di ragionare sulle conseguenze del loro svolgimento sulla storia politica dei regimi.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232834
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232834