L'analisi delle politiche fiscali locali delle comunità autonome della Val Seriana durante i secoli XV e XVI prova l'esistenza di una relazione assimmetrica tra la Repubblica di Venezia, il Comune di Bergamo e i poteri del territorio. Mentre la città riesce ad influenzare le scelte delle comunità solamente da una posizione marginale, la Repubblica e quest'ultime formano un patto che crea benefici in termini, rispettivamente, di entrate fiscali e di protezione delle autonomie locali. Questa relazione si rafforzerà nel tempo, in un periodo che vede trasformazioni del sistema fiscale veneziano (tardo XV secolo) che aumentano l'importanza delle entrate straordinarie e della monetizzazione delle prestazioni d'opera nel campo delle contribuzioni militari. Questi cambiamenti radicali, in congiunzione con lo sforzo finanziario dovuto ai rinnovati impegni bellici veneziani in Italia e in Oriente, creeranno una tendenza locale allo sviluppo di un nuovo apparato istituzionale a sostegno delle finanze comunali e in sostituzione dell'antica organizzazione, basata sui dazi. Pur se vantaggioro per l'intera comunità , tale sistema sarà fondamentalmente gestito dalle famiglie della classe dirigente locale. Ne saranno fondamento il prestito ai Comuni da parte di privati imprenditori (spesso imparentati con coloro che controllano da parte politica tali debiti) e la commercializzazione di una parte dei beni comunali e dei loro prodotti.
Una politica fiscale sul territorio: tra Venezia, Bergamo e le Valli 1428-1630
2012
Abstract
L'analisi delle politiche fiscali locali delle comunità autonome della Val Seriana durante i secoli XV e XVI prova l'esistenza di una relazione assimmetrica tra la Repubblica di Venezia, il Comune di Bergamo e i poteri del territorio. Mentre la città riesce ad influenzare le scelte delle comunità solamente da una posizione marginale, la Repubblica e quest'ultime formano un patto che crea benefici in termini, rispettivamente, di entrate fiscali e di protezione delle autonomie locali. Questa relazione si rafforzerà nel tempo, in un periodo che vede trasformazioni del sistema fiscale veneziano (tardo XV secolo) che aumentano l'importanza delle entrate straordinarie e della monetizzazione delle prestazioni d'opera nel campo delle contribuzioni militari. Questi cambiamenti radicali, in congiunzione con lo sforzo finanziario dovuto ai rinnovati impegni bellici veneziani in Italia e in Oriente, creeranno una tendenza locale allo sviluppo di un nuovo apparato istituzionale a sostegno delle finanze comunali e in sostituzione dell'antica organizzazione, basata sui dazi. Pur se vantaggioro per l'intera comunità , tale sistema sarà fondamentalmente gestito dalle famiglie della classe dirigente locale. Ne saranno fondamento il prestito ai Comuni da parte di privati imprenditori (spesso imparentati con coloro che controllano da parte politica tali debiti) e la commercializzazione di una parte dei beni comunali e dei loro prodotti.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232898
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232898