L'obiettivo della presente ricerca ਠquello di mettere a fuoco le motivazioni, politico-istituzionali e giuridiche che hanno condotto il legislatore belga, in un determinato momento storico, ad istituire la Corte d'arbitrato e, nello specifico, quello di individuare il ruolo della stessa all'interno delle dinamiche Stato centrale/enti federati-fiamminghi/valloni. Ciಠche si ਠcercato di capire ਠse la Corte abbia avuto un ruolo politico, assumendo posizioni pi๠o meno centraliste attraverso le proprie pronunce, oppure se sia stata un'organo garante dell'equilibrio che, senza mostrare opinioni troppo marcate, a favore di un ente piuttosto che dell'altro, abbia rappresentato un collante all'interno di una società disomogenea caratterizzata da fratture che hanno rischiato di minare l'unità dello Stato. Per arrivare a dare una risposta adeguata agli interrogativi fulcro di questa ricerca, si ਠconsiderato opportuno analizzare una serie di fonti, oltre a quelle normative, sia italiane che straniere, come riviste, manuali, rassegne della giurisprudenza italiane e belghe. Per arrivare ad una risposta soddisfacente, che si fondasse sul dato empirico, ho dedicato l'ultimo capitolo di questa tesi all'analisi della giurisprudenza della Cour d'arbitrage/constitutionnelle dal 2003 ad oggi. Si ਠritenuto opportuno delimitare lo studio delle sentenze all'ultimo decennio di attività della Consulta belga perchà© il 2003 ਠl'anno in cui il campo di azione della Corte viene ampliato definitivamente a molti dei diritti costituzionalmente garantiti, e non soltanto a quelli relativi al riparto della competenza legislativa fra Stato centrale, Comunità e Regioni. Già a partire dal 1989 erano state, infatti, approvate una serie di revisioni che avevano visto il parametro costituzionale essere sempre pi๠ampio. Tale escalation si ਠconclusa con l'entrata in vigore della riforma del 2003 in base alla quale la Corte ਠcompetente a sindacare sulle disposizioni legislative che potrebbero violare gli artt 10-11-170-172 e 191 Cost e tutto il Titolo II della Carta, sui Belgi e sui loro diritti. I primi tre capitoli della tesi hanno, invece, fornito un'accurata descrizione della situazione politico-istituzionale, della forma di stato e di governo, degli organi e delle funzioni dello Stato centrale, delle comunità e delle regioni. E'stata fatta un'ampia esposizione degli aspetti pi๠tecnici relativi alla composizione, al funzionamento e alla organizzazione della Cour d'arbitrage che dal 2007 diventa Constitutionnelle. Per concludere, si ਠritenuto indispensabile concentrarsi su come la Consulta abbia continuato a svolgere il proprio ruolo di arbitro nelle difficili relazioni fra Stato centrale e enti federati nel momento in cui le sue funzioni sono state ampliate.
La giustizia costituzionale in Belgio
2014
Abstract
L'obiettivo della presente ricerca ਠquello di mettere a fuoco le motivazioni, politico-istituzionali e giuridiche che hanno condotto il legislatore belga, in un determinato momento storico, ad istituire la Corte d'arbitrato e, nello specifico, quello di individuare il ruolo della stessa all'interno delle dinamiche Stato centrale/enti federati-fiamminghi/valloni. Ciಠche si ਠcercato di capire ਠse la Corte abbia avuto un ruolo politico, assumendo posizioni pi๠o meno centraliste attraverso le proprie pronunce, oppure se sia stata un'organo garante dell'equilibrio che, senza mostrare opinioni troppo marcate, a favore di un ente piuttosto che dell'altro, abbia rappresentato un collante all'interno di una società disomogenea caratterizzata da fratture che hanno rischiato di minare l'unità dello Stato. Per arrivare a dare una risposta adeguata agli interrogativi fulcro di questa ricerca, si ਠconsiderato opportuno analizzare una serie di fonti, oltre a quelle normative, sia italiane che straniere, come riviste, manuali, rassegne della giurisprudenza italiane e belghe. Per arrivare ad una risposta soddisfacente, che si fondasse sul dato empirico, ho dedicato l'ultimo capitolo di questa tesi all'analisi della giurisprudenza della Cour d'arbitrage/constitutionnelle dal 2003 ad oggi. Si ਠritenuto opportuno delimitare lo studio delle sentenze all'ultimo decennio di attività della Consulta belga perchà© il 2003 ਠl'anno in cui il campo di azione della Corte viene ampliato definitivamente a molti dei diritti costituzionalmente garantiti, e non soltanto a quelli relativi al riparto della competenza legislativa fra Stato centrale, Comunità e Regioni. Già a partire dal 1989 erano state, infatti, approvate una serie di revisioni che avevano visto il parametro costituzionale essere sempre pi๠ampio. Tale escalation si ਠconclusa con l'entrata in vigore della riforma del 2003 in base alla quale la Corte ਠcompetente a sindacare sulle disposizioni legislative che potrebbero violare gli artt 10-11-170-172 e 191 Cost e tutto il Titolo II della Carta, sui Belgi e sui loro diritti. I primi tre capitoli della tesi hanno, invece, fornito un'accurata descrizione della situazione politico-istituzionale, della forma di stato e di governo, degli organi e delle funzioni dello Stato centrale, delle comunità e delle regioni. E'stata fatta un'ampia esposizione degli aspetti pi๠tecnici relativi alla composizione, al funzionamento e alla organizzazione della Cour d'arbitrage che dal 2007 diventa Constitutionnelle. Per concludere, si ਠritenuto indispensabile concentrarsi su come la Consulta abbia continuato a svolgere il proprio ruolo di arbitro nelle difficili relazioni fra Stato centrale e enti federati nel momento in cui le sue funzioni sono state ampliate.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232893
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232893