Il presente studio intende indagare taluni aspetti finora poco studiati della critica cinematografica cattolica, sul versante italiano e su quello francese, dal 1945 al 1975 circa. Proprio Italia e Francia vengono infatti ad assumere in quei decenni un'autentica funzione di guida e di faro per l'intero mondo cattolico, anche appunto in campo cinematografico. Ad aprire il nostro studio ਠinnanzitutto un'introduttiva indagine incrociata delle principali politiche cinematografiche condotte dai cattolici italiani e francesi. Poi †" dopo aver ripercorso i principali interventi dei vari pontefici in ambito cinematografico e le principali posizioni dei cattolici nei confronti del cinema †" verranno analizzate e confrontate le maggiori associazioni cattoliche italiane e francesi: un'attenzione particolare verrà  rivolta al Centro Cattolico Cinematografico italiano (C.C.C.) italiano e al suo corrispettivo d'oltralpe, il Comità© catholique du cinà©matographe (CCC), poi diventato Centrale catholique du cinà©ma et de la radio (CCR). Si passerà  poi a una disamina dei principali organi di stampa generalista cattolica italiana (tra cui «L'Osservatore Romano») e il confronto con i loro corrispettivi francesi («La Croix»), a cui seguirà  un'analisi dei periodici specializzati maggiormente rappresentativi della critica cinematografica cattolica italiana e d'oltralpe. Nell'ambito della stampa cinematografica cattolica francese, uno spazio prioritario verrà  riservato al settimanale «Tà©là©rama» (1960-), di cui verranno esaminate anche le precedenti versioni: «Radio loisirs» (1947), e poi «Radio Cinà©ma Tà©là©vision» (1950-1960). Ad accomunare tali tre “vite” del periodico in questione vi à¨, oltre alla discendenza da «Tà©moignage chrà©tien», la presenza attiva e tangibile di alcune infaticabili figure, quali Raymond Pichard e Charles Avril (entrambi padri domenicani) e Jean-Pierre Chartier (alias Jean-Louis Tallenay). «Tà©là©rama» si presenta inoltre come una delle migliori rappresentanti di quella nuova tendenza cattolica francese fiorita nel secondo dopoguerra, denominata «cinà©philie catholique», di cui la stessa rivista ospiterà  †" nel corso delle sue tre epoche †" diverse riflessioni destinate ad influenzare notevolmente i cattolici italiani, ed aventi firme di tutto prestigio quali quelle di Andrà© Bazin, Amà©dà©e Ayfre, Henri Agel e Pierre Leprohon. Di un'attenzione particolare godono inoltre †" sulle pagine di «Tà©là©rama» †" taluni ambiti nodali della critica cattolica: il giudizio “morale” dei film, il concetto di cinema educativo, il cinema religioso, la censura, l'erotismo, la concezione di “osceno” e di pornografia. Il dibattito su questi ultimi punti nodali investe anche l'altrettanto cruciale aspetto relativo alla rappresentazione (o, meglio, rappresentabilità ) cinematografica del male, o di tematiche alquanto delicate quali la violenza e la morte. Verranno poi proposti alcuni stimolanti itinerari riguardanti la ricezione critica cattolica di fenomeni cinematografici quali il neorealismo, o dell'opera di taluni maestri italiani quali Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. L'analisi di come tutti gli aspetti e fenomeni citati vengano concepiti e accolti dai periodici cattolici francesi ci permetterà  inoltre di operare uno stimolante confronto con la trattazione portata avanti †" in questi stessi ambiti e in quegli stessi anni †" dal versante cattolico italiano: in particolare dal maggior periodico cattolico specializzato quale la «Rivista del Cinematografo», ma anche da riviste e quotidiani cattolici generalisti quali «L'Osservatore Romano» e «Famiglia Cristiana». Confronto che, come vedremo, rivelerà  le comunanze ma, soprattutto, le notevoli differenze metodologiche, concettuali e ideologiche esistenti tra il panorama critico cattolico francese e quello italiano.

Le due vie cattoliche al cinema. Metodologie e itinerari critici tra Francia e Italia dal 1945 al 1975

2017

Abstract

Il presente studio intende indagare taluni aspetti finora poco studiati della critica cinematografica cattolica, sul versante italiano e su quello francese, dal 1945 al 1975 circa. Proprio Italia e Francia vengono infatti ad assumere in quei decenni un'autentica funzione di guida e di faro per l'intero mondo cattolico, anche appunto in campo cinematografico. Ad aprire il nostro studio ਠinnanzitutto un'introduttiva indagine incrociata delle principali politiche cinematografiche condotte dai cattolici italiani e francesi. Poi †" dopo aver ripercorso i principali interventi dei vari pontefici in ambito cinematografico e le principali posizioni dei cattolici nei confronti del cinema †" verranno analizzate e confrontate le maggiori associazioni cattoliche italiane e francesi: un'attenzione particolare verrà  rivolta al Centro Cattolico Cinematografico italiano (C.C.C.) italiano e al suo corrispettivo d'oltralpe, il Comità© catholique du cinà©matographe (CCC), poi diventato Centrale catholique du cinà©ma et de la radio (CCR). Si passerà  poi a una disamina dei principali organi di stampa generalista cattolica italiana (tra cui «L'Osservatore Romano») e il confronto con i loro corrispettivi francesi («La Croix»), a cui seguirà  un'analisi dei periodici specializzati maggiormente rappresentativi della critica cinematografica cattolica italiana e d'oltralpe. Nell'ambito della stampa cinematografica cattolica francese, uno spazio prioritario verrà  riservato al settimanale «Tà©là©rama» (1960-), di cui verranno esaminate anche le precedenti versioni: «Radio loisirs» (1947), e poi «Radio Cinà©ma Tà©là©vision» (1950-1960). Ad accomunare tali tre “vite” del periodico in questione vi à¨, oltre alla discendenza da «Tà©moignage chrà©tien», la presenza attiva e tangibile di alcune infaticabili figure, quali Raymond Pichard e Charles Avril (entrambi padri domenicani) e Jean-Pierre Chartier (alias Jean-Louis Tallenay). «Tà©là©rama» si presenta inoltre come una delle migliori rappresentanti di quella nuova tendenza cattolica francese fiorita nel secondo dopoguerra, denominata «cinà©philie catholique», di cui la stessa rivista ospiterà  †" nel corso delle sue tre epoche †" diverse riflessioni destinate ad influenzare notevolmente i cattolici italiani, ed aventi firme di tutto prestigio quali quelle di Andrà© Bazin, Amà©dà©e Ayfre, Henri Agel e Pierre Leprohon. Di un'attenzione particolare godono inoltre †" sulle pagine di «Tà©là©rama» †" taluni ambiti nodali della critica cattolica: il giudizio “morale” dei film, il concetto di cinema educativo, il cinema religioso, la censura, l'erotismo, la concezione di “osceno” e di pornografia. Il dibattito su questi ultimi punti nodali investe anche l'altrettanto cruciale aspetto relativo alla rappresentazione (o, meglio, rappresentabilità ) cinematografica del male, o di tematiche alquanto delicate quali la violenza e la morte. Verranno poi proposti alcuni stimolanti itinerari riguardanti la ricezione critica cattolica di fenomeni cinematografici quali il neorealismo, o dell'opera di taluni maestri italiani quali Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. L'analisi di come tutti gli aspetti e fenomeni citati vengano concepiti e accolti dai periodici cattolici francesi ci permetterà  inoltre di operare uno stimolante confronto con la trattazione portata avanti †" in questi stessi ambiti e in quegli stessi anni †" dal versante cattolico italiano: in particolare dal maggior periodico cattolico specializzato quale la «Rivista del Cinematografo», ma anche da riviste e quotidiani cattolici generalisti quali «L'Osservatore Romano» e «Famiglia Cristiana». Confronto che, come vedremo, rivelerà  le comunanze ma, soprattutto, le notevoli differenze metodologiche, concettuali e ideologiche esistenti tra il panorama critico cattolico francese e quello italiano.
2017
Italiano
cinema catholics Italy France
Cinematografo - Moralità  - Francia - 1945-1975
Cinematografo - Moralità  - Italia - 1945-1975
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/232851
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPR-232851